17 Jun, 2026 - 14:00

Stadio-Clinica a Terni, Bandecchi attacca la Regione: “Dalla giunta Proietti solo disgusto e insulti verso la città”

Stadio-Clinica a Terni, Bandecchi attacca la Regione: “Dalla giunta Proietti solo disgusto e insulti verso la città”

Terni torna a essere il campo di battaglia di uno scontro istituzionale senza esclusione di colpi. Il sindaco Stefano Bandecchi ha deciso di rompere ogni indugio, alzando nuovamente la voce contro la Regione Umbria e la giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti. Al centro della contesa, mai sopita, resta il complesso dossier che lega la costruzione del nuovo stadio Liberati alla realizzazione della clinica privata, un progetto che il primo cittadino considera vitale per il futuro del capoluogo umbro e che, a suo avviso, starebbe subendo continui boicottaggi da parte di Perugia.

Una rottura diplomatica senza precedenti tra Palazzo Spada e la Regione Umbria

Il tono scelto dal sindaco Bandecchi è di una durezza raramente vista negli ultimi mesi di confronto tra istituzioni. A scatenare l’ultima furia del primo cittadino è stata la nota diffusa dagli uffici regionali in risposta all’istanza presentata dal Comune di Terni il 28 aprile scorso, riguardante la richiesta di compatibilità per 122 posti letto a servizio del progetto stadio-clinica.

“La Regione dell’Umbria e la giunta di Stefania Proietti - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - non finisce mai di sorprendere per quanto sono disgustose e irrispettose verso Terni, città capoluogo di provincia, realtà produttiva tra le più importante del Paese”.

Il nodo della questione non è solo politico, ma squisitamente metodologico. Bandecchi contesta con forza la scelta della Regione di affidare una risposta così delicata a un semplice comunicato stampa, giudicando tale modalità un affronto al ruolo istituzionale che il Comune di Terni ricopre. “Non si risponde a una città con un comunicato stampa, tra istituzioni ci si parla e ci si scrive direttamente”, ribadisce il sindaco, sottolineando come il dialogo sia stato sostituito da una comunicazione unilaterale che alimenta ulteriormente le distanze.

La polemica sulla sentenza del Tar e la nuova istanza del Comune di Terni

Il cuore tecnico del contendere risiede nell’interpretazione dei tempi legali. La Regione Umbria, nella sua nota, ha fatto riferimento alla sentenza del Tar Umbria del 24 marzo 2026, ancora non passata in giudicato, per giustificare l’impossibilità di esprimersi nel merito della richiesta comunale. Una posizione che Bandecchi bolla senza mezzi termini come una “bestialità amministrativa e legale”.

Secondo il sindaco, infatti, la giunta regionale starebbe ignorando scientemente la nuova procedura avviata dal Comune il 28 aprile: “Abbiamo avviato un nuovo procedimento - ripeto come richiesto dalla Regione - e questo deve essere esaminato. È chiarissimo a tutti i ternani, anche quelli che hanno votato per questa amministrazione regionale, che la giunta Proietti per Terni non vuole fare nulla, ma proprio nulla. A  Perugia ci sono cinque cliniche private convenzionate, a Terni non può essere autorizzata neanche una”.

L’accusa è pesante: la difesa pervicace dei posti letto privati tutti concentrati su Perugia sarebbe, secondo il primo cittadino, insieme alla volontà di impedire la realizzazione di un nuovo stadio moderno e funzionale a Terni, il vero motivo ostativo allo sviluppo del progetto ternano.

Il mirino del sindaco si sposta anche sul progetto del nuovo ospedale di Terni

Il j’accuse di Stefano Bandecchi non si ferma però al solo progetto stadio-clinica, ma allarga il raggio d’azione alla gestione complessiva della sanità territoriale. Il sindaco punta il dito contro l’immobilismo che, a suo dire, caratterizzerebbe l’operato di Stefania Proietti anche in merito al nuovo ospedale di Terni.

“La vergogna assoluta della Regione Umbria non cambia passando dalla sanità privata a quella pubblica. Dopo quasi due anni la giunta Proietti non ha fatto nulla sul nuovo ospedale di Terni. Non ha detto nulla di concreto sulla ubicazione, è lontanissima dalla messa a punto del piano economico finanziario”.

Il sindaco rincara la dose sui numeri, mettendo in dubbio la solidità finanziaria dell’opera regionale: "Dei 700 milioni che la stessa Regione sostiene siano necessari, in realtà non ce ne è neanche un settimo".

Il messaggio finale di Bandecchi suona come un avvertimento dal sapore quasi ultimativo: “Avviso comunque la presidente Stefania Proietti che la sveglia è caricata, e presto suonerà mettendo fine a questa immensa vergogna. Tic toc, Tic toc, tic toc…”. Un avvertimento che lascia presagire una stagione di scontri ancora più aspri tra le due istituzioni.

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Federico Zacaglioni
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