"La farsa di Bandecchi non fa più ridere, è diventata stucchevole e testimonia il fallimento, politico e amministrativo, di una gestione che ha preso in ostaggio una città come Terni che merita passione e serietà" affermano i partiti del Patto Avanti: PD, AVS, Movimento 5 Stelle e civici di sinistra.
"L'appello ai consiglieri comunali di maggioranza e allo stesso sindaco è semplice: siate seri, liberate Terni da questa farsa e andate a casa.Serve un sussulto di dignità se non per voi, per Terni e la sua gente" conclude il Patto avanti.
“Nuova giunta? Solo redistribuzione di fedeltà”. La denuncia di Umbria Civica
Se il Patto Avanti parla con una voce sola nel condannare la gestione Bandecchi, sono i rappresentanti di Umbria Civica - formazione radicata nella coalizione di centrodestra - a entrare nel dettaglio delle polemiche legate al nuovo esecutivo che potrebbe nascere già da stasera.
Marco Ravasio, segretario comunale di Terni, e Andrea Di Fino, segretario provinciale del movimento, non usano giri di parole: “Lo spettacolo che purtroppo va in scena a Palazzo Spada fin dall’inizio dell’era Bandecchi si arricchisce di un nuovo atto. L'azzeramento della giunta - totale, quasi totale, poi di nuovo totale - non è un rilancio dell’azione amministrativa, ma la certificazione politica del fallimento di due anni e mezzo di mandato, segnati esclusivamente da proclami che tali sono rimasti” .
Secondo i due esponenti, il vero nodo della crisi non è la ricerca di nuove competenze, ma la mera conservazione del potere. “Nel linguaggio della propaganda si parla di 'nuovo slancio'. Nei fatti, sembra piuttosto il tentativo di coprire falle ormai conclamate” , scrivono Ravasio e Di Fino.
Il caso delle nomine e il confine pubblico-privato
A destare particolare preoccupazione, nelle parole di Umbria Civica, è il metodo con cui si starebbe procedendo alla formazione della nuova giunta. In assenza di nuove energie dalla società civile - professionisti, imprese, associazioni - la nuova squadra, stando alle indiscrezioni stampa, “sembra profilarsi come una cerchia ristretta di fedelissimi” .
Ma è un altro il passaggio che solleva un vero e proprio caso politico. “Ancora più grave è l’annuncio di future collaborazioni per gli ex assessori all’interno delle attività imprenditoriali del sindaco” , denunciano i due segretari. Una scelta che, ai loro occhi, “alimenta l’idea di una gestione padronale dei rapporti politici e istituzionali, dove il confine tra pubblico e privato appare sempre più sfumato. La politica non può essere estensione dell’impresa, né le istituzioni terreno di compensazione” .
Il timore è che alcune figure possano addirittura essere spostate da incarichi apicali nelle società partecipate per essere ricollocate a Palazzo Spada, con il rischio di compromettere sia la continuità amministrativa del Comune, che quella delle stesse aziende pubbliche.
