Sergio Anibaldi è il project manager della Ternana Calcio per l’operazione Stadio-Clinica. Ma è anche il manager che ha coordinato, negli ultimi anni, tutte le operazioni di trasformazione urbana pubblico-private più rilevanti che hanno interessato la città di Terni: dalla realizzazione di Corso del Popolo e delle piscine dello stadio, con le amministrazioni di centrosinistra, al Palasport iniziato sempre dal centrosinistra e portato a termine con il centrodestra al governo. Da anni, insieme a un gruppo di professionisti di primo livello (architetti come Baldi e Margheriti, società e studi di ingegneria come Sintagma fino a studi legali e advisor finanziari) sta lavorando alla complessa operazione che dovrà portare alla realizzazione del nuovo Liberati, al completamento della Città dello Sport (che parte dall’obelisco di Pomodoro per arrivare fino al cimitero cittadino riqualificando significativamente un’area di oltre 12 ettari, ndr) e alla realizzazione di una struttura sanitaria privata sull’altra sponda del fiume Nera.
Dopo la diffusione del testo della convenzione sottoscritta dal Comune di Terni e dalla Ternana Calcio per il progetto stadio-clinica, l’analisi della documentazione ha sviluppato un dibattito serrato. Con i tifosi rossoverdi che hanno vivisezionato il documento alla ricerca di elementi da chiarire e di dubbi da risolvere. Poi c’è il confronto politico, con la questione della contrapposizione anche ideologica su sanità pubblica e privata (determinante nell’ultima campagna elettorale regionale), che ha contribuito ad alzare la tensione intorno al progetto.
Abbiamo cercato di raccogliere le tematiche più dibattute e di dare risposte con l’ausilio del principale protagonista tecnico del progetto.
Anibaldi, partiamo dalla fine. La Ternana, dopo il disimpegno della famiglia D’Alessandro, è in crisi finanziaria e ha già saltato alcune scadenze federali. Da project manager del progetto stadio-clinica è stato coinvolto in trattative per la cessione?
Anibaldi: "In questo periodo particolare sto cercando quanto più possibile di supportare la proprietà del club nelle trattative per la vendita del club, anche oltre il mio ruolo specifico. Ciò perché il progetto Stadio-Clinica è il principale asset che rende la Ternana appetibile per potenziali investitori. La storia, il blasone, il bacino di utenza sono elementi importanti. Ma se qualcuno si avvicina oggi a via della Bardesca è soprattutto per questa operazione".
Abbiamo registrato varie indiscrezioni: l’interesse di un gruppo operante nel settore sanitario, quello di un’azienda attiva nelle costruzioni e contractor di rilevanti commesse pubbliche e, infine, quella di un fondo di investimento straniero. Sono questi i tavoli sui quali si gioca la partita?
Anibaldi: "Posso confermare che ci sono in corso interlocuzioni vive con tutti e tre i soggetti. Stiamo ricevendo attenzioni e anche complimenti per come è stata costruita, insieme al Comune, questa operazione. Stiamo dando il massimo del supporto a questi potenziali acquirenti per avere le informazioni di dettaglio che possono aiutare a chiudere l’eventuale deal".
Tolto il dente delle trattative societarie, torniamo sul progetto. Le questioni principali che animano il dibattito riguardano proprio l’eventualità che la cessione non si verifichi e che la società proponente di Stadio-Clinica possa andare incontro a una crisi irreversibile. Il Comune di Terni è garantito?
Anibaldi: "La società veicolo Stadium Spa è stata costituita proprio per questa ragione, in ossequio a quanto previsto dal Codice degli appalti. La NewCo ha la funzione di garantire che l’operazione di realizzazione dell’opera pubblica sia schermata, proprio perché separata dalle sorti degli azionisti (in questo caso la Ternana Calcio, ndr). Facciamo gli scongiuri, ma in caso di insolvenza del club calcistico, ci sarebbero ripercussioni attutite sulla NewCo con sostituzione degli azionisti, garantendo comunque il controllo della Stadium con il valore intatto del progetto: dalle quote societarie alla titolarità del diritto di superficie, fino alle autorizzazioni e a eventuali asset realizzati. Ciò anche nel caso di eventuali curatele che subentrerebbero nella gestione del progetto. Le stesse avrebbero la possibilità di cedere la società ad altri soggetti oppure di continuare nella conduzione dell’operazione a tutela del ceto creditorio. Semplificando al massimo: la costituzione di questa Stadium garantisce al massimo la controparte pubblica, secondo quanto richiesto dalla legge, e patrimonializza la Ternana Calcio, potenzialmente evitando situazioni di default e rendendola più attrattiva per possibili investitori".
