La soluzione della crisi aperta da Stefano Bandecchi al Comune di Terni i lettori di Tag24 Umbria la conoscono da venerdì sera. Quando il primo cittadino ha inviato la lista degli assessori in pectore che siamo riusciti ad anticipare. Una sola casella resta in forse, quella riservata dal vulcanico Bandecchi ad Alessandro Virili, presidente di FarmaciATerni, la ex municipalizzata sociale delle farmacie comunali.
Virili e Bandecchi si sono presi una notte di riflessione. Come avevamo anticipato ieri, il sindaco di Terni ha rappresentato ai sei membri della sua giunta bis la prospettiva di due anni di superlavoro, per chiudere tutti i dossier più caldi del programma amministrativo, dare un cambio di passo al suo esecutivo e raggiungere quel livello di performance che "l'allenatore" richiede sia sempre massimo.
Da quanto si è trapelato, Alessandro Virili non si sarebbe spaventato di questa prospettiva, quanto piuttosto avrebbe chiesto al sindaco Bandecchi di avere la possibilità di approfondire i pro e i contro di un suo passaggio in giunta dalla poltrona più alta dell'azienda farmaceutica. A lui toccherebbero infatti le deleghe forse più tecniche dell'intera macchina comunale: quelle ai lavori pubblici, all'urbanistica, alle manutenzioni e al verde pubblico. Un superassessorato, insomma, che accorperebbe le deleghe prima gestite dagli assessori Maggi e Iapadre e che ora sarebbero affidate a un manager. La riflessione verte proprio su questi temi e il sindaco Bandecchi è uscito dall'ufficio di presidenza di Palazzo Bazzani, dove aveva incontrato i consiglieri comunali di maggioranza, con l'idea in testa di aver fatto il 90% del lavoro.
La giunta comunale è quindi così composta: accanto a Stefano Bandecchi ci sono Paolo Tagliavento, che avrà la carica di vicesindaco e i poteri di vicario del primo cittadino, con la delega allo sport. Le riconfermate Michela Bordoni e Alessandra Salinetti si occuperanno, rispettivamente, di bilancio e partecipate la prima e di sociale e welfare nonché di edilizia residenziale pubblica, la seconda. Gabriele Ghione, che lascerà l'ASM, si occuperà di sviluppo economico, commercio, artigianato e agricoltura. In pratica le deleghe di Cardinali e Renzi. Infine, Tiziana Laudadio avrà la cultura, università, turismo, istruzione e grandi eventi.
Nello scherma del sindaco c'è una sola casella da assegnare anche ai vertici delle aziende partecipate. Con certezza è quella dell'ASM, perché Gabriele Ghione la lascerà al momento della firma del decreto di nomina da parte del sindaco. Ma se ne potrebbe aprire una seconda, se martedì mattina Alessandro Virili deciderà di accettare il passaggio dalla sede delle farmacie a Palazzo Spada. In realtà, però, per la multiutility di Maratta, controllata ancora per un anno da ACEA prima di poter mettere mano ai patti parasociali, Bandecchi avrebbe già in testa una soluzione. Anche in questo caso c'è una riflessione in atto che durerà al massimo 48 ore, ma che potrebbe portare a un rapido cambio della guardia con un volto noto chiamato a un ruolo diverso.

