12 Jan, 2026 - 14:00

Nuovo ospedale di Terni, scontro in consiglio comunale: PD e M5S isolati nel difendere la Regione

Nuovo ospedale di Terni, scontro in consiglio comunale: PD e M5S isolati nel difendere la Regione

Dopom le comunicazioni sul nuovo ospedale di Terni da parte del sindaco Stefano Bandecchi, la questione, tecnicamente complessa, si trasforma in uno scontro politico-istituzionale sul ruolo e sulle prerogative degli enti in campo. Da una parte, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle difendono il percorso avviato dalla Giunta regionale dell’Umbria, a guida di centrosinistra. Dall’altra, la maggioranza consiliare che sostiene l’amministrazione Bandecchi, composta da Alternativa Popolare, ma anche l’opposizione di centrodestra con la Lista Masselli Sindaco, Fratelli d’Italia e Forza Italia, alza un muro compattoil Comune di Terni non può essere escluso dalle scelte fondamentali, a partire dall’individuazione del sito. Un isolamento politico per PD e M5S che segna una frattura netta, non solo sulle modalità, ma sulla stessa interpretazione dei ruoli in gioco da parte delle istituzioni coinvolte.

Lo scontro istituzionale: competenze in bilico tra Regione e Comune

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Pierluigi Spinelli, capogruppo del PD, parte dalla ricostruzione dei ruoli, puntando il dito contro quelle che definisce narrazioni fuorvianti.

Ciascuno di noi deve cercare di studiare e imparare prima di aprire bocca”, esordisce, in un tono che cerca di inquadrare la discussione su binari tecnici. “Se non ricordo male, l'edilizia sanitaria è un aspetto che riguarda in modo prioritario la regione”. Il compito del Comune, argomenta, è successivo: verificare la fattibilità urbanistica di un sito già individuato.

Spinelli respinge l’accusa che la Regione abbia già deciso in autonomia, ricordando la presentazione pubblica dello scorso dicembre, quando furono illustrati cinque siti potenziali senza alcuna preclusione.Questa narrazione che anche lei oggi, con queste dichiarazioni, ha fatto, per cui la Regione ha già individuato un sito piuttosto che un altro, è una discussione aperta”, afferma rivolto al sindaco, esortando a un confronto sereno e lontano dalla polemica.

“Il Comune di Terni doveva essere coinvolto prima del lavoro dei tecnici esterni”

La risposta della maggioranza, però, non si fa attendere e arriva carica di sostanza politica e di rivendicazione identitaria. Il vicesindaco Riccardo Corridore pone un argine netto alla lettura puramente procedurale.

È vero che la competenza nella realizzazione degli ospedali spetta alla Regione, siamo tutti d'accordo”, concede. Ma subito dopo aggiunge il “però” che cambia completamente la prospettiva. “Però è anche vero che ci sono degli aspetti: il coinvolgimento diretto dell'ente territoriale dove vengono applicati, in questo caso il Comune di Terni, cioè il rispetto del piano regolatore, il rispetto della pianificazione urbanistica, la valutazione dell'impatto territoriale”.

Il cuore della contestazione è qui: lo studio di fattibilità commissionato dalla Regione a una società esterna è stato condotto senza alcun coinvolgimento preventivo dei tecnici comunali.
Come possono tecnici, bravissimi ingegneri, architetti, eccetera, aver avuto una conoscenza del nostro territorio?”, si chiede Corridore, trasformando una questione di metodo in una di sostanza. Senza quel coinvolgimento a monte, la scelta rischia di essere calata dall’alto, su siti magari teoricamente validi ma concretamente improponibili per la viabilità, la densità abitativa o altre criticità note solo a chi amministra il territorio giorno per giorno.

La posizione del vicesindaco trova un’amplificazione passionale e territorialista nelle parole di Andrea Sterlini di Alternativa Popolare. Il suo intervento è un fiume in piena di risentimento storico verso Perugia e le sue province. “La Regione in tutti questi cinquanta anni… ha consentito prima di rifare l'ospedale di Perugia, di rifare quello di Foligno perché c'era la Lorenzetti, di rifare quello di Todi perché c'era la Marini”. Per Sterlini, è l’ennesima dimostrazione di una mancanza di rispetto verso Terni, considerata la “Cenerentola” dell’Umbria. “I cittadini ternani vogliono questo, noi vogliamo questo, è ora di farla finita con le chiacchiere”, tuona, chiedendo alle opposizioni locali di fare squadra con la città e non con i partiti gemelli in Regione.

