24 Apr, 2026 - 22:20

Stadio-Clinica a Terni, inviata alla Regione la richiesta di nulla osta alla costruzione: asset fondamentale per l'asta giudiziale

Stadio-Clinica a Terni, inviata alla Regione la richiesta di nulla osta alla costruzione: asset fondamentale per l'asta giudiziale

Giuseppe Mangiarano, l'amministratore unico di Stadium Spa, la società veicolo costituita dalla Ternana Calcio per la riqualificazione e valorizzazione attraverso la demolizione e ricostruzione dello stadio della città di Terni, ha sottoscritto oggi a Palazzo Spada la "Richiesta al Comune di autorizzazione alla realizzazione di una struttura sanitaria" firmando il cosiddetto "Modello 1" della Direzione Salute e Welfare della Regione. Riparte così l'iter autorizzativo della clinica privata/casa di cura inserita nel progetto di project financing per la costruzione del nuovo Liberati, secondo le indicazioni fornite dalla sentenza del Tar dell'Umbria e in base alla vigente programmazione dei posti letto destinati alla sanità privata nella provincia di Terni, conseguente alla delibera di giunta 1399/2023

Non c'era solo Giuseppe Mangiarano, negli uffici dell'assessorato all'urbanistica del Comune di Terni, che nei giorni scorsi aveva avuto interlocuzioni formali proprio con la direzione guidata dalla dottoressa Daniela Donetti, anticipate da Tag 24 Umbria e confermate dalla Regione con un suo comunicato. Con lui, alla riunione operativa organizzata per l'invio formale del pacchetto documentale, erano presenti, infatti, anche l'assessore alle politiche del territorioSergio Anibaldi (che aveva seguito in passato il progetto dall'altra parte della scrivania come project manager), il dirigente dell'urbanistica l'architetto Piero Giorgini, i progettisti incaricati da Stadium, gli architetti Luciano Baldi e Paola Margheriti, che hanno firmato il disegno del nuovo Liberati.

L'iter formale del progetto: dalla richiesta al Comune all'esame sanitario regionale fino all'ok alla costruzione

La conferma che Stadium SpA vuole costruire una nuova clinica per sostenere finanziariamente l'intervento di interesse pubblico per la costruzione del nuovo stadio di Terni, rappresenta un elemento determinante anche in vista di un possibile salvataggio del club rossoverde. Ma andiamo con ordine. Cosa prevede l'iter amministrativo iniziato stamane a Palazzo Spada. Giuseppe Mangiarano, DG della Ternana e amministratore unico della società di scopo, ha intrapreso il percorso burocratico stabilito dalla Regione Umbria. Ecco i passi più importanti, spiegati in modo semplice.

La domanda al Comune (Modello 1): Per iniziare, il legale rappresentante ha compilato il Modello 1 e lo ha sottoposto al Comune di Terni, dove dovrà sorgere la clinica nell'area "Ternanello" che la Stadium ha ottenuto in comodato gratuito dalla Ternana Women. La domanda non viaggia da sola: è stato necessario allegare il progetto con le planimetrie, il certificato antimafia e una relazione dettagliata che spiega che tipo di cure verranno offerte e quanti posti letto ci saranno. Inoltre, l'informativa sulla privacy va spedita via PEC direttamente alla Regione. Per questo stamane a Palazzo Spada erano presenti anche i progettisti delle opere, titolari della Baldi Margheriti Associati.

I controlli e il parere della Regione: Il Comune controlla prima di tutto se il progetto rispetta le norme edilizie e quelle per eliminare le barriere architettoniche. Il passaggio decisivo, però, spetta alla Regione, a cui il Comune deve chiedere la "verifica di compatibilità". La Regione ha 45 giorni per valutare se la clinica serve davvero al fabbisogno del territorio. Questo parere è obbligatorio e vincolante: senza l'ok regionale, non si costruisce. Il fabbisogno e la programmazione sono stati previsti da una delibera della giunta regionale, la cui validità è stata confermata dalla Regione al Comune nei giorni scorsi. 

L'approvazione e la scadenza (3 anni): Se la Regione dà il via libera, il Comune rilascia l'autorizzazione a costruire. Ma attenzione all'orologio: la verifica regionale vale solo per 3 anni. Se la società non inizia i lavori entro questo tempo, il permesso scade e bisognerà rifare tutta la procedura da capo.

L'impatto del progetto sulla futura asta giudiziale e il valore dell'asset tra passato e futuro

Il rischio di default della Ternana Calcio, data la durata della convenzione di ben 44 anni, era stato già previsto e regolato all'interno della convenzione tra l'ente pubblico e la società rossoverde. Il vantaggio di costituire una SPV (la Stadium appunto) è stato proprio quello di limitare i rischi: qualora dovesse fallire il promotore (come è avvenuto), la società di scopo "continuerebbe ad esistere e ad ottemperare ai suoi compiti di gestione".

Riattivando l'iter per la costruzione della clinica, se la curatela fallimentare dovesse decidere di cedere insieme al "ramo sportivo" anche la partecipazione in questo veicolo, chi dovesse acquisire la Ternana si troverà in dote la disponibilità dell'impianto sportivo (fondamentale per adempiere alle richieste infrastrutturali FIGC) nonché i titoli autorizzativi per realizzare le due strutture. 

Il Piano Economico Finanziario 2025 (PEF) dell'operazione prevede che il fabbisogno finanziario complessivo per la costruzione del nuovo Liberati, stimato in circa 45,3 milioni di euro, sia coperto per il 40% tramite mezzi propri, portando l'ammontare a 18 milioni di euro a titolo di capitale sociale (pure equity). Il resto dovrà arrivare da finanziamenti bancari e creditizi. Per alimentare questa componente di equity, il PEF si basa su un presupposto essenziale: la cessione del ramo d'azienda della cosiddetta "Clinica" (comprensivo del relativo Permesso a Costruire). 

Oggi il capitale sociale di Stadium è di 6 milioni di euro. Non si tratta di cash, ma la Ternana Calcio ha conferito il diritto di piena ed esclusiva proprietà del ramo d'azienda commerciale che ha come oggetto la progettazione e la realizzazione dello stadio da calcio. Il valore di questo ramo d'azienda è stato stimato in 7,5 milioni di euro, in base a un'apposita relazione redatta dal perito dottor Vincenzo Loi. La differenza (circa 1,5 milioni) tra il valore del progetto e l'ammontare del capitale sociale della stessa Stadium ha creato qualche perplessità in chi non ha dimestichezza con questo tipo di operazioni. In realtà, quel valore è stato iscritto a riserva di patrimonio. Una soluzione contabile che preserva la società dal rischio derivante dalla possibilità di accumulare perdite nella fase di start up della propria attività, come spesso avviene in questi casi. Proprio quella riserva da conferimento, infatti, può essere utilizzato come paracadute per coprire le perdite. 

Ovviamente, il valore della partecipazione in Stadium - come nel caso del ramo sportivo - sarà probabilmente attribuito dai curatori tenendo conto di quello che il mercato è disposto a riconoscere per un bene "nello stato di fatto e di diritto in cui si trova". Allo stesso tempo, però, acquisire il ramo sportivo o l'impresa Ternana con in pancia l'opportunità di poter costruire stadio, gallerie commerciali, parcheggi, nonché di poter arbitrare il naming rights, e di poter gestire o vendere la clinica (con relativa plusvalenza) può essere un grande fattore di appeal verso investitori, imprenditori e fondi di investimento interessati a queste infrastrutture, rendendo meno oneroso l'accollo del debito sportivo. 

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Federico Zacaglioni
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