11 Feb, 2026 - 12:40

ZES, ok del Consiglio comunale di Terni: task force, mappa digitale e leva fiscale per attrarre investimenti

ZES, ok del Consiglio comunale di Terni: task force, mappa digitale e leva fiscale per attrarre investimenti

Un voto compatto, 29 favorevoli e nessun contrario. Il Consiglio comunale di Terni approva all’unanimità l’atto di indirizzo sulla ZES Unica del Mezzogiorno, primo passaggio politico per costruire una strategia di attrazione degli investimenti nelle aree ZES di Terni, Narni e San Gemini. Un segnale chiaro in un contesto industriale che cerca strumenti concreti di rilancio.

Il documento porta la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura ed è stato sottoscritto da esponenti di più gruppi, compreso il sindaco Stefano Bandecchi. Una convergenza trasversale su un tema che incide su sviluppo, occupazione e competitività.

Task force ZES, autorizzazione unica e mappa digitale GIS: le tre mosse operative del Comune

Nel merito, l’atto impegna l’amministrazione su tre direttrici precise. La prima è l’istituzione di una task force tecnica ZES con il compito di accompagnare gli investitori nel percorso autorizzativo. Il riferimento è al meccanismo dell’autorizzazione unica, che accorpa in un solo provvedimento pareri e nulla osta, riducendo tempi e passaggi burocratici. “Una task force tecnica che segua passo dopo passo le pratiche, per evitare che il silenzio assenso diventi un problema successivo e che emergano criticità dopo l’avvio degli investimenti”, ha spiegato Roberto Pastura, richiamando la necessità di presidiare ogni fase.

La seconda azione riguarda la realizzazione di una mappa digitale delle aree ZES attraverso strumenti cartografici GIS. L’obiettivo è fornire dati chiari e verificabili su vincoli, bonifiche, presenza di amianto, infrastrutture e servizi. “Oggi è possibile con una soluzione cartografica GIS mappare queste zone in modo chiaro e definire se in quell’area ci sono obblighi di bonifica, se ci sono rischi amianto, se arriva la fibra. Insomma, dare informazioni chiare e nette a chi investe”, ha detto il capogruppo di FdI.

Il terzo asse è la leva fiscale locale. Pastura ha chiesto di affiancare alla fiscalità nazionale di vantaggio misure comunali su IMU e TARIC per le nuove imprese che assumono lavoratori. “Un abbassamento deciso fino anche all’azzeramento dell’IMU e della TARIC”, ha dichiarato, indicando una misura immediata e percepibile per chi valuta un insediamento produttivo.

ZES Unica e crisi industriale: 2,1 miliardi per il credito d’imposta e il ruolo del Comune come facilitatore

Nel suo intervento, Roberto Pastura ha inquadrato la ZES Unica come risposta a una difficoltà strutturale del territorio. “ZES uno strumento che viene dopo le zone di transizione per quei territori che vivono una crisi. Quindi sicuramente la notizia che il nostro territorio è in crisi non è una notizia positiva, ma certamente non lo scopriamo oggi”.

Il capogruppo di FdI ha ricordato che il governo ha stanziato 2,1 miliardi di euro per il 2026 per finanziare il credito d’imposta ZES, definendo la misura “un segnale politico ed economico inequivocabile”. E ha aggiunto: “La Zona economica speciale è un modello nazionale pensato per attrarre investimenti, creare lavoro e accelerare l’apertura di nuove attività produttive”.

Dal gruppo Misto è arrivato un voto favorevole, ma circoscritto al testo. “Anche il mio voto sarà favorevole, ma favorevole attenendosi esclusivamente all’atto”, ha precisato la consigliera Trippini, distinguendo il sostegno alle misure operative dalle valutazioni politiche più ampie.

Sul tema dei perimetri è intervenuto il consigliere Cecconi, che ha spiegato che i confini delle aree ZES derivano da criteri tecnici e non da scelte politiche. “Le zone censuarie sono omogenee per parametri statistici e amministrativi. Può accadere che in una stessa via rientrino solo alcuni numeri civici. Non è una decisione discrezionale”, ha chiarito. Un passaggio per evitare equivoci sui confini delle agevolazioni e sulle imprese effettivamente ammesse ai benefici.

Le misure speciali sull'energia e l'innovazione insieme al credito d'imposta

In aula è stato ribadito che il Comune di Terni deve assumere un ruolo di facilitatore, fornendo servizi e infrastrutture adeguate per rendere la ZES uno strumento effettivo di competitività. In questo quadro si inserisce il lavoro dell’assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali, che ha collegato la misura ai progetti sull’Energy Innovation Hub e sull’Academy dell’energia, come tasselli di una strategia più ampia di innovazione e riqualificazione industriale.

Il voto unanime rappresenta un passaggio politico significativo. Ora si apre la fase attuativa: definizione della task force, scelta degli strumenti GIS, passaggio in Commissione per costruire un quadro di incentivi su IMU e TARIC che sia misurabile e sostenibile. La ZES Unica a Terni entra così in una fase operativa. La tenuta dell’impianto dipenderà dalla capacità amministrativa di trasformare una cornice normativa favorevole in investimenti reali e nuova occupazione.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE