11 Mar, 2026 - 16:30

Asm Terni, Confartigianato sostiene Bandecchi: “Verificare gli effetti della gestione Acea sul territorio”

Asm Terni, Confartigianato sostiene Bandecchi: “Verificare gli effetti della gestione Acea sul territorio”

Il mondo delle imprese artigiane rompe gli indugi e sceglie da che parte stare. La presa di posizione di Confartigianato Terni arriva come un sigillo istituzionale sulla linea del sindaco Stefano Bandecchi, da settimane impegnato a spingere l'acceleratore sulla revisione dei rapporti con Acea. L'associazione che rappresenta le  attività delle micro e piccole imprese del territorio, in una nota diffusa nelle scorse ore, non solo accoglie con favore l'intenzione del primo cittadino di avviare una fase di analisi sulla governance di Asm, ma entra nel merito delle domande che per il tessuto produttivo locale rappresentano il vero banco di prova: economia circolare, occupazione e valorizzazione dell'indotto artigiano.

Una mossa che arriva  dopo che in Consiglio comunale il dibattito era stato rovente. L' interrogazione del consigliere Valdimiro Orsini  sul doppio ruolo dell'amministratore delegato di Asm  Tiziana Buonfiglio  (contestualmente responsabile per l'area Umbria-Marche-Abruzzo-Molise del gruppo Acea) aveva acceso i riflettori su un nodo irrisolto dal 2022 : i famosi patti parasociali firmati dall'allora amministrazione  Latini , che di fatto consegnano ad  Acea la governance operativa della multiutility nonostante il Comune detenga il 54,73% della quota. Il sindaco  Bandecchi, intervenendo in Aula, era stato netto: "Tiziana Buonfiglio è la donna più potente di Terni perché gestisce tutte le aziende non solo di Terni, dell'Umbria, dell'Abruzzo. È sicuramente il corrispondente di Acea più forte che oggi abbiamo nei dintorni e questo non è possibile".

La verifica chiesta dagli artigiani: posti di lavoro e indotto locale

L'endorsement di  Confartigianato alla linea del sindaco non è un'investitura politica, ma una richiesta di trasparenza gestionale che arriva dal basso, dalle imprese che con Asm e le sue controllate lavorano o potrebbero lavorare. L'associazione, nella sua nota, evita accuratamente di leggere la vicenda in chiave di scontro ideologico. Piuttosto, la trasforma in una questione di metodo e di risultati attesi.

"Riteniamo corretta la volontà del Sindaco di verificare il raggiungimento delle aspettative poste dalla città nella gestione di ASM da parte di Acea", si legge nella nota diffusa dall'ufficio stampa. "È fondamentale valutare se la direzione intrapresa sta effettivamente portando ai risultati promessi in termini di economia circolare, creazione di nuovi posti di lavoro e valorizzazione dell'indotto locale, pilastri su cui si era basata la nuova governance nel 2022"  .

Tre i pilastri indicati, tre le promesse su cui l'accordo definito "storico" tre anni fa era stato venduto alla città. E tre i capitoli su cui oggi si chiede di aprire una verifica approfondita. Il riferimento alla valorizzazione dell'indotto locale  è quello che tocca più da vicino gli interessi delle associate di Confartigianato. Il sistema Asm, con le sue necessità di manutenzioni, trasporti, servizi accessori e piccoli appalti, rappresenta da sempre un bacino naturale per le imprese artigiane ternane. Una filiera corta che, con l'arrivo del colosso romano, rischia di allungarsi o addirittura interrompersi, con commesse che potrebbero essere finite altrove.

I numeri delle tariffe: Terni fa meglio di Perugia, ma solo grazie ai soldi del Comune

Se la governance e i patti parasociali sono questioni che riguardano i piani alti della finanza e della politica, il capitolo  tariffe  è quello che tocca direttamente la vita quotidiana di imprenditori e famiglie. Ed è qui che i dati raccontano che i recuperi di efficienza di Asm-Acea, da soli, non bastano a contenere i costi per i cittadini.

I numeri diffusi dall'Osservatorio di Cittadinanzattiva  per il 2025 parlano chiaro. In una regione come l'Umbria dove la Tari continua a salire (media regionale di 391 euro annui a famiglia, con un incremento del 5,1% rispetto al 2024), Terni fa registrare un dato virtuoso: 326 euro a famiglia, ben al di sotto della media nazionale (340 euro) e lontanissima dai 445 euro di Perugia. Un risultato che, a prima vista, sembrerebbe dare ragione alla gestione affidata ad Asm.

