10 Jan, 2026 - 16:00

Stadio-Clinica a Terni, si chiude il duello delle carte. Ora la parola passa ai giudici del Tar (2)

Stadio-Clinica a Terni, si chiude il duello delle carte. Ora la parola passa ai giudici del Tar (2)

Si è cristallizzato con il deposito degli ultimi documenti, il processo amministrativo su Stadio-Clinica a Terni. Un procedimento che finora è stato solo cartaceo e documentale, ma che con la memoria depositata dalla Regione Umbria il 25 dicembre 2025 ha visto un’inaspettata e controversa sterzata all'interno di un confronto istituzionale già di per sé irrituale.

Trenta documenti depositati tra ricorso, memorie e repliche tra il 30 ottobre 2025 e il 5 gennaio 2026 definiscono ora un campo di battaglia giudiziario radicalmente trasformato. Il ricorso della Regione, presentato inizialmente come un atto di mera legittimità tecnica contro la determinazione dirigenziale comunale del RUP Piero Giorgini che considerava superate tutte le prescrizioni, assume infatti ora, agli occhi delle controparti, anche i contorni di uno scontro politico, oltre che istituzionale.

Con la singolare memoria depositata dalla Regione il giorno di Natale, viene infatti infilato nella contesa per la prima volta un presunto conflitto di interessi del sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Circostanze definite dal Comune di Terni, tramite i suoi avvocati Gennari e Silvi, come "inconsistenti e prive di rilevanza processuale". Insomma un tentativo di spostare l'attenzione dei giudici (e dell'opinione pubblica) dai nodi tecnico-giuridici sostanziali verso un terreno di scontro politico e personale.

Con il dossier completo, la partita esce ora dal campo di gioco documentale per entrare in quello interpretativo nell’udienza pubblica del 27 gennaio 2026, con le analisi che saranno svolte sulla notevole mole di atti dai magistrati del TAR Umbria del Collegio presieduto dal giudice Pierfrancesco Ungari.

La memoria “natalizia” della Regione: per le difese è tardiva e inammissibile

Il passaggio di fase è segnato da un atto che le controparti accusano di aver cambiato la natura stessa della causa. La memoria fatta trovare sotto l'albero di Natale dall’Avvocatura della Regione Umbria, firmata dagli avvocati Luca Benci e Anna Rita Gobbo, non si limita a ribadire le censure tecniche. In essa, come rilevano con forza le difese di Comune e società coinvolte, "vengono introdotti elementi del tutto nuovi". In sintesi, secondo Comune di Terni e società calcistiche, la Regione starebbe tentando di riscrivere la propria strategia offensiva ben oltre il tempo limite.

La memoria regionale del 25 dicembre cerca, infatti, di ampliare il perimetro del giudizio su altri fronti. Nelle repliche depositate per l’udienza pubblica del 27 gennaio 2026, la difesa della Ternana Calcio, rappresentata dall’avvocato Giovanni Ranalli, parte da un punto netto: la memoria regionale del 25 dicembre viene qualificata come atto che eccede i limiti consentiti a una semplice memoria illustrativa"Secondo la giurisprudenza nel processo amministrativo sono inammissibili le censure dedotte in memoria non notificata alla controparte (…) essendo affidato alla memoria difensiva il solo compito di una mera illustrazione esplicativa dei precedenti motivi di gravame, senza possibilità di ampliare il thema decidendum", si legge richiamando Consiglio di Stato e TAR Campania.

Tra le novità introdotte, richiami ai pareri tecnici interni alla conferenza dei servizi preliminare mai invocati nel ricorso originario, un capitolo per contestare l'unicità del progetto dedicato alla legge 147/2013 (legge stadi), norma non posta a fondamento del ricorso, una lunga sezione su convenzionamento e profili economico-finanziari, con stralci progettuali non presenti tra i motivi di "dissenso sanitario", l'affermazione, nuova, che la convenzione del primo agosto 2025 (mai contestata) avrebbe modificato il meccanismo di finanziamento, il capitolo sul presunto conflitto di interessi di Bandecchi.

La clinica come asset competitivo: accreditamento e gare mai fatte nel Perugino

Un altro fronte aperto dalla memoria regionale del 25 dicembre riguarda il PEF e la sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento. La Regione tenta di accreditare l’idea che il progetto stadio-clinica poggi, in modo strutturale, su un futuro convenzionamento della struttura sanitaria e quindi su una quota di budget regionale per attività accreditate. La replica della Ternana Calcio ribalta la prospettiva, chiarendo - infatti - Conferenza di servizi decisoria non era in discussione alcun convenzionamento, ma soltanto "l’autorizzazione alla realizzazione – Permesso a Costruire".

In più viene spiegato che la struttura, successivamente alla realizzazione e al soddisfacimento dei necessari requisiti previsti dalle norme nazionali e regionali, potrà concorrere a "ottenere l’accreditamento, l’autorizzazione all’esercizio e poter partecipare alla possibile procedura pubblica o altro". E subito dopo arriva una stoccata al sistema regionale esistente: "fino ad oggi nessuna clinica privata perugina convenzionata ha ottenuto tale convenzionamento partecipando a gare pubbliche per l’assegnazione della quota di Budget regionale".

