22 Jan, 2026 - 10:50

Processo Bandecchi, ammessi tutti i 18 testi e nuovo round il prossimo 19 febbraio per i video

Processo Bandecchi, ammessi tutti i 18 testi e nuovo round il prossimo 19 febbraio per i video

È durata meno di mezz’ora, ma ha tracciato la rotta di un processo che promette battaglia su ogni fronte. Nell’aula 117 del Tribunale di Terni, davanti al giudice monocratico Ersilia Agnello, si è aperta e quasi subito chiusa la prima udienza del processo al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. Il primo cittadino, in insolita veste di imputato è arrivato puntuale in corso del Popolo alle 8.59, ha trascorso poco più di tre quarti d’ora nel palazzo di giustizia prima di uscire, dopo che il giudice ha dato le prime disposizioni tecniche e rinviato all'udienza del prossimo 19 febbraio.

Una cornice rapida per un processo che invece si annuncia complesso e di grande impatto politico, con accuse che vanno dalla minaccia all'oltraggio, dalla violenza e resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio e, infine alla minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario, relativa all'acceso confronto in consiglio comunale dell’agosto 2023.

In udienza la prima contesa sull'ammissione dei 18 testi citati dalla difesa del sindaco

Al centro della seduta, la platea dei testimoni e la verità dei filmati. Il pubblico ministero Marco Stramaglia, presente in aula con il nuovo procuratore Antonio Laronga, e la difesa del sindaco, affidata al professor Filippo Morlacchini coadiuvato dall’avvocato ternano Giorgio Panebianco, hanno presentato le loro istanze. Il PM ha chiesto perizie sui video di quella seduta consiliare, compresi alcuni successivi all’evento, come interventi televisivi nazionali di Bandecchi che, secondo l’accusa, potrebbero aiutare a interpretare i fatti.

Alla richiesta dell’avvocato della parte civile, Enrico De Luca – che patrocina il consigliere comunale di FDI Marco Cecconi – di limitare il numero dei testimoni della difesa perché alcuni avrebbero fornito “impressioni personali”Morlacchini ha replicato sostenendo la necessità di una “visuale a 360 gradi”.

Sono 18 i testi citati da Bandecchi, di cui 4 in comune con la parte civile.

La strategia della difesa e la decisione del giudice Ersilia Agnello

La linea dell’avvocato Morlacchini è stata netta e ha delineato la strategia che verrà portata avanti nei prossimi mesi.“La difesa produrrà documentazione a supporto di ogni testimonianza”, ha spiegato il legale, sostenendo l’interesse del suo assistito affinché il processo “vada spedito” e si accertino i fatti realmente avvenuti a Palazzo Spada. I 18 testimoni, secondo la difesa, sono tutti “diretti e oculari” e non lasciano spazio a “interpretazioni personali e originate ex post”.

Il giudice Ersilia Agnello ha quindi preso le sue decisioni, chiudendo l’udienza in tempi brevi. Ha ammesso tutti i 18 testimoni indicati dalle parti, accogliendo quindi l’intera lista della difesa. Ha disposto una perizia sui filmati della seduta consiliare, annunciando la nomina di un consulente tecnico. E ha sciolto solo in parte la riserva sulla richiesta del PM di acquisire video extra, rinviando la decisione definitiva alla prossima udienza. Il processo è stato così aggiornato al 19 febbraio, quando, alle 12.30, si tornerà in aula per l’esame delle prove e l’audizione dei primi testimoni.

Le dichiarazioni a caldo di Bandecchi: “Soddisfatto, il video spiegherà tutto”

Fuori dall’aula, Stefano Bandecchi si è intrattenuto con i giornalisti, mostrando soddisfazione per l’esito della prima udienza. Le sue parole hanno messo subito in chiaro su quale elemento punterà la sua linea difensiva: le immagini.“Mi sembra che il giudice sia stato molto equilibrato”, ha esordito il sindaco.“Haaccoltotutti i testi che avevamo richiesto, mi sembra che abbia inquadrato il problema con molta onestà. Ha riferito di voler ascoltare tutti e di assumere ulteriori valutazioni strada facendo”.

Il primo cittadino si è quindi focalizzato sulla perizia disposta:“Io sono soddisfatto di questo perché per me il video piega tutto. Credo che il giudice riuscirà a vedere come sono andati fatti, chi ha bloccato il consiglio comunale e chi è stato offensivo e perché. E quindi io sono felice, per me oggi è andata benissimo”.

La sua conclusione è un’anticipazione di quello che sarà il leitmotiv della sua difesa:“Diciamo che questo è quello che è successo, è quello che io ho sempre chiesto: vediamo il filmato dall’inizio, da quando io ho avuto la parola, da quando il presidente del consiglio comunale dice ‘adesso la parola al sindaco’. E così capiremo subito chi ha fermato il consiglio comunale. A quel punto ci sarà da ridere, secondo me”.

Ora la palla passa ai tecnici e, da febbraio, ai testimoni. Il processo a Stefano Bandecchi entra nel vivo, con una posta in gioco altissima sia sul piano giudiziario che su quello politico. La prossima udienza del 19 febbraio segnerà il primo atto concreto di un confronto che si annuncia senza esclusione di colpi.

Sara Costanzi - Federico Zacaglioni

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Federico Zacaglioni
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