Il punto 9.3 separa le sorti dello stadio e della struttura sanitaria privata, prevedendo che i rispettivi percorsi siano indipendenti. Perché è stata inserita questa clausola?
Anibaldi: "Entrando nello specifico della Convenzione sottoscritta, vengono mantenute inalterate le clausole, anche quelle cosiddette di salvaguardia previste nella Convenzione originaria sottoposta ai passaggi autorizzativi (Consiglio Comunale, Conferenza dei servizi Decisoria, Giunta Comunale tutte antecedenti all’elezione di Bandecchi). Quello che viene letto con malizia da alcuni come un favore al privato, è in realtà esattamente l’opposto. Questo punto tutela l’interesse pubblico, in primis la realizzazione delle opere pubbliche e la continuità gestionale e quindi la funzione collettiva dello stadio".
Cosa succederebbe se il privato decidesse di non dare seguito all’investimento?
Anibaldi: "In pratica, se, per qualunque motivo, la parte privata non realizzasse la Clinica o andasse in default, per cause a lui imputabili, la parte pubblica non potrà essere intaccata o interrotta, sospesa o ritardata, né soggetta a revoca automatica della convenzione, e soprattutto non potrà venir meno il plusvalore economico derivante dalla avvenuta cessione del ramo d’azienda relativo alla Clinica. Con la conseguente certezza per Stadium/Comune di introitare 14 milioni di euro oltre agli oneri finanziari in 10 anni. Questo percorso mette tutti i conseguenti rischi imprenditoriali in capo al privato ed è pienamente in linea con le prescrizioni normative (legge Stadi e Codice Appalti)".
L’operazione è al riparo anche dal “rischio regolatorio”, cioè dalla possibilità che in corsa possano essere cambiate le normative di riferimento?
Anibaldi: "È stato previsto, con il solo fine della sostenibilità e bancabilità dell’operazione un eventuale riequilibrio solo nel caso di eventi eccezionali o modifiche alle normative e regolamenti oggi vigenti, che hanno determinato le fondamenta alla base del Piano economico e finanziario. È evidente che se si cambiano le carte in tavola e questo incide sulle condizioni e regole previste, e non per colpa degli attuatori, si dovranno prevedere formule idonee a riportare un equilibrio economico finanziario a garanzia soprattutto dell’interesse pubblico. Che consiste non solo nella realizzazione ma anche nella gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’opera pubblica. Ricordo che una delle opposizioni al riequilibrio dei posti letto privati accreditati esistenti tutti in provincia di Perugia era che non si potevano toccare diritti acquisiti pena cause e/o risarcimento di ingenti danni".
Il Piano economico e finanziario di Stadium è sostenibile?
Anibaldi: "Non potrebbe essere altrimenti. Proprio per le cose che dicevo prima, Stadium - che ha in programma investimenti per 42 milioni sullo stadio - può garantire la bancabilità del progetto con la titolarità del diritto di superficie per 44 anni, con un capitale sociale di 6 milioni di euro, con entrare certe dalla cessione del ‘ramo azienda Clinica’ per 14 milioni oltre oneri finanziari. Si tratta di asset che garantiscono mezzi propri per il 40% delle necessità, ai quali si aggiungono introiti previsti per 2,5 milioni di euro annui derivanti dalla locazione di locali commerciali e dallo sfruttamento economico dell’opera realizzata a garanzia del servizio del debito. Cioè del rimborso del finanziamento. Va inoltre precisato che l’operazione verrà realizzata senza nessun contributo economico diretto del Comune. Qualora la Ternana andasse in crisi, sarebbe comunque sostituibile con un nuovo soggetto. La parte pubblica è assolutamente garantita".
