Non un punto, ma il punto. La vicenda del nuovo ospedale di Terni non uscirà più dall’aula di Palazzo Spada. Da ora in avanti, ogni consiglio comunale sarà costantemente aggiornato e chiamato a pronunciarsi sull’iter della nuova struttura sanitaria, in una sorta di stato di sessione permanente sulla questione che più divide e appassiona la città. Una mossa a tenaglia, votata ad ampia maggioranza su proposta del consigliere di Alternativa Popolare Andrea Sterlini e fatta propria dalla Conferenza dei capigruppo, per mantenere la pressione massima sulla Regione Umbria. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, non usa mezzi termini: “Sulla nuova struttura non molliamo. Sui vantaggi di Colle Obito parlano le cifre”. Ma nella stessa seduta è esploso anche il duro botta e risposta con il PD, che è tornato a sostenere l’assessore regionale Fabio Barcaioli tra le reazioni indignate della maggioranza per quelle che sono state definite "provocazioni" dell'esponente di AVS, mentre da Fratelli d’Italia il capogruppo Roberto Pastura lancia una nuova possibile strada: puntare a fare di Terni una sede di DEA (Dipartimenti di Emergenza Urgenza e Accettazione) di terzo livello, strutture di eccellenza a finanziamento nazionale.
La decisione è formalmente tecnica, ma ha un altissimo valore politico. La presidente del consiglio comunale, Sara Francescangeli, ha comunicato che tutte le prossime sedute dell’assemblea civica avranno all’ordine del giorno un aggiornamento sulla vertenza ospedale.
“Si tratta di ribadire la priorità che questa assemblea e questa città danno al tema dell’ospedale - dichiara Francescangeli - il consiglio comunale non abbassa la guardia”.
È la traduzione in atti amministrativi della strategia della maggioranza bandecchiana: non concedere tregua alla Giunta regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti, per sollecitarne una presa di posizione definitiva sulla localizzazione e sul finanziamento. Una strategia dell’assedio condotta a colpi di ordini del giorno. Stefano Bandecchi è netto: “Intendiamo battere il ferro finché è caldo - afferma il sindaco - la vicenda nuovo Santa Maria è prioritaria in ogni agenda cittadina e regionale, per questo non faremo nessuno sconto. Ogni settimana in consiglio comunale aggiorneremo tutti i consiglieri e tutta la città sulle evoluzioni della vertenza ospedale, ogni settimana torneremo a chiedere l'impegno della Regione e delle forze politiche che la governano".

Il primo cittadino attacca frontalmente le stime di costo più elevate circolate: "Noi non vogliamo passare mesi e anni a discutere di location e di pianti economici impensabili. Quando sento parlare di 750 milioni, 800 milioni è chiaro che non si vuole far fare l'ospedale, perchè si tratta di cifre iperboliche. Anche in questa sede ribadisco che i 200, 300 milioni del project financing sono una cifra realistica che ci consente di fare il nuovo ospedale a Colle Obito, con un piano economico ancorato alla realtà".
Il dibattito in consiglio non è stato però solo tecnico. Ha riacceso le scintille della polemica con il Partito Democratico. Il capogruppo PD Pierluigi Spinelli ha usato la tribuna per rinnovare la solidarietà all’assessore regionale alla Sanità Fabio Barcaioli, recentemente al centro di un acceso battibecco con lo stesso Bandecchi durante un’audizione in Regione. Un passaggio che ha provocato la levata di scudi della maggioranza, costringendo la presidente Francescangeli a una pausa per calmare gli animi. Spinelli ha anche provato a smontare la proposta di project financing per Colle Obito: “È una proposta ormai fuori gioco, sostenuta solo dal sindaco”, ha affermato, ricordando le due bocciature da parte della Regione. Replica a caldo di Bandecchi, che difende il progetto come base di confronto realistica rispetto a valutazioni “che poggiano su elementi non oggettivi”.

"Io dico di guardare alla validità di quel progetto non di fare un nuovo project financing. L'ospedale pubblico, con soldi pubblici dovrebbe essere fatto proprio dalla Regione: un progetto valido dal punto di vista realizzativo. Se la Regione non lo vuole fare, assegni il compito al Comune insieme alle risorse. A noi bastano 300 milioni e i 50 milioni all'anno di nuove tasse che la Regione sta già facendo pagare ai Ternani, ben 180 milioni a tutti gli umbri. Noi diciamo, a differenza della presidente Proietti, che questi soldi non devono essere macinati nella spesa corrente ma destinati alle grandi infrastture, come appunto il nuovo ospedale di Terni".
Nel vivo del confronto, ha portato un contributo di prospettiva il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura. Il consigliere ha introdotto un elemento nuovo, destinato a far discutere: la possibilità di agganciare le ambizioni ternane alla riforma nazionale dei DEA in discussione al Governo. La legge delega in materia sanitaria, che affida al Governo il compito di adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi sul riordino della disciplina in materia sanitaria, istituirà infatti gli ospedali di terzo livello, strutture di eccellenza a bacino nazionale o sovranazionale, finanziate con risorse dedicate.

“Terni - è il suggerimento di Roberto Pastura - potrebbe candidarsi a questo riconoscimento”. Si tratterebbe di un salto di qualità enorme, subordinato al possesso di requisiti stringenti: volumi di attività ad alta specializzazione, qualità certificata, capacità di attrarre pazienti da altre regioni e forte attività di ricerca. Una prospettiva ambiziosa che sposta parzialmente il piano del dibattito, dall’emergenza di un’infrastruttura nuova al sogno di un polo di eccellenza.
Il messaggio che esce da Palazzo Spada è chiaro: la partita del nuovo ospedale si giocherà ogni settimana in consiglio comunale, in una pressione continua sulla Regione. Con un sindaco che promette battaglia sulle cifre e sulla localizzazione di Colle Obito, una parte dell’opposizione che difende l’operato della Giunta regionale e l'altra, che forte dei legami col governo nazionale, che inizia a esplorare anche scenari normativi più ampi. La corsa al nuovo Santa Maria entra in una fase di vigilanza permanente.