19 Jan, 2026 - 16:00

Terni, Bandecchi: "Servono 20 milioni per i cassonetti smart". Il nodo contratti e il rebus dei fondi

Terni, Bandecchi: "Servono 20 milioni per i cassonetti smart". Il nodo contratti e il rebus dei fondi

Ventì milioni di euro. È questa la cifra, non semplice da reperire, che si para come un ostacolo sulla strada della modernizzazione della raccolta dei rifiuti a Terni. L’obiettivo è passare dal sistema “porta a porta” a uno basato su cassonetti intelligenti ad alta tecnologia, ma il progetto è in stallo. A svelare il nodo economico e a dipanare la matassa di problematiche che tiene in stallo’amministrazione, durante un’interrogazione in Consiglio comunale, è stato il sindaco Stefano Bandecchi, chiamato a rispondere dal capogruppo del PD Pierluigi Spinelli.

Tra contratti in essere di lunga durata, vincoli imposti dalla multiutility Asm e la necessità di non pesare sulle casse del Comune, la partita si gioca su un crinale delicato.

La richiesta di chiarimenti era partita dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, con un’interrogazione dettagliata che metteva il dito nelle piaghe del servizio. Spinelli, in Aula, aveva sollevato dubbi concreti sullo stato di attuazione delle “dichiarazioni d’intenti” dell’amministrazione, evidenziando come le promesse di una rapida rivoluzione del sistema si fossero scontrate con la realtà: l’eco-isola di piazza Ridolfi, più volte citata come apripista, risulta inaugurata ma non operativa, e nessun cronoprogramma ufficiale è stato reso pubblico. La domanda cruciale era come conciliare gli annunci con il contratto in vigore con Asm fino al 2029.

Il doppio vincolo: i contratti in essere e l’ombra dell’Asm

È stato proprio questo stimolo a innescare la risposta del sindaco, che ha fotografato una situazione complessa. La volontà di cambiare rotta dopo anni di servizio “porta a porta” c’è, ed è forte.

Noi stiamo lavorando da due anni e mezzo per il cambiamento della raccolta dei rifiuti”, ha esordito Bandecchi. Ma la strada è irta di ostacoli, a cominciare dal quadro economico. L’Asm, la società a maggioranza pubblica che gestisce il servizio, ha presentato dei conti chiari: “Ci ha detto che servono 20 milioni per il cambio da raccolta differenziata casa per casa all'acquisizione di... bidoni di vario tipo per poter metterli in tutta la città”, ha spiegato il primo cittadino. Una somma ingente, soprattutto in un momento di stringente cautela finanziaria. “I venti milioni sinceramente in questo momento non ci appaiono idonei”, ha ammesso, lasciando intendere che si stanno valutando “situazioni alternative”.

Bandecchi ha quindi messo in luce un doppio vincolo che imbriglia qualsiasi ipotesi di cambiamento repentino. Da un lato, ci sono contratti di servizio già attivi con cooperative sociali per la raccolta porta a porta, stipulati per altri nove anni.Per cancellare quelli che ormai restano... dobbiamo pagare il contratto”, ha sottolineato, specificando che si tratta di “impegni presi con delle società esterne”. Una penale che graverebbe ulteriormente sul bilancio.

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Le dinamiche di governance dell'ASM: "Non siamo padroni in casa nostra"

Dall’altro lato, e qui il sindaco ha aperto uno squarcio significativo sulle dinamiche di governance, pesa la struttura dell’Asm. Il Comune ne è azionista di maggioranza relativa (55%), ma non ha il controllo, avendo ceduto il 45% ad Acea e sottoscritto, con la passata amministrazione Latini, dei patti parasociali che consegnano il governo dell'azienda alla multiutility romana.

Una scelta del passato che oggi si traduce in un limite operativo concreto. “Ricordo che noi oggi nei patti parasociali non abbiamo la possibilità di incidere più di tanto, dobbiamo chiedere il permesso in casa nostra”, ha affermato Bandecchi con una punta di amarezza, evidenziando come i patti parasociali vincolino l’azione dell’ente proprietario di maggioranza. “Perché nonostante il 55% non comandiamo?”, si è chiesto retoricamente, delineando il paradosso di un Comune che, pur essendo il principale socio, non può decidere in autonomia sulla propria azienda di servizi.

Una transizione possibile solo con le finanze in sicurezza

Nonostante le difficoltà, il sindaco non ha chiuso la porta a un futuro mutuo per finanziare l’operazione, ma solo a patto di non compromettere la salute dei conti pubblici. Con un orgoglio legato al risultato di aver ridotto il debito del Comune di circa 10 milioni di euro in trenta mesiBandecchi ha evidenziato una linea di condotta prudente: “Potrei anche impegnarmi a fare un nuovo mutuo... ma io sono cauto perché dobbiamo arrivare in una situazione di sicurezza”. L’orizzonte temporale è quello del suo mandato: “Se nei miei prossimi due anni e mezzo si creeranno le basi economiche per poter fare un nuovo mutuo, il cambio potrà venire anche in mezza giornata”.

Spinelli: “Parzialmente soddisfatto, servono mediazioni e risposte ai cittadini”

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, barba e cappotto

La replica del capogruppo DEM Pierluigi Spinelli, promotore dell’interrogazione, è stata di parziale soddisfazione. “Magari potremmo portare anche... delle criticità dei rapporti e della raccolta differenziata”, ha osservato, riconoscendo comunque che il sistema porta a porta “a Terni ha rappresentato un momento di crescita” nel panorama regionale. La sua posizione non è di rottura totale col passato, ma di ricerca di una soluzione intermedia: “Forse, più che pensare ad una totale rivoluzione del sistema di raccolta, si può decidere insieme... una forma di mediazione tra una rivoluzione e una sistemazione degli accordi”. L’obiettivo finale, per Spinelli, rimane dare “risposte concrete ai cittadini”, che da tempo lamentano disagi e inefficienze.

La partita, dunque, è ancora tutta da giocare. L’interrogazione del PD ha costretto a portare in chiaro la posta in gioco: 20 milioni, contratti decennali da gestire e un rapporto da ridefinire con una società partecipata che, nonostante la maggioranza pubblica, non è pienamente controllabile dal Comune a causa di patti parasociali. La sfida ora è trovare la quadratura del cerchio tra esigenze di modernizzazione, sostenibilità economica e rispetto degli impegni presi, senza perdere di vista le lamentele di una cittadinanza che chiede un servizio efficiente. Il cambiamento è nell’aria, ma i tempi non sono ancora scritti.

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Federico Zacaglioni
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