29 Jan, 2026 - 15:30

Sviluppumbria, svolta nei rapporti con Terni: Bandecchi e Cardinali puntano su ZES e nuovo portale bandi

Sviluppumbria, svolta nei rapporti con Terni: Bandecchi e Cardinali puntano su ZES e nuovo portale bandi

Una pagina di rapporti tesi, a tratti conflittuali, sembra voltarsi. Sviluppumbria, la società regionale per lo sviluppo, e il sistema ternano avviano una stagione di collaborazione rafforzata, con l’obiettivo di intercettare finalmente risorse e opportunità per il territorio. A tracciare il nuovo corso, in Consiglio comunale durante l’approvazione del piano industriale 2026-2028 della partecipata, sono stati l’assessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali e il sindaco Stefano Bandecchi, che ha voluto unire i ruoli di primo cittadino e presidente della Provincia.

Il messaggio politico è netto: dopo anni in cui la provincia di Terni era uscita dal capitale di Sviluppumbria «perché non vedeva grandi collaborazioni», il rientro e un dialogo rinnovato con l’attuale governance sono la premessa per sostenere lo sviluppo, sfruttando anche la leva della Zona Economica Speciale (ZES). Strumento concreto di questa nuova fase sarà un portale informativo, annunciato dall’amministratore unico della società in Consiglio provinciale e spiegato a Palazzo Spada dal sindaco Bandecchi e dall'assessore Cardinali, per rendere accessibili in tempo reale a enti, imprese e cittadini bandi e finanziamenti pubblici.

Il rientro della Provincia e le parole del sindaco: “Ora c’è tanto di buono”

A tenere insieme la complessità del passato e le aspettative per il futuro è stato proprio il sindaco Stefano Bandecchi. Da presidente della Provincia ha lavorato per invertire la rotta dell’ente, che nel 2015 aveva lasciato Sviluppumbria, e da sindaco deve ora garantire che il Comune, rimasto socio, ne tragga effettivo vantaggio.

"Ho avuto la fortuna da presidente della Provincia di farci ritornare all’interno di Sviluppumbria perché la Provincia era uscita non credendo più nel fatto che Sviluppumbria potesse essere un elemento utile", ha spiegato Bandecchi, riconoscendo però le "tante lacune del passato" e un ruolo "spesso non all'altezza" di quello che il territorio si sarebbe atteso dalla società.

"Voglio dire che i rapporti con la società Sviluppumbria sono assolutamente migliorati - ha spiegato l'assessore Cardinali - e che in quest’ultimo periodo siamo ragionando su una serie di implementazioni nei rapporti con questo territorio che non sono stati sempre idilliaci, in maniera di sostenere  le opportunità di sviluppo". 

La svolta, secondo il sindaco Stefano Bandecchi, è legata anche alle persone: "Ora dico che c’è anche tanto di buono, specialmente nel nuovo amministratore che ho visto molto dinamico, a prescindere quindi dalla politica. Parliamo di sviluppo del territorio". Un territorio che, con l’ingresso nella ZES, ha secondo Bandecchi una certificazione di "stato di crisi", ma anche un’occasione da cogliere. La sua missione dichiarata è lavorare "con tutte le energie affinché l'Umbria e Terni cambino il proprio quadro economico ed escano quanto prima dalla ZES", trasformando lo strumento in un volano.

Le posizioni dell’opposizione e il nodo procedurale: il Consiglio chiamato a “prendere atto”

Se nella sostanza politica si registra una convergenza sulla necessità di utilizzare Sviluppumbria, il dibattito in aula ha fatto emergere un nodo procedurale contestato dall’opposizione. Il Consiglio comunale è stato chiamato solo a una “presa d’atto” del piano già votato dall’assemblea dei soci il 12 gennaio, dove il Comune (con l’assessore Cardinali) si era astenuto in attesa del passaggio in Consiglio.

La consigliera del Gruppo Misto Cinzia Fabrizi ha contestato questa modalità, sottolineando come in Provincia gli atti siano stati esaminati in commissione e discussi con l’amministratore unico, mentre a Palazzo Spada non si sia riusciti a convocare gli organi in tempo utile. Un’astensione “di attesa” è arrivata anche dal capogruppo di Fratelli d'Italia Roberto Pastura, in attesa di verifiche sulla capacità del piano di coinvolgere davvero le imprese ternane. A favore, invece, insieme ad Alternativa Popolare anche il gruppo del PD, con Leonardo Patalocco che ha sottolineato come "finalmente Sviluppumbria vede rafforzare il proprio ruolo a sostegno di imprese eterritorio, con una rendicontazione chiara delle performance e un'attenzione concreta alla transizione energetica, al polo chimico e alle startup, pur nella consapevolezza che dovrà essere monitorato con rigore il profilo di rischio e la sostenibilità dei costi".

Il voto favorevole del consiglio comunale e l'aspettativa sul futuro

La delibera è stata approvata con 24 voti favorevoli, un contrario e tre astenuti. L’assessore Sergio Cardinali aveva delineato i quattro assi del piano cruciali per Terni: rafforzamento del ruolo su turismo, supporto alla riforma del commercio, implementazione della ZES come leva per investimenti e valorizzazione patrimonio fondiario, e un focus su giovani e startup con un dialogo più stretto con l’università. "Il vero discrimine", ha ammonito Cardinali, "sarà la capacità di tradurre queste linee in progetti concreti sul territorio ternano".

La partita ora si gioca sulla capacità di tradurre gli indirizzi in bandi, servizi e progetti misurabili. Con la Provincia di nuovo dentro e il Comune determinato a “bussare cassa”, Terni prova a chiudere la fase del disimpegno e a scrivere, attraverso Sviluppumbria, un nuovo capitolo per il proprio sviluppo.

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Federico Zacaglioni
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