Una tematica delicata per l'amministrazione regionale, sulla quale verte anche la richiesta di accesso agli atti effettuata dai legali del Centro Coordinamento Ternana Clubs. Insomma, la logica difensiva appare chiara: la clinica di Terni viene presentata come nuovo operatore potenzialmente in grado di competere su base trasparente e competitiva. Si sottolinea che in provincia di Perugia operano già più cliniche private accreditate e convenzionate, mentre la provincia di Terni ne è priva. Si contesta implicitamente un sistema in cui, fino ad oggi, il budget regionale sarebbe stato distribuito senza effettive gare aperte a nuovi soggetti.

Legge stadi e progetto sanitario: il precedente del J-Medical non tenuto in conto

Sul versante strettamente amministrativo, Comune e Ternana contestano alla Regione un ulteriore passaggio della memoria del 25 dicembre: l’idea che il progetto stadio-clinica avrebbe "equivocato" la disciplina della legge stadi, trasformando un modulo derogatorio per impianti sportivi in un contenitore improprio per un’attività sanitaria complessa.

La replica è articolata su due piani. Quello normativo, col richiamo alla "legge Stadi", che consente espressamente di inserire, ai fini dell’equilibrio economico-finanziario o della valorizzazione sociale ed economica del territorio, immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva con la sola esclusione degli immobili residenziali. La struttura sanitaria viene quindi qualificata come opera complementare legittimamente ricompresa nel perimetro della legge stadi. E poi, procedimentale: si sottolinea che la Regione ha accettato per anni questa impostazione, salvo oggi definirlo "anomalia procedurale".

In questo senso l'avvocato Giovanni Ranalli introduce un precedente esplicito: "basti tenere conto di altri casi analoghi nel panorama nazionale quale il J‑Medical allo Juventus Stadium", struttura sanitaria privata integrata nel complesso bianconero. L’innesto della clinica accreditabile accanto al "Libero Liberati" viene rappresentato non come eccezione ma come declinazione di un modello già sperimentato.

Il presunto conflitto di interessi di Bandecchi come “arma retorica” e la risposta di Comune e Ternana Women

Tra le novità più delicate introdotte dall’Avvocatura regionale nella memoria del 25 dicembre c’è il presunto conflitto di interessi del sindaco Stefano Bandecchi, legato al suo ruolo pubblico e alla sua posizione nella compagine societaria della Ternana Women.

Il Comune di Terni, rappresentato dagli avvocati Paolo Gennari e Francesco Silvi, neutralizza la questione sul piano delle regole processuali. Nella memoria di replica, il capitolo viene rubricato come un'argomentazione "nuova, tardiva, irrituale (in quanto introdotta con memoria e non con ricorso debitamente notificato) e comunque priva di interesse". Il Comune sostiene che le vicende "si rivelano inconsistenti e prive di rilevanza processuale". Per ottenere la "totale rimozione" di queste deduzioni, la difesa comunale richiama la sentenza del TAR Umbria n. 311/2008, estensore il giudice Lignani. In quel caso il Collegio aveva escluso la possibilità di introdurre in sede di discussione una questione (l’eleggibilità di un presidente di Consulta) estranea all’oggetto del ricorso. Il principio è lo stesso: il giudice deve decidere sulla base di quanto contestato in via originaria, non su ciò che una parte decide di aggiungere all’ultimo minuto.

In parallelo, la Ternana Women, nella memoria a firma dell'avvocato Giovanni Ranalli, smonta l'accusa sul piano fattuale. La difesa evidenzia due dati essenziali: che "Bandecchi è Sindaco da Giugno 2023", dunque successivamente alla chiusura della conferenza di servizi decisoria (2022), e che la Convenzione è stata sottoscritta tra Comune e Stadium Spa. L'argomentazione viene liquidata con un perentorio "non sussiste nessuna ipotesi fattuale e giuridica nella quale si possa ipotizzare il conflitto di interessi".

La chiusura del fronte scritto con la scadenza dei termini e l’appuntamento in aula

Con lo scambio di queste memorie e le relative repliche di rito, si è praticamente chiusa la fase del contraddittorio scritto. I trenta documenti depositati sono ora agli atti del TAR Umbria, a disposizione del Collegio giudicante per l’udienza del 27 gennaio. Sono infatti scaduti i termini per la presentazione di ulteriori documenti. E ora i giudici amministrativi del Collegio presieduto dal dottor Pierfrancesco Ungari, relatrice Floriana Venera di Mauro (nella foto di copertina), hanno a disposizione tutto il dataset degli atti per poter assumere una decisione definitiva. Almeno in questo primo grado di giudizio. 

L’udienza pubblica segna il momento del passaggio definitivo dalla carta al contraddittorio orale. I giudici dovranno valutare non solo i vizi di legittimità originari (la controparte Comune di Terni e i controinteressati Ternana Calcio, Stadium e Ternana Women sostengono che la Regione non avesse alcun titolo a presentare il circorso e che, quindi, lo stesso, sia da rigettare prima ancora della trattazione di merito), ma anche la possibile introduzione delle ragioni alla base della nuova offensiva regionale, compreso il ricorso a precedenti come la sentenza Lignani o la vicenda del J-Medical. La decisione che ne seguirà stabilirà se un ricorso nato come tecnico possa trasformarsi in un confronto a tutto campo che mescola diritto, politica e attacchi personali. La fase delle carte è finita. Ora inizia il tempo della parola in tribunale e, presto, delle sentenze. A meno di inattese svolte sul piano politico che portino, prima dell'udienza a trovare una composizione. 

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Federico Zacaglioni
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