08 Jan, 2026 - 17:40

Terni, viale Trento sotto esame dopo l’incidente mortale: no ad autovelox, via libera agli "occhi di gatto"

Terni, viale Trento sotto esame dopo l’incidente mortale: no ad autovelox, via libera agli "occhi di gatto"

Quasi settecento incidenti in tre anni, un investimento mortale a dicembre e una strada - viale Trento - diventata il simbolo di una fragilità urbana che non è più solo statistica, ma esperienza quotidiana. Stamattina la Prima commissione consiliare permanente del Comune di Terni è passata dalle parole ai fatti: dopo un confronto in sala consiliare, consiglieri, tecnici e rappresentanti della Polizia Locale si sono trasferiti sul posto per un sopralluogo concreto. La convocazione, voluta dal consigliere Francesco Maria Ferranti, ha messo nero su bianco la necessità di affrontare le “gravi conseguenze” della viabilità sull’arteria. Al centro del dibattito, l’alta velocità e tre proposte di intervento - fra cui gli “occhi di gatto” - per tentare di tradurre un elenco di numeri in un cambiamento reale.

Un mandato preciso agli uffici: prima di tutto la segnaletica orizzontale

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Il clima in commissione, presieduta da Andrea Sterlini, è stato pragmatico. Alla presenza del direttore del Territorio Federico Nannurelli, del funzionario dell’ufficio viabilità e del comandante della Polizia Locale Giocanda Sassi (rappresentata in sopralluogo dalla tenente Manuela Schibeci), si è discusso di soluzioni attuabili in tempi brevi. La richiesta di Ferranti, partita dopo i gravi fatti di dicembre, ha trovato una prima risposta operativa.

Abbiamo dato mandato agli uffici della viabilità e della polizia locale di studiare misure da mettere in atto”, ha spiegato Francesco Maria Ferranti al termine dell’incontro. “Quella risultata più fattibile è trasformare la segnaletica orizzontale in una segnaletica più visibile, quella catarinfrangente, visibile anche in condizioni meteo non ottimali e soprattutto di notte”. Un intervento che punta a risolvere un punto critico emerso più volte: la percezione degli attraversamenti pedonali nelle ore buie. Sull’illuminazione, i tecnici comunali hanno garantito che è adeguata, ma non è escluso un futuro potenziamento. La commissione ha quindi formalmente indirizzato gli uffici a migliorare con urgenza la segnaletica orizzontale in prossimità delle strisce pedonali, per aumentare la sicurezza di chi attraversa a piedi.

Il nodo della velocità: dissuasori sì, autovelox no. “Non per vessare i cittadini”

Se la segnaletica riflettente è la misura immediata, il cuore del problema - l’eccesso di velocità - richiede una strategia più articolata. In commissione è stata valutata l’ipotesi di installare dissuasori sulla carreggiata per moderare naturalmente l’andatura dei veicoli. Sul tavolo, tra le tre proposte tecniche, sono comparsi anche i cosiddetti “occhi di gatto”, dispositivi retroriflettenti da inserire sull’asfalto per delimitare il tracciato. Strumenti utili, ma considerati non risolutivi se abbinati a una guida irresponsabile.

La discussione si è però infiammata sul tema degli autovelox fissiFrancesco Maria Ferranti ha espresso una posizione netta, contraria a qualsiasi aumento sul territorio comunale. “Gli autovelox a Terni assolutamente non debbono essere aumentati perché il rischio è di vessare i cittadini”, ha dichiarato, aggiungendo un argomento tecnico-giuridico di peso: “Poi c’è anche il problema emerso negli ultimi mesi inerente le omologazioni degli stessi autovelox, visti i numerosi ricorsi che hanno avuto esiti positivi”. La linea preferita, quindi, rimane quella dei controlli tradizionali ma mirati, effettuati dalla Polizia Municipale con apparecchi portatili.

In città circa 700 sinistri l'anno, per viale Trento numeri non anomali per un'arteria di scorrimento

I numeri presentati in commissione, tuttavia, offrono uno spaccato più complesso. Viale Trento, nonostante la percezione di pericolosità, negli ultimi tre anni ha registrato una media di 4-6 incidenti annui, in linea con il suo status di arteria ad alta percorrenza ma non anomala nel contesto cittadino, dove si contano circa 700 sinistri l’anno. L’incidente mortale dello scorso dicembre è stato il primo nel viale dopo 3-4 anni. “I dati statistici non evidenziano una particolare preoccupazione”, ha ammesso lo stesso Ferranti, “però in tutte le vie ad alta percorrenza come viale Trento è necessario intervenire per la sicurezza dei pedoni”.

Il sopralluogo di oggi segna quindi un primo passo, dettato più dall’urgenza politica e sociale dopo la tragedia di dicembre che da un’emergenza numerica. La sfida per l’amministrazione sarà tradurre quel mandato in cantieri rapidi, dimostrando che la sicurezza stradale, a partire dalla visibilità di una striscia pedonale di notte, può essere una priorità concreta e non solo un dibattito in commissione.

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Federico Zacaglioni
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