21 Feb, 2026 - 11:00

Bandecchi e la nuova giunta di Terni, AP rompe gli indugi: “Il Patto Avanti vuole riportarci a dissesto e sudditanza con Perugia”

Bandecchi e la nuova giunta di Terni, AP rompe gli indugi: “Il Patto Avanti vuole riportarci a dissesto e sudditanza con Perugia”

A pochi giorni dal terremoto politico che ha azzerato la giunta di Stefano Bandecchi, e a 24 ore dalle dichiarazioni del sindaco di Terni, la scena politica registra la presa di posizione della maggioranza in consiglio comunale, chiamata in causa dal Patto Avanti nella sua conferenza stampa. Se ieri il sindaco aveva risposto alle accuse di immobilismo e conflitto di interessi lanciate dall’alleanza che riunisce PD, M5S e AVS, con un appello all’unità della città sui grandi temi - dal nuovo ospedale alla riqualificazione dello stadio Liberati, bloccata dal ricorso al TAR della Regione Umbria – oggi la replica si fa più corale e tagliente. A scendere in campo sono i rappresentanti di Alternativa Popolare, il partito che costituisce l’ossatura della maggioranza a Palazzo Spada. E lo fanno prendendo di mira quello che definiscono il "fallimento certificato" delle passate gestioni di centrosinistra.

La miccia era stata innescata nei giorni scorsi dai vertici locali di PDM5S e AVS, che avevano duramente criticato l’assetto post-rimaneggiamento voluto da Bandecchi. Le opposizioni avevano parlato di “un regolamento di conti interno e di “una redistribuzione di potere sulle spalle dei cittadini”, accusando proprio il gruppo di AP di essere complice di una gestione personalistica e opaca della cosa pubblica. Una accusa che ha fatto breccia nelle stanze di Alternativa Popolare, spingendo i suoi esponenti a una difesa che è subito diventata un attacco frontale.

“Dal PD e i suoi alleati lezioni di morale? Hanno portato il Comune alla bancarotta”

A rompere gli indugi è Sara Francescangelipresidente del consiglio comunale ed esponente di spicco di AP. Francescangeli ha scelto di rispondere nel merito delle accuse, trasformando la polemica in un processo alle precedenti amministrazioni. “Stupisce che questo attacco arrivi proprio dal segretario comunale del PD ed ex sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo - afferma la presidente -. Evidentemente ha già dimenticato i numerosi rimpasti di deleghe e assessori effettuati durante il suo ultimo mandato, conclusosi peraltro con l’ignominia del dissesto finanziario e della completa paralisi istituzionale e finanziaria del Comune. Se oggi non si possono abbassare le tasse o contrarre nuovi mutui per investimenti, lo si deva alla sua lungimirante capacità amministrativa”.

Per Francescangeli, la memoria corta dell’opposizione è il vero nodo della questione. La sua requisitoria si concentra sul paragone tra la gestione attuale e quella passata: “La verità è un’altra, e nel PD come negli altri partiti del Patto Avanti lo sanno bene. Questa amministrazione sta risolvendo in poco tempo gran parte dei problemi che sono stati creati dalle ultime giunte di centrosinistra, così come ha impresso una forte accelerazione al risanamento e al rilancio dell’azione amministrativa dopo la deludente stagione dell’alternanza”.

Ma il cuore politico dello scontro, come emerge dalle parole della presidente, non è solo locale. C’è una questione territoriale più ampia, che vede Terni contrapposta a Perugia e alla Regione Umbria. “Comprendiamo che non riescano ad accettare un’amministrazione comunale che non è prona agli interessi perugini e che non si piega ai diktat della Regione. Ci opporremo con tutte le forze al disegno di questi partiti che vogliono riportare le lancette dell’orologio a una stagione di declino, abbandono e spartizione del potere fatta nelle segrete stanze delle loro segreterie,” incalza Francescangeli.