Ma la realtà è più complessa. Quel taglio del 3% sulla TARIC, la tariffa puntuale che premia i comportamenti virtuosi, non è frutto dell'efficienza del gestore. È stato possibile solo grazie a una precisa scelta politica dell'amministrazione  Bandecchi, che ha stanziato  250 mila euro  dalle casse comunali per compensare il minor gettito e alleggerire le bollette di famiglie e imprese. In altre parole: senza l'intervento diretto del Comune, la tariffa ternana non sarebbe così competitiva. Ed è esattamente su questo punto che Confartigianato  punta il dito, quando parla di "verificare e garantire politiche di riduzione dell'impatto economico e di miglioramento costante della qualità del servizio urbano" .

Il racconto del Consiglio: Bandecchi all'attacco su rifiuti e investimenti

La seduta di lunedì 9 marzo a Palazzo Spada, raccontata ieri da  Tag24 Umbria , ha offerto lo spaccato più crudo del rapporto ormai logoro tra il Comune e il socio privato. Il sindaco, intervenendo dopo l'interrogazione di Orsini, non ha usato mezzi termini per descrivere lo stallo in cui versa la modernizzazione del sistema rifiuti.

"Per me la raccolta porta a porta fa schifo, non va bene, è vecchia, pesante, è sbagliata" , ha tuonato in Aula.  "Acea non fa niente per collaborare con noi e riformare il servizio".

Parole pesanti, che fotografano un'impasse che dura ormai da mesi. Secondo quanto emerso, Acea avrebbe quantificato in circa 20 milioni di euro  l'investimento necessario per passare dal porta a porta ai cassonetti intelligenti, una cifra giudicata eccessiva dal primo cittadino. Ma il nodo, ha spiegato Bandecchi, è anche contratto: "Ci sono contratti per altri otto anni con le società che raccolgono casa per casa, ci sono impegni presi con cooperative sociali"  .

Sul fronte dello sviluppo, il sindaco è stato altrettanto tranchant: " Acea non è venuta sul territorio come aveva detto e ha creato nuovi posti di lavoro in più, non li ha fatti. Non risponde all'esigenza che il Comune ha di cambiare tutto il ciclo dei rifiuti, facendo la raccolta della nettezza urbana con investimenti completamente diversi" . Una dichiarazione che conferma i timori di  Confartigianato sulla mancata ricaduta occupazionale dell'operazione.

La partita vera: i patti parasociali da rivedere entro il 2027

Al di là delle dichiarazioni e delle polemiche, il cuore della questione è giuridico e riguarda i  patti parasociali  firmati a dicembre 2022. Accordi che ci sono i rapporti di forza tra socio pubblico e socio privato e che, di fatto, hanno consegnato ad Acea le chiavi di comando di Asm nonostante il Comune resti l'azionista di maggioranza.

Il sindaco, in Consiglio, è stato chiarissimo sulle sue intenzioni: "Dal primo giorno che sono entrato chiedo l'annullamento dei patti parasociali", ha dichiarato. Una posizione che ora trova un alleato di peso in Confartigianato. L'associazione, nel suo comunicato, lo dice con parole misurate ma inequivocabili: la verifica va fatta "rifuggendo da inutili schieramenti e riletture politiche di quello che deve essere un sistema aziendale efficace, efficiente e connesso con il territorio. Il Sindaco pone una questione centrale anche sul piano dei servizi: la modernizzazione della raccolta rifiuti. Un sistema efficiente è la base della competitività", prosegue l'Associazione. "Oggi la gestione del ciclo dei rifiuti grava in modo significativo sui bilanci di imprese e famiglie. È necessario verificare e garantire politiche di riduzione dell'impatto economico e di miglioramento costante della qualità del servizio urbano, attraverso il trend degli investimenti in tecnologie”.

L’obiettivo di verificare e promuovere Il maggiore collegamento con il territorio si concretizza, insomma per Confartigianato, nella valorizzazione delle potenzialità dell’indotto locale all’interno del sistema ASM, composto in gran parte da imprese artigiane che hanno una grande tradizione di sinergia e capacità di collegamento delle catene del valore a vantaggio dell’azienda, dei lavoratori e dell’occupazione.

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Federico Zacaglioni
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