Per ora non arriverà alcuna risposta dalla Regione Umbria alla richiesta di accesso agli atti del Centro Coordinamento Club della Ternana relativi all'iter seguito dagli uffici di Palazzo Donini sul progetto Stadio-Clinica, ma soprattutto su specifici aspetti riguardanti le cliniche convenzionate operanti in provincia di Perugia. La richiesta di trasparenza, infatti, finisce per ora nel corridoio degli atti in attesa.
La notizia è stata ricostruita a caldo in un post Facebook dal vicepresidente del CCTC, Fabio Biscetti, che ha risposto ieri ad un altro messaggio di critica verso la Regione dell'Umbria da parte degli assessori comunali Schenardi e Iapadre. Qualche tifoso, commentando l'accaduto, ci ha pure scherzato sopra: "A Perugia hanno la sindrome dell'ultimo giorno...". Già, perché come nel caso del ricorso al TAR presentato dall'avvocatura regionale contro la "determina Giorgini", anche su questo atto gli uffici interpellati dai supporters rossoverdi avrebbero atteso l’ultimo giorno utile, dei trenta previsti dalla legge per muoversi, avviando solo allora il contraddittorio con le strutture sanitarie interessate.
La richiesta di accesso civico generalizzato – presentata il 19 dicembre scorso per ottenere le istruttorie su Villa Fiorita, Liotti, Porta Sole, Lami, Villa Aurora e Tiberino – sarebbe rimasta in sospeso fino alla vigilia del termine ultimo per legge. Poi, scattato il novantesimo minuto amministrativo, l’ufficio regionale avrebbe inviato la comunicazione ufficiale alle sei cliniche, dando loro dieci giorni di tempo per eventuali opposizioni alla divulgazione dei documenti.
Quella attivata dalla Regione Umbria è una fase di contraddittorio obbligatoria quando un’istanza di accesso, come quella del Centro coordinamento Ternana Club, può interferire con interessi privati sensibili. La lettera invita esplicitamente le cliniche private di Perugia a valutare se negli atti richiesti – pareri tecnici, istruttorie amministrative, valutazioni per l’accreditamento – siano contenuti segreti commerciali o industriali la cui pubblicazione potrebbe causare un “pregiudizio concreto” alla loro attività.
Il punto, come fa notare con amarezza Fabio Biscetti, non è la legittimità del passaggio, ma la sua tempistica. “In seguito a questa sequenza temporale - spiega il vicepresidente del CCT nel suo post Facebook - l'effetto è quello di procrastinare l'eventuale risposta a dopo l'udienza del TAR del 27 gennaio”. Circostanze che, agli occhi del Coordinamento, produrrebbe una carenza di collaborazione con le istanze cittadine. “Lascio all’intelligenza di chi legge trarre conclusioni”, l’amaro commento su Facebook.

Una delle grandi contestazioni mossa al Comune di Terni e alla Ternana Calcio dal ricorso al TAR della Regione su Stadio-Clinica è rappresentata dall'assegnazione di posti letto a una struttura non prevista dalla programmazione sanitaria regionale. Al netto del fatto che il Comune di Terni ha autorizzato la sola costruzione della struttura e non l'accreditamento al servizio sanitario regionale, nei mesi scorsi il Centro Coordinamento Ternana Club ha scelto di intraprendere la strada del FOIA (Freedom of Information Act). In pratica, di esercitare un diritto che permette a chiunque di chiedere e ottenere l'accesso a dati e documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, anche quelli non soggetti a pubblicazione obbligatoria, promuovendo la trasparenza e il controllo civico.

Ma cosa mirava a disvelare la richiesta dell'associazione che si sta traformando in Ente del Terzo Settore? In pratica, il CCTC voleva affrontare con il massimo di informazioni possibili, il tema delle autorizzazioni sanitarie, che vengono rilasciate in deroga dalla Regione a 6 strutture private della Provincia di Perugia senza che vi sia una adeguata programmazione sanitaria. L'ultimo piano della Regione, infatti, risale al 2009 (Presidente Maria Rita Lorenzetti), con un orizzonte temporale 2008-2011. Da allora, pur avendo provato ad approvare altri due piani regionali, la Regione Umbria non è mai riuscita ad adeguare la programmazione sanitaria. E così le 6 cliniche operanti tutte in provincia di Perugia hanno avuto accesso in 15 anni al fondo del servizio sanitario per le strutture accreditate, che ammonta a circa 35 milioni di euro per ogni anno. Nonostante non vi fosse programmazione regionale vigente, inoltre, la giunta Marini aveva autorizzato a Terni 80 posti letto convenzionati alla Domus Gratiae di Terni, poi decaduti e oggetto di una lunga vicenda processuale proprio al TAR dell'Umbria.
Insomma, il Centro Coordinamento Club della Ternana "in ossequio ai doverosi principi di trasparenza ed equità da parte della pubblica amministrazione" voleva usare lo strumento dell'accesso agli atti per individuare eventuali disparità di trattamento tra i territori provinciali dell'Umbria.

Con la richiesta di accesso agli atti ora bloccata in attesa delle controdeduzioni delle cliniche, il fuoco delle attenzioni si sposta interamente sull’aula del tribunale amministrativo. Il 27 gennaio, infatti, il Tar dell’Umbria terrà l’udienza pubblica per il giudizio di merito sul ricorso contro l’autorizzazione a costruire che sarebe il via libera al progetto.
È l’appuntamento decisivo che il Centro coordinamento Ternana Club voleva affrontare con il massimo di informazioni possibili, avendo promesso ai cittadini, già lo scorso 17 dicembre, di fare “chiarezza prima che il TAR si pronunciasse”. Quell’obiettivo è stato frustrato.
Ora, per Terni, i suoi tifosi e il movimento che sostiene il nuovo ospedale, non resta che attendere la sentenza del Tar. La richiesta di una “gestione seria, trasparente e programmatica”, gridata dai tifosi rossoverdi, rimane sospesa.