Il nodo del conflitto di interessi e il presunto isolamento istituzionale

Uno dei temi caldi sollevati dall’opposizione riguarda il presunto isolamento del Comune e i supposti conflitti di interesse del sindaco-imprenditore. Su questo, la replica di AP è netta e si trasforma in un contro-attacco sulle scelte politiche del centrosinistra. “Vorrei ricordare al PD, al M5S e ad AVS che hanno affermato che l’unica alleanza del Comune di Terni è con il Comune di Polino, che non più tardi di undici mesi fa Stefano Bandecchi è stato eletto presidente della Provincia di Terni”, prosegue Francescangeli. “E che ha ottenuto numerosi consensi di tanti sindaci di centrosinistra, riformisti e moderati, che non riescono a riconoscersi in questo centrosinistra ostaggio dei diktat del Movimento 5 Stelle e del massimalismo di AVS”.

Secondo la presidente del consiglio comunale, il Patto Avanti ha compiuto una scelta autodistruttiva: “Il PD ha fatto una scelta di campo: quella di rinunciare a un profilo di governo per consegnarsi alla sinistra più retriva. Un’alleanza che finora ha portato solo nuove tasse, aumento delle liste di attesa, blocco delle infrastruttureisolamento e danni all’Umbria del sud, trattata come l’ultima provincia dell’impero. Sul fronte delle accuse di conflitto di interesseFrancescangeli rovescia la prospettiva: “Quanto ai presunti conflitti di interesse, è del tutto evidente ai ternani che questa amministrazione è aperta alle forze vive e produttive della città. Al contrario di chi ha costruito la propria carriera politica usando le porte girevoli di un sistema chiuso, autoreferenziale e basato sul clientelismo e non sul merito.

Batini: “L’eleganza del fallimento che vuole tornare a sedersi nel Palazzo”

A fare da contrappunto alle dichiarazioni della presidente arriva, affilata come una lama, la nota di Claudio Batinipresidente della terza commissione consiliare e altro volto noto di APBatini non usa giri di parole e punta il dito direttamente contro Leopoldo Di Girolamo, ex sindaco e ora segretario comunale del PD.

Ho accolto con soddisfazione la nomina dell’ex sindaco Di Girolamo ai vertici del PD ternano - afferma in una nota -. Ero convinto che un ex amministratore potesse offrire consigli utili per ricostruire una città devastata da anni di mala gestione della cosa pubblica. Anni peraltro riconducibili proprio al partito che oggi rappresenta e, in gran parte, proprio ai suoi due mandati da sindaco.” esordisce Batini, salvo poi cambiare repentinamente registro.

Purtroppo, la realtà è ben diversa. Noto una sfrontatezza stomachevole, priva di quella minima dignità igienica che imporrebbe il silenzio a chi ha già fallito. L’unica visione politica di questo nuovo corso della sinistra sembra essere la ricerca spasmodica di un modo per tornare a occupare quelle poltrone che, tempo addietro, le sono state sottratte dalla magistratura”. Un passaggio durissimo, quest’ultimo, che riporta alla memoria le vicende giudiziarie (conclusesi con assoluzioni e proscioglimenti, ndr) che hanno segnato la fine della scorsa amministrazione di centrosinistra.

Batini conclude con una previsione fosca sull’operato dell’opposizione, qualora dovesse tornare al potere: “Forse l’obiettivo è riportarci, con il solito dolce interloquire, in quel girone infernale che tecnicamente si chiama dissesto, ma che per i cittadini significa solo una cosa: fallimentoTerni merita di guardare avanti, non di tornare nelle mani di chi l'ha messa in ginocchio.” In questo clima di tensione palpabile, mentre la città attende di conoscere i nomi della nuova giunta e il TAR si prepara a decidere sul futuro dello stadio Liberati, lo scontro politico sembra destinato ad aggravarsi ulteriormente, con due visioni della città e del suo passato destinate a non incontrarsi mai.

AUTORE
foto autore
Redazione
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE