Il sindaco Bandecchi rompe il silenzio dopo le polemiche sul rimpasto di giunta. “Ho messo la squadra migliore in campo per realizzare il progetto per la città. Destra e sinistra smettano con gli attacchi personali e uniscano le forze per l'ospedale e lo stadio”.
Non c'è spazio per le mezze misure nelle parole del primo cittadino, che risponde a muso duro a chi lo accusa di aver messo in atto una "rivoluzione" di palazzo più che di meriti. Ma nel mirino del sindaco non ci sono solo i diretti oppositori: la sua replica diventa l'occasione per tracciare un bilancio netto della prima metà di mandato e per lanciare un sasso nello stagno della politica cittadina.
“Il progetto per la città viene prima degli interpreti” , scandisce Bandecchi, “e io ho il dovere di mettere la squadra migliore in campo per realizzarlo. La sinistra e la destra si rassegnino e la smettano con le calunnie” .
L'attacco delle opposizioni, concentrato sulla riorganizzazione delle deleghe e in alcuni casi sulla tenuta della maggioranza, viene quindi respinto al mittente con una nettezza che lascia poco spazio al dibattito. Ma al di là della replica politica, il sindaco sceglie la via del merito amministrativo per difendere le sue scelte.

La difesa del sindaco si fonda su un'aritmetica fatta di cantieri e interventi. “Gli anni della città abbandonata a sé stessa, soffocata dai debiti, dal dissesto e dalla incapacità amministrativa sono lontani”, afferma Bandecchi, tracciando una linea netta con il passato. Il racconto dell'amministrazione è quello di una macchina ripartita a pieno regime: “Abbiamo cambiato volto a Terni, la città è molto più curata nel verde, nella pulizia, nelle manutenzioni” .
Il sindaco snocciola i dati di quella che definisce una rinascita: “Abbiamo oltre 20 cantieri aperti del Pnrr, abbiamo riaperto partite importanti come quella del Teatro Verdi, abbiamo concluso i lavori del campo scuola, abbiamo speso decine di milioni per le scuole e le palestre” . Un'enfasi particolare viene posta sulla sostenibilità finanziaria di queste operazioni, un tema cruciale per una città che ha vissuto il dramma del dissesto. “E tutto questo senza fare un centesimo di debito, senza accendere nuovi mutui” , precisa il primo cittadino, quasi a voler blindare l'operato della giunta da eventuali future critiche sulla gestione dei conti.
Non solo lavori pubblici. Bandecchi rivendica con forza anche il rilancio dell'immagine e dell'appeal turistico di Terni. “Terni è ora artisticamente illuminata da novembre sino a febbraio, per un Natale e un San Valentino che hanno dato lustro alla città. Non è un caso che per San Valentino si sia registrato il pieno nelle presenze” . Il riferimento è al maxi-allestimento luminoso che ha caratterizzato le ultime festività, un investimento sulla visibilità che l'amministrazione considera ampiamente ripagato.
È su questo scenario di rilancio che Bandecchi innesta la sua scelta di rivoluzionare la giunta. Una decisione, spiega, dettata dalla necessità di alzare ulteriormente l'asticella. “Tutto questo l'ho fatto chiedendo e ottenendo il 100 per cento dalla mia squadra. Una compagine che ho voluto rafforzare ulteriormente chiamando in campo fior di professionisti con competenze riconosciute” .
Il primo cittadino entra nel dettaglio dei nuovi innesti, quasi a voler certificare la qualità della sua "squadra del fare". “Ho portato a Palazzo Spada il project manager degli interventi più significativi degli ultimi dieci anni in città. Una insegnante con quasi 40 anni di esperienza. Un ottimo presidente di Asm e un manager del mondo dello sport, fiore all'occhiello della nostra città” . Un modo per dire che il rimpasto non è stato uno scambio di poltrone, ma un potenziamento tecnico dell'esecutivo.

A questo punto, l'appello. Un invito che suona quasi come un ultimatum alla politica locale. “Invito la sinistra e la destra a misurarsi non sulle polemichette ma sui grandi temi della città” , tuona il sindaco. La sua è una richiesta di collaborazione sui nodi strutturali che da decenni attanagliano il territorio: “Invece di sprecare fiato sul sindaco democraticamente eletto dai Ternani, si unissero a noi nella battaglia per il nuovo Santa Maria, per il nuovo stadio, per il giusto riconoscimento dei canoni idrici, per l'abbattimento delle liste di attesa” . Un grido di dolore che è anche una sfida: “Terni ha bisogno di remare dalla stessa parte non di polemisti di professione” .
Infine, una chiosa personale, ma dal sapore politico. Un riferimento agli attacchi continui sulle sue vicende giudiziarie, messe in campo dalle opposizioni. “A proposito faccio presente che i miei fatti personali sono importanti ma che hanno da attendere tre gradi di giudizio e che processi fiscali e tributari ai quali sono stato sottoposto per gli stessi argomenti sino ad oggi sono stati da me vinti. Invito quindi tutti alla cautela in quanto molte delle cose dette non sono solo false ma sono anche calunnie” .
Un'uscita che alza ulteriormente i toni, trasformando la replica politica in una questione anche personale. Il campo è ora diviso, e la palla torna nel vivo delle opposizioni. La tregua chiesta dal sindaco sui grandi temi sembra, almeno per il momento, una chimera lontana.