30 Mar, 2026 - 21:01

Stadio-Clinica, Bandecchi chiama e aspetta la Regione mentre i Rizzo sfogliano la margherita

Stadio-Clinica, Bandecchi chiama e aspetta la Regione mentre i Rizzo sfogliano la margherita

“Ho chiamato la presidente Proietti, ma non mi ha risposto. Vediamo. Ma noi incontreremo sicuramente tutti, anche se prima c’è da decidere la procedura da seguire col RUP a seguito della sentenza del Tar”.

Stefano Bandecchi lascia Palazzo Spada rivelando che adesso la partita si riapre e che la linea rossa con la presidente Stefania Proietti è pronta ad essere riattivata. La dichiarazione viene rilasciata dopo l’incontro tecnico con i legali di Palazzo Spada, gli avvocati Gennari e Silvi, con il suo capo di gabinetto Bernocco, con l’assessore Anibaldi e con gli uffici del dirigente Piero Giorgini, che dovrà decidere con l’ausilio dell’avvocatura del Comune di Terni la strada da seguire su Stadio-Clinica.

Nel frattempo l’esame della sentenza è materia di riunioni e confronti anche in Regione. Da parte del RUP Gattini, il dirigente delle infrastrutture di Palazzo Donini, ma anche dell’avvocatura e degli organi politici. Gli effetti della sentenza del Tar, infatti, sono quelli di aver prodotto l’annullamento degli atti comunali che davano il via libera alla costruzione di stadio e clinica privata con la formula del project financing, ma anche quelli di delineare strade alternative che passano inevitabilmente per la ripresa di un rapporto dialettico costruttivo tra i due enti.

Ma la giornata, decisiva per il Comune che non intende rinunciare al progetto, è da segnare col circoletto rosso sul calendario anche per l’ennesimo ribaltone in casa rossoverde.

L’addio dell’avvocato Morcella e il nuovo cambio di strategia della famiglia Rizzo ridisegnano gli equilibri interni alla Ternana

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Nella caotica e inedita situazione della Ternana, la stagione delle sliding doors, le porte scorrevoli che una volta varcate possono cambiare un destino, non accenna a cedere il passo a quella della stabilità e della normalità. A sei mesi e mezzo dall’ingresso della nuova proprietà, Gianluigi Rizzo titolare del gruppo Nuova Villa Claudia, la moglie Laura Melis, direttrice della clinica romana, e della figlia Claudia, giovane imprenditrice agroalimentare con il ruolo “onorifico” di presidente di una società che in realtà è sempre stata amministrata da altri, la situazione resta nebulosa e difficile da decifrare.

Siamo alla terza svolta in sei mesi e mezzo, dicevamo. Dalla coppia Tiziana Pucci-Massimo Ferrero nella stanza dei bottoni, all’avvento del tandem Manlio Morcella-Fabio Forti per la stagione autoproclamata dell’autonomia, alla situazione fluida di oggi. Insomma, si apre una nuova fase – dopo l’addio del legale che ha ispirato gli esposti alla procura della Repubblica da parte degli azionisti contro i dirigenti del passato –, con il destino dell’attuale amministratore unico, il commercialista ternano Forti, che deve essere decodificato alla luce delle decisioni degli azionisti. Nel mezzo gli avvicendamenti di Carlo Mammarella con Diego Foresti, l’esaltazione di Fabio Liverani alla quale ha fatto seguito un traumatico esonero, il lancio di Fazio in panchina, con la tipica formula italiana del nulla è più definitivo del provvisorio.

Il sindaco Bandecchi – che era stato preso di mira dalla Ternana negli ultimi mesi – ha appreso della decisione di Morcella di lasciare il patrocinio dei Rizzo nella strada che conduce dal Comune a Palazzo Bazzani, dove ha trascorso il pomeriggio.

“Non faccio parte della Ternana sono problemi provati – ha risposto a chi gli chiedeva un commento -. Perché Morcella ha smesso di affiancare i Rizzo? Avevo capito che era un punto di riferimento fondamentale o sbaglio? E l’amministratore unico che fine ha fatto? Perché avevo inteso che fosse un uomo di fiducia del loro legale, lo dicevano nei comunicati... Ne prendo atto, non lo so”.

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Il nodo Stadio-Clinica resta determinante per il futuro societario e per il rapporto tra Comune e Regione

Insomma, i Rizzo si sono chiusi dietro uno stretto riserbo. E non è cosa di oggi. Della foto di copertina di questo articolo resta ben poco, perché il patron Gianluigi Rizzo ha fatto capolino in città solo un paio di volte, per un’assemblea degli azionisti e per la presentazione di Foresti che ha già fatto le valigie. L’avvocato Morcella, ha fatto un passo di lato, probabilmente perché la sua strategia giudiziaria non era più considerata percorribile dai Rizzo. L’amministratore Forti, che era riemerso in Prefettura per tamponare la “vertenza steward”, è ancora in sella insieme al DG della Ternana e amministratore unico della Stadium Giuseppe Mangiarano.

Proprio quest’ultimo, l’unico dirigente in continuità dalla passata stagione, è diventato l’ufficiale di collegamento tra la proprietà e la realtà ternana. Come abbiamo spiegato, il bilancio di quest’anno è intimamente legato al destino del progetto Stadio-Clinica. Messa in stand by la cessione del ramo d’azienda della struttura sanitaria a Unicusano-Ternana Women, c’è attesa per determinare chi farà la prima mossa per promuovere un riavvicinamento tra la Ternana e Palazzo Spada. E tra Palazzo Spada e la Regione.

Poco credibile, infatti, appare la prospettiva – fatta trapelare dall’agenzia Agi – di una possibile cessione a non meglio precisati imprenditori locali. Il tentativo di mettere in piedi cordate ternane era già naufragato in estate, per via della pesante esposizione debitoria della società rossoverde. Così come il quadro imprenditoriale locale non presenta player in grado di sobbarcarsi costi di gestione come quelli attuali. La verità è che, chi si sta muovendo, lo fa in previsione di una possibile fine traumatica della società. Magari per ripartire dall’Eccellenza nell’anno uno dopo il centenario.

Una prospettiva che non convince il sindaco, che anche aprendo la mattinata ha ricordato: Come sindaco farò di tutto per non fallire la Ternana. E mi devo occupare di Stadio-Clinica come sviluppo della città di Terni”. Un messaggio chiaro che aspetta solo di essere raccolto dall’altro capo della cornetta.

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Federico Zacaglioni
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