21 Apr, 2026 - 10:21

Fallimento Ternana e Stadio-Clinica, le grandi manovre Comune di Terni-Regione per salvare il progetto

Fallimento Ternana e Stadio-Clinica, le grandi manovre Comune di Terni-Regione per salvare il progetto

Regione dell'Umbria e Comune di Terni, con i propri tecnici, stanno lavorando alla riattivazione di un percorso legittimo per riattivare il project financing dello stadio Liberati e la possibilità di costruire a supporto una struttura sanitaria privata. Il colpo di scena anticipato domenica da Tag24 Umbria è confermato dalla nota della giunta regionale diffusa stamane.

Prima di tutto andiamo ai dati tecnici, poi analizzeremo anche la parte più politica del comunicato, che va letto su due piani di interpretazione.

"Il presupposto per la realizzazione dell’intervento - afferma la giunta regionale - è il suo inserimento nel binario di legittimità, tracciato dallo stesso pronunciamento. Sullo stesso (progetto, ndr) c'è stato un primo scambio di note tra i dirigenti del Comune di Terni e della Regione Umbria. (...) La Direzione sanità e welfare, in merito agli 80 posti letto previsti nella Provincia di Terni dalla delibera di giunta 1399/2023, ha ribadito che l’assegnazione di tali posti non può essere oggetto di accordi informali o incontri preventivi, ma deve necessariamente discendere dall’attivazione della corretta procedura prevista dalla legge: realizzazione della clinica, richiesta di accreditamento e solo dopo il convenzionamento". 

Il percorso delineato dalla giunta regionale incrocia il PEF del nuovo progetto aggiornato nel 2025

Una conseguenza di fattori che fotografa quello che prevede il PEF aggiornato nel 2025 e che è alla base della convenzione firmata da Comune e Ternana, che concede per 44 anni il diritto di superficie dello stadio e dei terreni interessati dall'intervento a Stadium spa. Il nuovo Progetto Stadio-Clinica, infatti, non prevede più un accreditamento e un convenzionamento preventivo. Ma si sorregge sulla vendita del "ramo d'azienda clinica". Per far vivere i titoli autorizzativi di questo ramo - come avevamo spiegato - è sufficiente riaprire il procedimento tecnico-amministrativo. Stadium presenta al Comune e Regione il permesso di costruire con il modello 1 ai sensi del regolamento sanitario del 2023 (sanando il diniego della Conferenza dei servizi). Gli uffici della Direzione Sanità e Welfare diretti dalla dottoressa Daniela Donetti (nella foto con l'assessore ternano Sergio Anibaldi) ne verificano la compatibilità con gli strumenti programmatori (la delibera Tesei del 2023) e rilasciano il nulla osta. A quel punto il Rup del Comune, l'architetto Piero Giorgini, può rilasciare il permesso a costruire. E con esso far vivere il ramo d'azienda che Stadium può vendere.

Si tratterebbe di un "tesoretto" non trascurabile che chiunque volesse rilevare il "ramo d'azienda sportivo" della Ternana potrebbe trovarsi nel pacchetto. Perché Stadium Spa - come abbiamo spiegato - essendo titolare della convenzione per l'utilizzo del Liberati può essere inserita nel perimetro delle attività da mettere all'asta. Consentendo così a chi comprerà la Ternana di adempiere anche alle richieste infrastrutturali della Federcalcio. 

Ecco il messaggio "politico" del comunicato della giunta regionale, che rivendica la linea seguita fino al TAR

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Abbiamo detto che ci sono due piani di lettura del comunicato della giunta regionale. Nella prima parte dell'articolo ci siamo soffermati su quello più tecnico che interessa ai tifosi della Ternana. Chi, invece, è più attratto dalle polemiche e dai botta e risposta di questi giorni tra il sindaco Bandecchi e il Patto Avanti (che anche ieri se le sono menate di santa ragione), oggi trova anche dei passaggi che l'esecutivo regionale vuole rivendicare. 

"La Giunta regionale ribadisce il corretto operato nel pieno rispetto della legalità e della legittimità amministrativa in merito al progetto stadio-clinica – recita la nota, che sul piano politico attribuisce tutta la responsabilità di ritardi e problemi all'amministrazione Bandecchi – dopo la decisione del Tar (Tribunale amministrativo regionale) che ha accolto il ricorso della Regione annullando la determina dirigenziale del Comune di Terni risalente a luglio scorso. Il mancato avvio dell'iter, nonché della perdita di tempo che ha portato alle disastrose conseguenze attuali, è solo ed esclusivamente da attribuirsi alla volontà ostinata di proseguire sulla strada sbagliata. (...) La Giunta regionale è impegnata nella redazione del Piano socio sanitario, atteso da 15 anni che, dopo la preadozione, prevederà un periodo di partecipazione dove troverà spazio una discussione sul potenziamento della sanità pubblica e un riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private esteso all'intero territorio regionale". 

Ma quella del Piano socio-sanitario è un'altra storia, che riguarderà gli anni a venire. Un messaggio - quello finale - mandato anche ai partiti della coalizione più intransigenti sul versante del rapporto con la sanità privata. Già perché il comunicato partorito stamane, sarebbe stato oggetto di lunghe sedute di rimescolamento, pesaggio delle parole, analisi logiche e grammaticali che servono a tenere insieme i partiti del Patto Avanti. Ci sta: è la politica delle coalizioni, bellezza. 

Quello che conta per il futuro della patrimonializzazione del club di via della Bardesca, per rendere più attrattiva la potenziale acquisizione all'asta e per l'incremento di valore che può aumentare la "moneta fallimentare" a disposizione della curatela per soddisfare i creditori, è che il progetto viva con le autorizzazioni

Sono due piani distinti. Quello della legittima polemica politica e quello della salvezza della Ternana. Nel primo campo di battaglia ciascuno può far valere le proprie ragioni. Nell'altro l'augurio è che le istituzioni marcino unite.

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Federico Zacaglioni
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