La mappa delle polemiche: dai “siti illogici” al project financing dimenticato

Roberto Pastura

Ma su quali siti si discute? E quali sono le alternative concrete? Lo studio presentato dalla Regione ne ha indicati cinque, senza ordine di preferenza, ma i consiglieri della maggioranza li considerano in gran parte sbagliati o inaccettabiliRoberto Pastura di Fratelli d’Italia parla di “siti impossibili, siti illogici” che solo chi conosce profondamente la città può scartare. “Per chi viene per due mezze giornate, probabilmente sono siti che sulle mappe possono sembrare buoni”, osserva, sottolineando l’assurdità di escludere il Comune da una valutazione così delicata.

È però Orlando Masselli del Gruppo Misto a portare in aula quella che, a suo dire, potrebbe essere la soluzione già disponibile e ideale, rimasta in un cassetto. Con un mea culpa per l’inerzia della precedente amministrazione regionale di centrodestra, di cui faceva parte, Masselli punta il dito su un’opportunità mancata: “Questa città ha perso l'opportunità dell'ospedale nuovo non approfondendo in maniera adeguata un project financing”.

Ma la sua rivelazione più concreta riguarda un patrimonio pubblico: “La USL Umbria Due possiede, nella collina di Colle Stoppione, 26 ettari, 260.000 metri quadrati di terreno, sul quale si potrebbe realizzare il famoso ospedale unico comprensoriale”. La sua denuncia è che non ci si debba “inventare mostri” quando una soluzione esiste già, ma manca la volontà politica di attuarla. 

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Il dibattito si allarga poi al “come” realizzare l’opera. Francesco Maria Ferranti di Forza Italia ricorda il project financing studiato dalla precedente Giunta regionale, con 127 milioni già accantonati per abbattere i costi dei ratei. Un piano, afferma, che la nuova amministrazione di centrosinistra non solo ha accantonato, ma i cui fondi sarebbero stati dirottati verso “investimenti sanitari nella provincia di Perugia”. Un’accusa pesante che alimenta la narrazione dello squilibrio di risorse a svantaggio di Terni, alimentata anche citando l’episodio del calendario della giunta regionale che cancellerebbe il 14 febbraio il patrono di Terni, San Valentino. “In compenso a Palazzo Donini hanno ricordato Cirillo, l’evangelizzatore dei popoli slavi, perché questa maggioranza di centrosinistra – dice con ironia Ferranti conosce evidentemente solo i santi sovietici”.

La difesa del metodo e l’appello alla qualità: la posizione del M5S

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Anche Claudio Fiorelli del Movimento 5 Stelle, difendendo il metodo della Regione, mette in guardia dalla fretta e rivendica il merito di aver sollevato per primo la questione in sede regionale: “Io troppo spesso all'interno dell'ospedale ho visto cose fatte per poi poter dire che l'abbiamo fatta ma che non funzionava bene”. Porta l’esempio di una sala ibrida realizzata in fretta. La sua preoccupazione è che si costruisca un buon ospedale, non solo un ospedale veloce. Pur riconoscendo che la Regione “si sta muovendo bene” con un percorso che mira a un’opera duratura, Fiorelli sottolinea come la scelta del sito non possa essere un’imposizione: “Da un punto di vista politico, chiunque avessero scelto sarebbe stato sbagliato... perché noi dobbiamo sempre dire l'opposto di quello che viene detto”, ammettendo così, con pragmatismo, la dinamica dello scontro politico.

 

La stoccata finale di Francescangeli: "Il PD legga le leggi regionali, che parlano di copianificazione"

A chiudere il cerchio istituzionale è stata la presidente del Consiglio comunale, Sara Francescangeli (Alternativa Popolare), che con una citazione normativa ha attaccato direttamente il capogruppo del PD Pierluigi Spinelli, mettendo un sigillo tecnico alla posizione della maggioranza. “C'è una legge regionale che afferma un principio chiaro: la Regione disciplina la pianificazione urbanistica comunale mediante il conferimento di funzioni agli enti locali, privilegiando il metodo della copianificazione”. La parola è chiara: copianificazione. Non semplice recepimento di decisioni altrui, ma costruzione congiunta del progetto. “Ha studiato male caro consigliere”, conclude lapidaria rivolta al capogruppo PD Spinelli.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone

All’uscita dalla seduta, le posizioni restano distanti. La richiesta della maggioranza, insomma, è quella di un cambio di passo nel metodo, con il Comune chiamato al tavolo delle decisioni fin dalla fase di scelta del sito. È uno scontro che va oltre la normale contrapposizione politica, toccando nervi scoperti di identità e autonomia. La palla ora passa alla Regione, chiamata a decidere se procedere lungo la strada tracciata, rischiando un conflitto istituzionale aperto, o se accettare la richiesta di un coinvolgimento più stretto e paritetico della città di Terni. Il nuovo ospedale aspetta, ma il percorso per realizzarlo si annuncia ancora lungo e accidentato.

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Federico Zacaglioni
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