I curatori fallimentari sono al lavoro già dal week end, come ha confermato oggi il direttore generale della Ternana e amministratore unico di Stadium Spa Giuseppe Mangiarano a Radio Galileo. Stamane Francesco Angeli, commercialista ternano esperto di diritto fallimentare, e l'avvocato orvietano Domenico Ferrara, hanno effettuato il formale passaggio di consegne con l'ex amministratore unico Fabio Forti. I due curatori saranno coadiuvati nella gestione dell'esercizio provvisorio anche da un esperto sportivo, il dottor Maurizio De Filippo, che è stato anche consulente di diverse procure per reati societari e di usura oltre ad avere avuto un periodo di collaborazione con il Catanzaro calcio nell’era del presidente Cosentino, col quale riuscirono a ridare vita al logo e nome Uesse Catanzaro 1929.
I curatori hanno incontrato i dipendenti del club, che si trova ancora in via della Bardesca (a essere liberato per ora è stato solo il convitto dei giovani rossoverdi, situato nella parte alta della palazzina), e hanno cominciato l'esame della documentazione fornita da Forti, a cominciare dal prospetto finanziario al 28 febbraio che è stato allegato al verbale dell'assemblea dei soci dello scorso 13 aprile. La prima operazione che dovrà essere condotta in porto dai curatori è quella della definizione del perimetro dell'area sportiva che sarà ceduta con un'asta giudiziale pubblica.
Sarà in quella sede che si dovranno manifestare i potenziali acquirenti intenzionati a rilevare i debiti federali (stipendi dei tesserati, contributi, assicurazione Inail, fondo di garanzia, trattamento di fine rapporto, esposizione verso altre leghe e società) e a farsi carico dell'iscrizione della Ternana Calcio al prossimo campionato di serie C. Più sarà alta la cifra raccolta dalla curatela, più saranno le risorse (la cosiddetta moneta fallimentare) da distribuire al ceto creditorio nella fase due. Dato che tutto dovrà essere chiaro già il 6 giugno, si rende necessaria una corsa contro il tempo per consentire ai curatori di gestire e completare la fase di asta pubblica, dando anche tempo al potenziale acquirente di completare la documentazione finanziaria e amministrativa da presentare alla Covisoc e alla Federcalcio.
Come avevamo anticipato, del perimetro sportivo dovrebbe far parte anche la Stadium Spa in quanto titolare dei diritti di utilizzo dello stadio Liberati e delle aree adiacenti per 44 anni, a seguito della convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale dopo il voto favorevole dell'assemblea. La documentazione per superare il vaglio della verifica delle licenze nazionali include, infatti, anche il rispetto dei criteri infrastrutturali, oltre che di quelli sportivi, organizzativi, legali ed economico-finanziari.

Il Patto Avanti Umbria ha risposto con durezza alle parole del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, definendolo "a fine corsa" e invitandolo a dimettersi per "liberare Terni". In un comunicato congiunto, i partiti della coalizione hanno sottolineato la contraddizione di chi oggi accusa la presidente Proietti, mentre fino a pochi giorni fa tentava di acquistare proprio il ramo d'azienda sanitario legato alla famiglia Rizzo. La nota ufficiale recita: "Bandecchi a fine corsa. Dai tentativi di acquisto dai Rizzo all'assessore project manager passando per Ferrero, l'unico interesse resta la sua clinica privata. Dimettiti e libera Terni". Secondo il Patto Avanti, l'unico vero interesse di Bandecchi sarebbe la sua clinica privata, in un intreccio tra ruoli pubblici e privati che coinvolgerebbe anche Massimo Ferrero. Viene inoltre ricordata la nomina ad assessore del project manager del progetto stadio-clinica, a dimostrazione di una gestione opaca. Le promesse non mantenute, come il nuovo ospedale da 180 milioni mai consegnato, e le accuse vergognose rivolte alla presidente Proietti (definita "concussa con i Rizzo") rivelano secondo la coalizione una totale mancanza di rispetto per le istituzioni. Il Patto Avanti esprime piena solidarietà a Proietti, elogiandone la serietà e l'attenzione al territorio, in netto contrasto con le strumentali uscite del sindaco. Una presa di posizione netta che conferma il clima di scontro politico a Terni, dove la fiducia nei confronti dell'attuale amministrazione comunale appare sempre più in crisi.
Intanto, il consigliere della Lega Enrico Melasecche ha annunciato un'interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale per fare piena chiarezza sui presunti rapporti tra la presidente Proietti e la famiglia Rizzo. Nel testo dell'atto, Melasecche chiede direttamente: "Sono davvero avvenuti degli incontri riservati tra la presidente della Giunta regionale e la famiglia Rizzo, come ha espressamente dichiarato la presidente che li avrebbe attivati e come ha poi dichiarato il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi? Quando, dove e quali soggetti sarebbero stati presenti? Quali impegni sono stati assunti, anche informalmente, sul progetto Stadio-Clinica? Cosa intende fare la Regione per ristabilire equità nell'accreditamento sanitario tra Perugia e Terni?". Il consigliere richiama la responsabilità politica della Giunta per il ricorso al TAR che ha bloccato un investimento strategico da oltre 62 milioni di euro, causando la paralisi dell'opera, la perdita di posti di lavoro e la crisi irreversibile della Ternana Calcio. Secondo Melasecche, il progetto avrebbe riequilibrato la disparità sanitaria tra province: Perugia concentra cinque strutture private accreditate che assorbono circa 34 milioni di euro annui, mentre Terni è l'unica provincia umbra priva di strutture sanitarie private convenzionate con il Servizio sanitario regionale. L'interrogazione chiede atti concreti per ristabilire equità, trasparenza e un'assunzione chiara di responsabilità, evitando ostacoli ideologici o affaristici. Melasecche sottolinea che il futuro di Terni è in gioco e conclude con un monito: "Le risposte della presidente Proietti non possono più essere rinviate: servono trasparenza, verità e un'assunzione chiara di responsabilità su scelte che stanno incidendo profondamente sul futuro di Terni e dell'intera Umbria". Una richiesta che si inserisce in un clima politico incandescente, dove le opposizioni chiedono conto passo dopo passo delle scelte della maggioranza regionale.