Veniamo anche al punto 31.1, quello che riguarda la “Cauzione definitiva e le garanzie per la tutela del Concedente, cioè il Comune…
Anibaldi: "Beh, non vedo quali obiezioni possono essere poste relativamente a questo punto. Anzi, la Ternana Calcio ha rinunciato a benefici enormi garantiti dalla legge Stadi. A maggiore tutela dell’interesse pubblico, abbiamo chiesto che fossero applicate in questo caso le condizioni previste dal Codice degli Appalti. Che nel nostro caso non sarebbero applicabili e che sono molto più gravose e pesanti di quelle accordate alle società sportive dalla legge Stadi, che avendo carattere speciale avrebbe previsto garanzie ben meno rilevanti. Noi abbiamo rinunciato su richiesta del RUP del Comune, l’architetto Piero Giorgini, a queste facilitazioni. Uniformandoci così a quanto avrebbe dovuto dare qualsiasi concessionario o costruttore che avesse vinto una gara pubblica. La garanzia fidejussoria ammonta al 10% del totale dell’investimento ed è correlata allo stato di avanzamento dei lavori".
Entriamo nella zona di dibattito più sensibile, quella della sanità e dei posti letto da convenzionare collegati al progetto.
Anibaldi: "Voglio premettere che la nostra proposta Stadio-Clinica, come prevedeva la legge, ha scontato un iter per il riconoscimento dell’interesse pubblico iniziale all’esito di una conferenza dei servizi preliminare prevista per valutare la fattibilità della stessa o di indicare le condizioni che se superate avrebbero portato all’approvazione. E ricordo che sia la Regione che l’ASL, invitate, non hanno espresso un parere, equiparando ad un assenso senza condizioni. All’esito si è potuto procedere con la presentazione di un progetto definitivo (con conseguente impegno di risorse economiche) che doveva prevedere e confermare le indicazioni emerse, confermando quanto non confutato. E quindi anche la previsione della Clinica con posti letto accreditabili. Voglio precisare che la proposta prevedeva l’autorizzazione alla costruzione della Clinica previo assenso sulla programmazione sanitaria. Cioè un atto di programmazione e non, come ancora si sostiene, un convenzionamento prima della costruzione".
A questo punto arriviamo alla Conferenza di servizi decisoria finale, che si chiude positivamente ma con alcune prescrizioni. Sono state superate?
Anibaldi: "La Conferenza dei servizi decisoria su Stadio-Clinica si è chiusa positivamente, valutando superabili anche gli atti di dissenso sulla Clinica. In particolare, è stato ritenuto superabile quello relativo al rischio idraulico (le opere di messa in sicurezza delle sponde erano state realizzate ma non collaudate). Ed è stato ritenuto, allo stesso modo, superabile quello conseguente all’assenso per la previsione di posti letto accreditabili nella programmazione sanitaria. Come si può verificare dal verbale,il Direttore generale della Sanità regionale ha dichiarato che avrebbe comunicato in itinere la nuova programmazione e, di conseguenza, il RUP Giorgini ha chiarito che all’esito avrebbe dato seguito all’autorizzazione alla costruzione. Entrambe le condizioni sono state realmente superate con atti formali da parte dell’Autorità di Bacino e della Giunta Regionale. La legge 241/90 prevede che la Conferenza dei servizi e il suo presidente possano chiudere positivamente e approvare anche nel caso ci siano dissensi valutabili come superabili, altrimenti l’esito poteva essere solo negativo e si sarebbe chiusa definitivamente la procedura. Il verbale evidenzia che i posti letto accreditabili sarebbero stati disponibili solo dopo una modifica della programmazione sanitaria regionale. Tale modifica è giunta con la delibera 1399/2023 della giunta Tesei, che assegna 80 posti letto accreditabili per soggetti privati nella provincia di Terni. Sarebbero stati ben di più se avessero usato come base programmatoria il territorio della ASL Umbria 2".
Come è proseguito l’iter autorizzativo?
