22 Jan, 2026 - 18:20

Terni, Bandecchi lancia il sit-in sotto la Regione: "Chi vuole il nuovo ospedale venga in pullman a Perugia"

Terni, Bandecchi lancia il sit-in sotto la Regione: "Chi vuole il nuovo ospedale venga in pullman a Perugia"

Lo smartphone in mano, il tono diretto e perentorio. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare, diventa testimonial di sé stesso sui social network per lanciare una chiamata alle armi civica. Dopo l’annuncio in Consiglio comunale di lunedì, non ha perso tempo: ha registrato e pubblicato un breve video per incitare i ternani a raggiungerlo a Perugia, davanti a Palazzo Donini, sede della Regione Umbria. Lo scopo è uno solo: fare pressione perché la realizzazione del nuovo ospedale della città esca dall’impasse in cui, a suo dire, è stata volutamente confinata. La mobilitazione, un sit-in il 26 gennaio sotto Palazzo Cesaroni, è organizzata con pullman gratuiti e prenotazioni via WhatsApp. Un’azione di piazza che segna l’acutizzarsi di uno scontro istituzionale sempre più acceso sul futuro della sanità ternana.

Il video-appello del sindaco di Terni: “Fatevi sentire, venite a Perugia”

Nel video, girato in una giornata che lo ha visto impegnato nella prima udienza del processo a suo carico e nella consegna delle chiavi di Papigno al Cantamaggio ternanoBandecchi si rivolge senza filtri ai cittadini.

Mi rivolgo ai Ternani, parliamo dell'ospedale di Terni, dell'ospedale che dovrebbe essere fatto con soldi pubblici. Alternativa Popolare andrà davanti alla Regione, ha già i permessi per fare questo sit-in tutti i giorni dal 26 gennaio al 6 febbraio. Ho bisogno di persone di Terni che hanno voglia, come me e come tanti altri come me, di far fare questo ospedale a Terni. Il numero da chiamare è il 366. 4728423Questo numero di telefono serve per andare a Perugia, davanti alla Regione. Noi distribuiamo volantini, noi facciamo presente ai consiglieri regionali che 220 milioni sono meno dei 780 milioni che loro hanno deciso di spendere per il nostro ospedale. Numero di telefono veloce? 366.4728423. Venite con noi a Perugia per il nostro ospedale”.

La macchina della mobilitazione: pullman gratuiti e posti limitati

profili social più vicini al sindaco hanno immediatamente rilanciato la campagna, con messaggi studiati per creare urgenza e partecipazione. I testi dei sostenitori, pubblicati online, sono inequivocabili.

"Terni, è il momento di farci sentire. 26 gennaio. Scendiamo in piazza tutti insieme per difendere il nuovo ospedale di terni e dire basta alle promesse non mantenute. Pullman gratuito disponibile. Posti limitati (prenotazioni entro sabato 23). Chi prenota prima ha priorità e la garanzia di partecipare".

E ancora, l’invito diretto: "Vuoi partecipare o salire sul pullman? Scrivici subito in privato per ricevere informazioni e prenotare il tuo posto. La prenotazione è fondamentale per non perdere la priorità e la possibilità di partecipare. La voce di terni deve arrivare forte e chiara. Insieme possiamo fare davvero la differenza. Non aspettare l’ultimo momento".

Un appello trasversale e la rabbia per i fondi “buttati” al Santa Maria

Bandecchi aveva già lanciato un appello pubblico e trasversale a tutte le forze politiche di opposizione in consiglio comunale, chiedendo una battaglia comune “non ideologica”. “Non è più tempo di divisioni politiche, ma di responsabilità istituzionale”, aveva dichiarato. “Qui non si tratta di destra o sinistra, maggioranza o opposizione. Qui si tratta della salute dei ternani”.

Un invito all’unità che si scontra però con un dato di fatto: la frattura tra Comune e Regione appare profonda. Ad alimentare la polemica contribuisce anche la questione degli interventi in corso all’attuale ospedale Santa Maria di Colle Obito: oltre 16 milioni di euro di fondi PNRR per adeguamenti che, secondo i bandecchiani, “verrebbero buttati se il nuovo ospedale verrà realizzato in altro luogo”. Una spesa, sostengono su Facebook, che fa sorgere dubbi sulla corretta gestione dei soldi pubblici.

La mobilitazione come atto di “responsabilità istituzionale” e il rischio di un lungo stallo

La paura che aleggia a Terni è quella di un rimpallo infinito tra studi di fattibilità, numeri gonfiati e assenza di coperture finanziarie, che condannerebbe la città a un’attesa senza fine. La mossa del sindaco, personalissima e dai toni da campagna elettorale permanente, prova a forzare la mano, spostando il confronto dal piano tecnico-burocratico a quello della mobilitazione popolare.

Il cuore della protesta è il radicale cambio di prospettiva impresso dalla nuova giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Il progetto originario sostenuto da Bandecchi e dalla sua amministrazione prevedeva un intervento di project financing tra i 220 e i 280 milioni di euro, con 128 milioni già garantiti e tempi di realizzazione stimati in cinque anni. Una soluzione, sottolinea il sindaco, “già validata tecnicamente, sostenibile economicamente e pensata per garantire la continuità operativa dell’attuale struttura”. La Regione, dopo aver commissionato uno studio a una società di Reggio Emilia per individuare nuove possibili aree, ha però fornito numeri diversi e ben più gravosi: un costo stimato tra i 550 e i 780 milioni di euro. Una forbice che, in assenza di finanziamenti pubblici già disponibili, ha di fatto congelato l’iter, spostando l’orizzonte della nuova struttura “alle calende greche”, come denunciano dal Comune.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE