25 Aug, 2025 - 21:30

Protocollo antimafia a Terni: Comune e Prefettura uniti per turismo e ristorazione

Protocollo antimafia a Terni: Comune e Prefettura uniti per turismo e ristorazione

Un’alleanza istituzionale per blindare i settori più vulnerabili dell’economia cittadina. È questo il valore del protocollo antimafia firmato a Terni dal prefetto Antonietta Orlando e dal sindaco Stefano Bandecchi, alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine. L’iniziativa segna un passaggio politico e amministrativo importante: turismo e ristorazione diventano terreno privilegiato di un’azione preventiva che vuole conciliare sviluppo economico e difesa della legalità. Nel merito, l’accordo punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione amministrativa, agendo prima che i tentativi di infiltrazione possano produrre danni al tessuto produttivo e alla leale concorrenza.

Turismo e ristorazione sotto tutela: cos'è il protocollo antimafia firmato a Terni tra Prefettura e Comune

La scelta di concentrare l’attenzione su alberghi e ristoranti non è casuale. Si tratta di comparti che generano ricchezza, attraggono investimenti e, proprio per questo, sono più esposti ai tentativi della criminalità organizzata. Il protocollo obbliga il Comune a richiedere la certificazione antimafia per tutte le nuove attività avviate con la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e sottoposte a regime autorizzatorio. Un meccanismo che dovrebbe rendere più difficile l’ingresso di capitali sospetti, garantendo al tempo stesso condizioni di concorrenza leale.

La Prefettura sottolinea che il documento si inserisce “in un più ampio percorso di rafforzamento delle misure di prevenzione amministrativa per contrastare fenomeni di riciclaggio, usura, estorsione e più in generale i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in comparti economici particolarmente esposti”.

Criteri di rischio e controlli: cosa cambia per le nuove attività

Le attività oggetto di controllo saranno selezionate sulla base di criteri e indicatori di rischio tarati sulle specificità del territorio. In concreto ciò significa analizzare con maggiore attenzione passaggi societari anomali, repentini cambi di proprietà, movimentazioni finanziare incoerenti con i volumi d’impresa o strutture societarie opache. L’adozione sistematica della certificazione antimafia in fase di avvio, inoltre, alza l’asticella della trasparenza per tutti.

Chi entra sul mercato dovrà dimostrare sin dall’inizio l’assenza di condizionamenti, mentre gli uffici comunali avranno una cornice procedurale chiara per bloccare tempestivamente situazioni a rischio. Per gli operatori onesti si tratta di una tutela: la verifica preventiva limita la concorrenza sleale di chi, sfruttando canali illeciti, potrebbe alterare prezzi e dinamiche del settore.

Il coordinamento istituzionale

Elemento centrale dell’accordo è il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni. Saranno infatti istituiti un osservatorio provinciale e una cabina di regia presso la Prefettura, incaricati di monitorare le iniziative e definire criteri di rischio condivisi. La cabina fungerà da punto di raccordo operativo, facilitando lo scambio di informazioni tra Comune e forze dell’ordine, e assicurando uniformità nell’applicazione delle misure su tutto il territorio.

Il prefetto Orlando ha spiegato che si tratta di “un passo avanti nel potenziamento dell'attività amministrativa di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni criminali a tutela della leale concorrenza, preservando la qualità dell'offerta turistica”. La legalità, dunque, non solo come argine ai fenomeni criminali, ma anche come garanzia di competitività e di attrattività per un settore fondamentale.

Terni, protocollo antimafia tra Prefettura e Comune: una rete di protezione allargata

L’intesa siglata a Terni segue quella già firmata con il Comune di Orvieto e punta a creare un modello stabile e replicabile. L’obiettivo è estendere progressivamente la rete di prevenzione, coinvolgendo non soltanto gli enti locali, ma anche altri soggetti pubblici e privati. "Considerato che i protocolli in questione sono aperti all'adesione di altri soggetti pubblici e privati in grado di concorrere all'azione di prevenzione e contrasto del rischio di infiltrazioni criminali" - ha aggiunto il prefetto - "mi auguro di riuscire a realizzare, quanto prima, con il loro fondamentale apporto conoscitivo, una vera e propria filiera della legalità sul territorio".

Legalità e sviluppo: la sfida di Terni

La firma del protocollo porta con sé un messaggio politico chiaro: senza trasparenza e controlli preventivi, lo sviluppo economico rischia di poggiare su basi fragili. Terni sceglie quindi di puntare su un modello di crescita che mette al centro la sicurezza delle regole e la protezione del tessuto produttivo. Il turismo e la ristorazione, comparti strategici per l’identità e l’attrattività della città, vengono così tutelati da possibili distorsioni, a beneficio degli imprenditori onesti e della collettività.

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Giorgia Sdei
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