I rapporti con la famiglia Rizzo. E poi le carte, i soldi, i ruoli nella vicenda. Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e imprenditore, sceglie di ribadire, in un'intervista all'emittente AM TV, quello che aveva già detto in una doppia conferenza stampa in Comune e ribadito nell'intervista di Capodanno rilasciata a Tag24 Umbria. La volontà, stavolta, è quella di rispondere frontalmente agli attacchi arrivati dalla dirigenza rossoverde e alzare un argine contro l’idea di un suo presunto condizionamento della Ternana Calcio attraverso rapporti personali e manageriali.
Parole nette, toni drastici, una linea di demarcazione che Bandecchi rivendica senza mediazioni. Nel frattempo, sul piano politico, il Patto Avanti che governa la Regione accende i riflettori su un possibile conflitto di interessi e su presunte incompatibilità, depositando un’interrogazione a risposta scritta che chiama in causa il progetto stadio-clinica e il ruolo del primo cittadino.
Nel racconto di Bandecchi, i rapporti con la famiglia Rizzo, attuale proprietà della Ternana, vengono ridotti a un unico incontro, pubblico e circoscritto nel tempo.
“Fortunatamente il calcio si gioca sul campo verde. La famiglia Rizzo l’ho vista una volta sola, nel mese di agosto, quando sono andato nella loro clinica. L’incontro, davanti a sei o sette persone, è stato molto chiaro. Come ho già detto, evidenziai che secondo la mia esperienza non avevano risorse sufficienti per gestire tali costi. Mi risposero che sembrava che non gliela volessi vendere. Io dissi che non la vendevo io, la vendevano altri, perché io non ci incastro nulla", afferma il sindaco, respingendo l’idea di una gestione parallela o di canali informali di influenza.
"Sinceramente - prosegue il primo cittadino - i signori Rizzo cominciano ad essere stancanti quando dicono che c'è stata una gestione condizionata da altri, sostenendo che Ferrero fosse uomo mio all'interno della Ternana. La stessa cosa è valsa per Mammarella o per altri. Cioè, io trovo che tutto questo sia al limite della vergogna".
Il punto, secondo Bandecchi, è un altro: la narrazione di una presunta regia esterna che non regge alla prova dei fatti. “Se qualcuno vuole dire qualcosa contro di me, allora si parta dai numeri”, insiste, entrando nel merito di una partita economica ancora aperta. Qui il discorso si fa tecnico e, al tempo stesso, finanziario: crediti non saldati, azioni legali in corso, rapporti contrattuali che, a suo dire, smentiscono qualsiasi ipotesi di manovra occulta.
Il cuore della replica sta nei conti. Bandecchi parla apertamente di due milioni di euro che gli sarebbero ancora dovuti (i canoni anticipati in estate del ramo d'azienda Clinica). “Quei soldi vanno versati nella Stadium Spa”, afferma, spiegando che le valutazioni e le eventuali conseguenze sono già affidate ai legali.
Sul piano dei rapporti personali, il giudizio è tranchant. “Come sindaco non ho alcun rapporto con i Rizzo. Se hanno bisogno di me, sono a disposizione come per ogni cittadino. Altrimenti, meglio così”. Bandecchi rivendica una distinzione netta tra i piani. “Come imprenditore faccio l’imprenditore. Come sindaco faccio il sindaco”, scandisce, ricordando che quando era presidente della Ternana non si poneva il problema di chi occupasse Palazzo Spada. Un confine che, nella sua versione, resta invalicabile anche oggi.

Mentre Bandecchi parla ai telespettatori, in Consiglio comunale si muove il Patto Avanti di Terni, composto da Pd, M5s, Avs e Psi. I capigruppo Pierluigi Spinelli e Claudio Fiorelli presentano un’interrogazione che chiede piena trasparenza sull’operazione stadio-clinica, richiamando documenti e dichiarazioni pubbliche.
Secondo le forze politiche, alla data della firma della convenzione tra Comune di Terni e Stadium Spa del 1 agosto 2025, emergerebbe un quadro problematico: il sindaco risulterebbe proprietario della Ternana Women, società titolare del terreno destinato alla clinica privata. La stessa società avrebbe sottoscritto un contratto preliminare subordinato alla firma della convenzione e, prima ancora, anticipato circa 2 milioni di euro alla Ternana Calcio.
Per il Patto Avanti, si tratterebbe di un interesse diretto e concreto alla conclusione dell’atto amministrativo, con un possibile contrasto con l’articolo 78 del Tuel e con i principi di imparzialità dell’azione pubblica. A rafforzare le criticità vengono richiamate anche le dichiarazioni del sindaco nella conferenza stampa del 17 dicembre 2025, in cui avrebbe rivendicato il ruolo della Ternana Women sia nella clinica sia nel nuovo stadio, confermando l’unitarietà del progetto. Stessi temi utilizzati dalla Regione nell'ultima memoria depositata al TAR dell'Umbria il giorno di Natale, nel procedimento contro la determina Giorgini.
Un ulteriore elemento citato nell’interrogazione riguarda le parole del patron rossoverde Gian Luigi Rizzo, che in conferenza stampa il 7 gennaio avrebbe dichiarato di non aver mai conosciuto i fratelli D’Alessandro e che le trattative per la cessione della società sarebbero state condotte da Bandecchi. Una circostanza che, se confermata, renderebbe ancora più stringente la richiesta di chiarimenti.
“Siamo di fronte a una situazione in cui la stessa persona appare aver agito contemporaneamente come decisore pubblico e come imprenditore privato direttamente interessato all’operazione”, affermano le forze del Patto Avanti, chiedendo risposte formali, atti e documenti. L’obiettivo dichiarato è fare piena luce sulle valutazioni economiche, sul ruolo del sindaco nella firma della convenzione e su tutti gli atti privatistici richiamati pubblicamente.
Il messaggio finale è politico e istituzionale insieme: “La città di Terni ha diritto a chiarezza, trasparenza e rispetto rigoroso delle regole. Su un’operazione di questa portata non sono ammesse ambiguità”.