15 Jan, 2026 - 17:05

Terni, insediato il nuovo Procuratore Antonio Laronga. Sulle infiltrazioni criminali: "Non esistono territori immuni"

Terni, insediato il nuovo Procuratore Antonio Laronga. Sulle infiltrazioni criminali: "Non esistono territori immuni"

Ha ufficialmente preso servizio oggi, giovedì 15 gennaio, il nuovo Procuratore capo di Terni Antonio Laronga. La cerimonia di insediamento si è tenuta stamattina presso l'aula della Corte d'Assise del Palazzo di Giustizia di Terni. Nel primo pomeriggio, a Palazzo Gazzoli sede della Procura, Laronga ha accolto i giornalisti entrando nel merito dell'impostazione dei rapporti con la stampa che intende curare personalmente, facendo il punto su priorità e missione e condividendo anche le prime impressioni sulla città oltre che, naturalmente, sulla Procura di cui è a capo.

Laronga: "Una Procura virtuosa. Terni comunità accogliente e operosa"

59 anni foggiano, originario di Torremaggiore, Laronga è in magistratura dal 1993. A Foggia ha ricoperto l'incarico di sostituto procuratore e da oltre vent'anni si occupa di criminalità organizzata. A Terni succede ad Alberto Liguori che nel 2024 ha lasciato la città per trasferirsi a Civitavecchia. Un fortissimo spirito di servizio in cui spiccano fermezza, apertura alla collaborazione e forte vicinanza alla comunità, questi i concetti che a più riprese il nuovo Procuratore ha ribadito."A Terni - ha affermato nel corso dell'incontro - ho trovato una comunità accogliente e operosa, una città buona. Ho avuto un'ottima impressione anche per quanto riguarda l'aspetto giudiziario. Oggi entro in un ufficio virtuoso". 

"Ci sono - ha aggiunto - le condizioni per lavorare bene. Metterò a disposizione la mia esperienza e sarò presente a Terni tutti i giorni, diventerò ternano. Anzi mi sento già ternano, vivo a Terni e ho preso casa a Terni. Non sarò un procuratore viaggiatore" ha specificato. Positivi anche i rapporti con i magistrati degli altri uffici dove, ha ricordato, da dicembre sono arrivati anche i due sostituiti procuratori. Inoltre, ha sottolineato, quella di Terni è anche una delle poche Procure italiane ad avere un proprio dirigente amministrativo, seppur da poco.

Le note dolenti: carenza del personale amministrativo e decoro della sede

L'unica "nota dolente" è la scopertura relativa al personale amministrativo che supera il 20% e che, inevitabilmente, crea affanno. Una situazione "che non dipende da noi" e già segnalata al Ministero da parte del procuratore generale, Sergio Sottani. 

L'altra questione riguarda la sede stessa della Procura, a Palazzo Gazzoli, "dove siamo ospiti e paghiamo un affitto pesante all'Ater". Oltre a questo, ha spiegato, "ci sono alcune aree che non sono decorose tipo quelle usate dalla Polizia Giudiziaria". Una situazione su cui, a partire dall'insegna esterna, ha promesso attenzione anche per "valutare se ci sono margini di manovra" per lavori di miglioramento e manutenzione.

Sulle infiltrazioni criminali: "Nessun territorio è immune"

Data la lunga esperienza nella lotta alla criminalità organizzata la domanda sul perché proprio Terni, è stata posta. "È stata una mia scelta venire assegnato a Terni - ha affermato -. Ho vinto il concorso tra nove candidati e non c’è pertinenza tra la mia nonina e situazione criminale del territorio" ha chiarito.

Sul territorio si è speso ricordando che anche se "non ci sono organizzazioni criminali di tipo mafioso o strutturato autoctone umbre, le organizzazioni criminali allungano le mani dove ci sono i quattrini. E qui ci sono. L'Umbria - ha detto ancora - è un territorio su cui bisogna essere molto attenti: qui non mettono bombe ma soldi, anche con i prestanome. Non ci sono territori esenti dalle mire espansionistiche delle organizzazioni criminali che oggi commettono perlopiù reati economici. La criminalità - ha evidenziato - non ha confini, per questo bisogna essere vigili e attenti e anche la società e deve esserlo".

Rimarcando, infine, la volontà di promuovere un modello giustizia vicino ai cittadini ha promosso "l'idea di Procura come casa trasparente di vetro. La comunità per avvicinarsi all’istituzione deve sapere ciò che fa" e ha concluso "siamo otto magistrati e abbiamo la possibilità di trattare tutto".

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Sara Costanzi
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