Anibaldi: "Il progetto di permesso a costruire della Clinica ha avuto un assenso condizionato all’avverarsi della previsione programmatica, delegando il Comune di Terni e per lui il RUP a verificare l’attuazione di tale condizione come le altre prescrizioni. La positiva chiusura della Conferenza dei servizi avvenuta il 1 novembre 2022, ha determinato la possibilità di rilasciare ogni autorizzazione o permesso necessario, nonché la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, sia dell’opera pubblica sia di quella privata. Sulla base di questo presupposto, l’architetto Giorgini, verificato l’avverarsi della condizione (Delibera della giunta regionale 1399) ha potuto dare efficacia al permesso a costruire anche per la struttura sanitaria privata. È di tutta evidenza che gli 80 posti letto in un atto programmatorio non potessero essere assegnati a priori a una struttura ancora non esistente. Viceversa, la delibera regionale rappresenta il presupposto per costruire la struttura sanitaria, che sulla base di questa cornice programmatoria potrà procedere al successivo percorso autorizzativo. La comunicazione alla Regione di efficacia del permesso a costruire della Clinica con i posti letto e discipline previste nella programmazione per la provincia di Terni, completa ai sensi del regolamento regionale 9/23 l’iter per vincolare la programmazione al permesso a costruire. Mi consente un’ulteriore piccola precisazione?".
Prego...
Anibaldi: "Ravviso una forte contraddizione nella posizione politica di chi sostiene, in nome della difesa aprioristica della sanità pubblica, che la delibera della giunta Tesei del 2023 impedirebbe di legare gli 80 posti di letto alla struttura sanitaria del progetto Stadio-Clinica, anche in forza della sentenza del Tar che ha rigettato il nostro ricorso. Quella delibera, infatti, prevedeva la diminuzione dei requisiti aggiuntivi che la legge prevede per le cliniche private accreditate, cosa che avevamo contestato di fronte ai giudici amministrativi".
Però al Tar avete perso…
Anibaldi: "Le sentenze bisogna leggerle. I giudici hanno solo evidenziato che la Ternana non avesse allora un interesse qualificato a contestare la delibera, perché la clinica ai tempi non era ancora stata realizzata e autorizzata. La sentenza non entra nel merito della nostra richiesta solo per mancanza di interesse, però appare singolare che in questo caso si vada a favore di un atto della giunta Tesei che agevola la sanità privata".
Ulteriore contestazione che vi viene mossa: la clinica privata toglie risorse alla sanità pubblica.
Anibaldi: "Non è vero. Anzi è vero l’opposto. La previsione di 80 posti letto da convenzionare in provincia di Terni non toglie un posto letto pubblico. Al contrario rimette a disposizione posti letto che sarebbero spariti in base alla ristrutturazione della rete sanitaria e ospedaliera. Faccio un esempio: il nuovo ospedale di Narni-Amelia, pensato per una finalità diversa, avrebbe meno posti letto della somma di quelli dei due vecchi ospedali. Idem l’ospedale di Cascia. Questi posti letto sono stati recuperati per modificare la programmazione regionale e generare un riequilibrio su base regionale. La costruzione e l’esercizio della Clinica consentirà di attrarre mobilità sanitaria da fuori regione, di drenare la fuga di pazienti e di generare impatti positivi sui fatturati della sanità territoriale. Inoltre, se rimangono intatti i limiti posti dal budget regionale per la sanità privata nulla si andrà a togliere alle risorse previste per la sanità pubblica".
Altro rischio: la Regione sta elaborando il nuovo piano socio-sanitario, dopo l’ultimo datato ormai 19 anni fa. Se la delibera Tesei venisse cancellata e gli 80 posti letto previsti per la provincia di Terni sparissero?
Anibaldi: "L’operazione Stadio-Clinica è stata fatta sulla base della programmazione prevista dalla Delibera di giunta regionale 1399 e degli atti amministrativi conseguenti che li prevedeva. Queste sono le condizioni e le regole alla base di un’operazione di interesse pubblico. Se si cambiano le norme o le regole, agli esatti adempimenti del privato che ha garantito le risorse per realizzare l’intervento, sia il privato sia il Comune, che subirebbe un danno, potranno tutelarsi con idonee azioni difensive a garanzia del mantenimento dell’equilibrio economico finanziario dell’operazione. Immagino che anche le cliniche private di Perugia faranno lo stesso se si togliessero i loro posti letto".