Nulla si muove sul versante della trattativa Rizzo-Bandecchi per l'acquisizione del ramo d'azienda della struttura sanitaria, nell'ambito del progetto Stadio-Clinica. La cauta apertura registrata ieri sul lato Ternana-Stadium non ha avuto seguito in un sabato che avevamo annunciato di riflessioni e di valutazioni. La contestazione scoppiata in città contro i Rizzo e contro la dirigenza rossoverde, con gli striscioni, i "tazebao" e i graffiti impressi nell'area intorno allo stadio, ha introdotto ulteriori elementi di pressione sulla famiglia romana, titolare del gruppo sanitario Nuova Villa Claudia, che mai come in questo momento si trova davanti a un passaggio decisionale determinante. Quello, cioè, di definire una exit strategy prima che la tensione finanziaria innescata da creditori e fabbisogno di cassa possa travolgere l'intero castello rossoverde.
Nell'articolo di ieri abbiamo spiegato l'impatto che un eventuale definitivo stop al progetto Stadio-Clinica potrebbe avere sui conti della Ternana, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del club. Ma ormai il tempo stringe, perché la richiesta di Unicusano-Ternana Women di dare corso al preliminare di compravendita del ramo d'azienda della clinica non ha portato a un'intesa negli uffici del notaio Clericò a Terni. La promessa di cessione firmata a marzo 2025 porta la scadenza di lunedì 30 marzo. Ma in situazioni come queste - qualora il tavolo di trattativa resti aperto in vista di una possibile definizione - le parti possono anche concordare proroghe e dilazioni temporali.
Intanto, in attesa di una schiarita sul versante dei rapporti tra Stefano Bandecchi da un lato e Gianluigi Rizzo e Laura Melis, con la figlia Claudia, dall'altro, il sindaco di Terni manda un segnale sul futuro. Lo ha fatto con un post Instagram che merita qualche considerazione analitica e una lettura approfondita.
Eccolo il post del primo cittadino di Terni, con tanto di chiosa di completamento nel primo commento.
"Ride bene chi ride ultimo - afferma Stefano Bandecchi -. In regione Umbria gli assessori dovrebbero imparare a leggere le sentenze (riferendosi a quella del tar dell'Umbria che ha bocciato la "determina Giorgini" che conferiva il permesso di costruire alle due strutture del project financing", ndr). Lo Stadio e la Clinica si faranno. Chi vuole una consulenza sulla sentenza può pagarla. Stadio e clinica di faranno a Terni. La conferenza dei servizi è valida, il provvedimento del Comune deve cambiare. Siamo solo alla partenza della fine della giunta regionale".
I più avveduti del linguaggio politico avranno colto che il post di Bandecchi, dal forte valore politico, non tira a colpire la presidente Proietti, bensì quella parte più rigidamente e convintamente contraria a che si possa trovare una strada di collaborazione istituzionale per uscire dall'impasse generato dalla sentenza del Tar. In particolare, il Comune di Terni sembra ormai entrato nell'ottica di aprire un confronto con la Regione per trovare una strada condivisa nel solco tracciato dalla sentenza dei giudici amministrativi. Lo ha ribadito anche ieri l'assessore all'urbanistica e infrastrutture Sergio Anibaldi in una intervista a Umbria24. E oggi il sindaco chiarisce che il provvedimento del Comune dovrà essere fatto con i crismi della legittimità suggeriti proprio nel testo della sentenza: prima la richiesta dei titoli abilitativi al Comune di Terni, poi l'invio in Regione per la verifica di conformità con la programmazione regionale sanitaria e l'ottenimento del via libera, e infine la ripartenza.
Le parole pronunciate dalla presidente Stefania Proietti in una delle recenti inaugurazioni all'ospedale, "mano tesa al Comune di Terni per trovare una soluzione legittima e conferma della disponibilità degli 80 posti letto convenzionabili" , lasciano spazio dunque a ipotesi di riapertura del confronto tra i due enti. Nonostante le tensioni delle settimane e dei mesi passati proprio su Stadio-Clinica e sul nuovo ospedale di Terni.

La cifra comunicativa del sindaco Bandecchi è quella di di chi vuole dettare l'agenda. E anche stavolta, con un post diffuso in uno momenti più difficili della storia rossoverde e dopo una sentenza del Tar che avrebbe pervaso chiunque altro di pessimismo, ha voluto marcare la sua forte convinzione sulla fattibilità del progetto. E con esso sulla possibilità che la Ternana possa creare le condizioni per mettere in sicurezza il bilancio dal rischio default.
Il precipitare della situazione, con la forte esposizione debitoria ereditata dal passato, la difficoltà della famiglia Rizzo nel sostenere i costi correnti, lo stop ad go sul progetto stadio-clinica, le incomprensioni tra tutti i soggetti coinvolti a vario titolo imprenditoriale e istituzionale, ha introdotto un elemento che la politica non può far finta di non vedere. Il silenzio degli azionisti non cancella la crisi. Così come l'assenza di confronto non aiuta a creare le condizioni per la ricerca di una soluzione alla difficile sopravvivenza del club.
La confusione di questi ultimi mesi di gestione (senza doverne ricapitolare le varie tappe, ndr) non ha di certo portato a soluzioni costruttive per mettere in sicurezza la società di via della Bardesca, ha messo a rischio la fattibilità del progetto Stadio-Clinica e con esso un monte investimenti sulla città di oltre 64 milioni di euro, ha scavato un solco di incomunicabilità tra la Regione dell'Umbria e il Comune di Terni. Un ritorno dei Rizzo al dialogo con Palazzo Spada e una riattivazione della linea rossa tra il sindaco Bandecchi e la presidente Proietti potrebbero riaprire la strada della collaborazione per una soluzione costruttiva della vicenda. Come abbiamo ricostruito già nell'articolo di ieri, solo la sopravvivenza della società può consentire alla famiglia Rizzo di rilanciare, con l'obiettivo della clinica, o di disimpegnarsi attraverso una cessione della Ternana. L'alternativa è di sicuro peggiore e porta all'epilogo peggiore possibile per i colori rossoverdi.