Il colloquio coi consiglieri comunali è cominciato intorno alle 18.15, dopo che il sindaco di terni Stefano Bandecchi aveva presieduto l'Assemblea dei sindaci della Provincia. La gran parte dei consiglieri di maggioranza è arrivata puntuale all'appuntamento, con la sola eccezione di Andrea Colasanti e Ivano Consalvi bloccati dal traffico causato da un incidente che ha paralizzato mezza città mentre pioveva a dirotto.
Da quanto Tag24 Umbria ha potuto apprendere da più di un consigliere comunale, la discussione è filata liscia e senza strappi. Anche se il trauma causato dalla decisione di azzerare gli assessori qualche mal di pancia lo ha causato. Restano, insomma, alcune scorie da metabolizzare dentro a un gruppo consiliare in cui molti eletti erano vicini al vice sindaco uscente Riccardo Corridore, ma anche ai singoli assessori rimossi con i quali avevano condiviso la campagna elettorale del 2023 che aveva consegnato la città al monocolore di AP.
Almeno nella forma, però, non ci sono stati particolari motivi di tensione tra il primo cittadino e il gruppo consiliare, con il capogruppo Massimo Francucci che è uscito, insieme alla presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli, intorno alle 19.45, dopo un'ora e mezza di confronto sui dossier che la nuova giunta dovrà affrontare come priorità: ospedale, teatro Verdi, verde pubblico, buche e manutenzioni stradali.

Ci è scappato pure un siparietto, con Francescangeli che ha approfittato del carnevale per tirare uno scherzo ai cronisti: "Il sindaco è pronto a dimettersi", ha annunciato di fronte all'ascensore. Salvo poi chiudere la burla con una grossa risata e il rinvio al martedì grasso.
Ora bisognerà vedere se la tenuta della maggioranza sarà confermata nei consigli comunali, con il numero legale da garantire e l'unità da dimostrare in aula per non consegnare la seconda parte di questa scoppiettante consiliatura a un destino da "Anvedi come balla Nando".
Sono le 20:30 quando Stefano Bandecchi esce dall'ingresso di Palazzo Bazzani, la sede della Provincia. Il cellulare è ancora bollente per le telefonate appena concluse con i nuovi assessori. I diretti interessati descrivono il colloquio col sindaco come formale e molto rigoroso. Poche battute, la disponibilità a recarsi martedì 17 a Palazzo Spada per ricevere ild ecreto di nomina da Albo Bernocco, capo di gabinetto. E poi mercoledì l'esordio in consiglio comunale.

"Hanno accettato quasi tutti ”, esordisce Bandecchi, schermando gli occhi dai flash. “Abbiamo una riflessione invece che deve essere fatta, quindi aspettiamo domani mattina. Diciamo che 5 hanno accettato, quindi domani prenderanno servizio, poi ufficialmente cominceranno da mercoledì alle 11, il primo consiglio comunale. E invece su una persona abbiamo aperto una riflessione, la stiamo facendo insieme. Ricordiamoci che ci sono persone che già stanno gestendo delle proprietà o comunque degli interessi del Comune di Terni. Ora si sono palesate alcune questioni, per i risultati ottenuti, per i benefici, quindi bisogna riflettere”.
Bandecchi però non vuole cambiare i programmi. Assicura di avere pronto il piano B, nel caso in cui le cose venissero fatte diversamente. "Se non ci sarà questo assessore, sarà rimpiazzato. Nessun problema. Di fatto la giunta prenderà servizio tutta domani. Al più tardi, entro due o tre giorni ci sarà anche l'ultimo assessore ”.
Il sindaco di terni conferma l'ingresso di Paolo Tagliavento nella compagine assessorile, ma con una funzione del tutto particolare, che rispecchia la sua idea di governo carismatico. "La legge mi obbligherà a mettere un vice sindaco. Io voglio soltanto delle funzioni vicarie, quindi metterò Tagliavento a mettere le firme a posto mio quando io me ne vado, perché voglio fare tutto da solo. Tagliavento diventerà vice sindaco, avrà queste funzioni. Bernocco, il mio fedele capo di gabinetto, saprà come istruirlo per fare le cose al meglio. Il sindaco di Terni fa il sindaco e fa quello che deve far ”.
Un ritratto fedele del suo stile di leadership: accentratore, decisionista, con una squadra pensata per eseguire più che per occuparsi di equilibri politici. Mentre la città si prepara a salutare la nuova giunta, l’unico vero rebus resta quel nome ancora sulla bilancia. La “riflessione” durerà poche ore.