24 Mar, 2026 - 14:30

Tfr e previdenza complementare, la svolta della Legge di Bilancio 2026: oltre 400 commercialisti a Terni per fare chiarezza

Tfr e previdenza complementare, la svolta della Legge di Bilancio 2026: oltre 400 commercialisti a Terni per fare chiarezza

Non è stata una semplice sala conferenze piena, ma un’aula virtuale che ha sforato ogni previsione di capienza. Oltre 400 partecipanti, suddivisi tra presenze fisiche nella sede dell’Ordine e collegamenti in streaming, hanno gremito il convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Odcec) di Terni. Il tema, di scottante attualità, era il nuovo volto della previdenza complementare e del Trattamento di Fine Rapporto dopo la manovra finanziaria del 2026.

Sullo sfondo, una riforma che non si limita a ritoccare aliquote, ma che ridisegna gli obblighi di conferimento del Tfr al Fondo Tesoreria Inps, rafforzando al contempo gli incentivi fiscali per chi sceglie la previdenza integrativa. Per imprese e lavoratori, si tratta di un cambio di passo che impatta direttamente sulla pianificazione finanziaria, imponendo scelte strategiche da valutare con il supporto di professionisti aggiornati.

A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Odcec ternano, Stefano Stellati, che ha aperto i lavori tracciando il perimetro della sfida: “La specialità nell’ambito della consulenza del lavoro è un patrimonio strategico per la categoria forte dell’operato di 30.000 commercialisti”. Un messaggio chiaro, quello del presidente, che ha posto l’accento sulla necessità di alzare l’asticella della preparazione tecnica per non farsi trovare impreparati di fronte a un impianto normativo in evoluzione. Per Stefano Stellati, la formazione continua rappresenta oggi lo strumento principe per accompagnare le aziende del territorio in questa fase di transizione normativa, trasformando l’incertezza in opportunità di crescita.

Il nuovo perimetro del Tfr e il ruolo chiave della collaborazione con Inps

Il pomeriggio di lavori, moderato dalla dottoressa Rita Amati (con delega all’area lavoro dell’Odcec di Terni), si è trasformato in un vero e proprio cantiere tecnico. Il focus principale è stato il “cambiamento significativo” introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, che modifica i meccanismi di destinazione del Tfr. Accanto al presidente Stellati, sono intervenuti nomi di spicco del panorama nazionale e locale: la consigliera nazionale del CNDCEC con delega al Lavoro, Marina Andreatta, e la direttrice del comitato scientifico del Gruppo Area Lavoro, Luisella Fontanella, hanno fornito il quadro interpretativo nazionale.

Ma il momento di maggiore concretezza è arrivato dal confronto diretto con gli enti previdenziali. La presenza della direttrice dell’Inps di TerniRoberta Cuccagna, e del dottor Lorenzo Rossi per la direzione di Perugia, ha aperto un’interlocuzione operativa fondamentale. L’obiettivo dichiarato è stato quello di costruire una cooperazione fattiva per governare il passaggio normativo, riducendo al minimo l’incertezza applicativa e i rischi di contenzioso per gli studi professionali e le imprese.

A completare il quadro tecnico, interventi mirati del dottor Francesco Angeli (Odcec di Terni) sul tema delicato del Tfr nelle procedure concorsuali, della dottoressa Mariacarla D’amico (Odcec di Roma) e dell’avvocato Alessandro Bugli, esperto di previdenza complementare. Un parterre di relatori che ha saputo coniugare la teoria con le casistiche pratiche, rispondendo ai quesiti che già stanno emergendo negli studi professionali.

Le novità della Legge di Bilancio 2026: flussi al Tesoreria e leva fiscale

Tra i temi al centro del dibattito sono emerse con chiarezza le principali innovazioni della manovra. Da un lato, l’obbligo di conferimento del Tfr maturando al Fondo Tesoreria Inps viene ridefinito per un numero più ampio di lavoratori, con tempistiche e modalità che impongono una gestione amministrativa più stringente per gli studi professionali. Dall’altro, il legislatore ha rafforzato il pacchetto di incentivi fiscali a favore della previdenza complementare: deduzioni IRPEF potenziate per i versamenti volontari e un trattamento agevolato per le somme trasferite dai fondi di categoria verso forme pensionistiche integrative. Una combinazione - hanno spiegato i relatori - che trasforma la scelta sulla destinazione del Tfr da adempimento burocratico a leva strategica di pianificazione finanziaria per il lavoratore, con impatti diretti anche sulla fiscalità d’impresa.

Un’adesione da record che segna la strada per il futuro

Il dato dei 400 partecipanti, che ha superato le più rosee aspettative, non è stato per gli organizzatori un semplice numero, ma un termometro sociale. “La partecipazione a questo incontro - ha concluso il presidente Stellati - è testimonianza dell’attualità del tema scelto e dell’esigenza formativa nel territorio. Il nostro ordine crede nella formazione e nella sinergia di eventi del genere per aiutare la categoria dei professionisti, degli imprenditori e per l’economia del territorio”.

L’evento, organizzato in sinergia con il gruppo area lavoro dell’Ordine, ha così confermato il ruolo di hub di competenza che l’Odcec di Terni riveste nel panorama umbro. In un momento in cui la macchina della burocrazia accelera, la capacità di fare rete tra professionisti, istituzioni (come l’Inps) e organi nazionali (come il Consiglio Nazionale) si rivela l’unica strada per trasformare una complessità normativa in un valore aggiunto per il tessuto economico locale.

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Federico Zacaglioni
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