Una nuova misura per isolare l’economia legale da qualsiasi tentativo di inquinamento. Il prefetto di Terni Antonietta Orlando ha firmato una nuova ordinanza interdittiva antimafia, la terza in un arco di tempo relativamente breve, contro una società operante nel settore dell’autonoleggio nel territorio ternano. Secondo il quadro istruttorio ricostruito dal Gruppo Interforze Antimafia, l’azienda sarebbe esposta a condizionamenti da parte di organizzazioni criminali esterne alla provincia, utilizzando una sede legale di fatto fittizia. Un segnale forte, che giunge in un momento di massima attenzione istituzionale, poco dopo l’insediamento del nuovo procuratore capo Antonio Laronga, noto per le sue competenze nel disarticolare gli aspetti finanziari delle cosche. L’azione odierna non è un episodio isolato, ma l’ultimo anello di una catena di provvedimenti che, dagli esercizi commerciali ai servizi pubblici, disegna una strategia di contrasto ampia e determinata.

Il provvedimento, adottato in base al decreto legislativo 159 del 2011, è il frutto di una lunga e meticolosa attività di indagine amministrativa. Il Gruppo Interforze Antimafia della Prefettura, un organismo che riunisce le competenze di tutte le forze di polizia, ha passato al setaccio l’operato della società di autonoleggio. Gli elementi emersi sono stati considerati sufficientemente gravi da giustificare il divieto di intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione. In primo luogo, gli investigatori hanno accertato che la sede legale ubicata nel territorio ternano era da considerarsi fittizia, un mero escamotage formale privo di corrispondenza operativa. L’aspetto più rilevante, tuttavia, riguarda i potenziali condizionamenti dell’attività societaria. L’istruttoria ha infatti evidenziato come l’impresa potesse essere vulnerabile a influenze esercitate da soggetti riconducibili a realtà criminali esterne al contesto provinciale, un dettaglio che solleva questioni sulla permeabilità di certi settori economici. "Desidero esprimere un sentito ringraziamento alle Forze di polizia, in particolare alla Guardia di Finanza per l’importante apporto, nonché a tutti i componenti del Gruppo Interforze Antimafia provinciale", ha dichiarato il prefetto Antonietta Orlando, ringraziando il dispositivo di controllo per il lavoro sinergico.

L’interdittiva odierna contro l’autonoleggio acquista un significato particolare se inserita nella cronaca recente dell’attività della Prefettura di Terni. Solo pochi mesi fa, il 3 giugno, era stata adottata la prima misura analoga nei confronti di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande.
Ma è guardando ai mesi precedenti che si comprende la portata dell’offensiva amministrativa. E nel novembre dello scorso anno, il prefetto Orlando aveva infatti firmato ben due distinti provvedimenti interdittivi in un colpo solo. I destinatari erano un Consorzio per l’erogazione di servizi a Comuni ed enti pubblici e una società cooperativa di trasporto merci ad esso collegata. In quel caso, l’indagine – partita paradossalmente da una richiesta di iscrizione nella “white list” dei soggetti affidabili – aveva portato a una scoperta ancor più allarmante: le infiltrazioni erano riconducibili a componenti della criminalità organizzata di origine campana, segnalando un tentativo di espansione interregionale delle mafie in settori economici strategici. Anche in quella circostanza era emerso il ricorso a una sede legale fittizia nel Comune di Terni, una costante che denota una modalità operativa precisa.
Questi ripetuti interventi non sono risposte estemporanee, ma tasselli di una strategia integrata e di lungo periodo. La Prefettura, sotto la guida di Antonietta Orlando, sta lavorando per costruire un ambiente sempre più impermeabile alle infiltrazioni. Un passo significativo in questa direzione è stata la recente sottoscrizione, avvenuta ad Orvieto, di un Protocollo per la prevenzione amministrativa antimafia nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione. Come lo stesso prefetto ha ricordato in occasione delle interdittive di novembre, l’obiettivo è promuovere una "vera e propria filiera della legalità", un sistema di controlli e collaborazioni che coinvolga istituzioni, associazioni di categoria e imprenditori onesti. L’insediamento del nuovo procuratore capo Antonio Laronga, magistrato che ha maturato una specifica esperienza nella lotta alla criminalità economica delle organizzazioni mafiose in Puglia, completa questo quadro istituzionale. La coincidenza temporale tra il suo arrivo e l’emissione del nuovo provvedimento, seppure casuale, simboleggia la potenzialità di un doppio binario d’azione: quello giudiziario e quello amministrativo-preventivo.
La sequenza ininterrotta di interdittive – dal bar al consorzio, dai trasporti all’autonoleggio – dimostra che la sfida è aperta su più fronti. Il messaggio che la Prefettura intende lanciare è chiaro: nessun settore economico sarà lasciato indifeso e ogni segnale di opacità verrà investigato. La tutela della libera concorrenza, la salvaguardia dell’ordine pubblico economico e la protezione delle imprese sane sono gli obiettivi dichiarati di un’azione che, numeri alla mano, prosegue senza tregua.