Terni si riscopre improvvisamente divisa sul terreno della memoria storica, ma la polemica sollevata nelle ultime ore rischia di rivelarsi un clamoroso autogol politico per chi l'ha innescata. Al centro della contesa c'è il “Percorso del Ricordo”, un progetto organico approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Terni su proposta del capogruppo di Fratelli d'Italia, Roberto Pastura.
A fare chiarezza e a respingere al mittente le critiche dell'ANPI Terni e dell'ex consigliere comunale Alessandro Gentiletti è Alessio Pagliaricci, referente locale dell'Associazione 10 Febbraio e promotore dell'iniziativa. Secondo l'esponente del comitato, i detrattori avrebbero totalmente sbagliato bersaglio, travolti da "una sorta di ossessione ideologica nei confronti della figura di Norma Cossetto", senza accorgersi che l'omaggio in questione ha una genesi e una finalità del tutto differenti.
La polemica sollevata dall’associazione dei partigiani ruotava attorno alla imminente installazione di una panchina tricolore, erroneamente associata alla studentessa istriana martire delle foibe. Tuttavia, la realtà dei fatti descritta nel testo dell'atto istituzionale smantella l'intera impalcatura delle contestazioni: il simbolo con i colori della bandiera nazionale non recherà affatto il nome della giovane uccisa dai partigiani titini.

“Come referente del comitato 10 febbraio e sostenitore dell'iniziativa devo correggere il fatto che la panchina tricolore non porterà il nome di Norma Cossetto, bensì di Sergio Endrigo”, precisa con fermezza Alessio Pagliaricci. L'indimenticato artista, grande cantante italiano di origine dalmata, possiede infatti un legame profondo, intimo e storico con la città dell'acciaio. Esule dalla sua terra natale a seguito dei tragici stravolgimenti del confine orientale, soggiornò a Terni per qualche tempo e proprio qui incontrò l'amore della sua vita, legando indissolubilmente il suo nome al territorio umbro, nel cui cimitero comunale di Terni oggi riposa.
Si tratta di un'iniziativa culturale di ampio respiro che ha già ricevuto il pieno e formale benestare della famiglia dell'artista: “Io mi sono già a suo tempo rapportato con la figlia di Endrigo che vive a Roma e che ha apprezzato l'iniziativa”, rivela il referente dell’Associazione 10 Febbraio.
Per quanto riguarda la figura di Norma Cossetto, la sua memoria non è affatto passata in secondo piano, ma segue semplicemente un iter amministrativo e urbanistico distinto e già tracciato da tempo. L'esponente del comitato ricorda infatti che, in seguito a un atto di indirizzo della I commissione votato durante la precedente giunta Latini nel dicembre 2022, la città è in attesa dell'individuazione tecnica di uno spazio pubblico idoneo, specificamente un giardino o un'area verde, da intitolarle ufficialmente.
Il progetto del “Percorso del Ricordo” non si esaurisce in un singolo e isolato gesto simbolico, ma si sviluppa programmaticamente lungo tre direttrici ben distinte e coordinate, pensate per dare stabilità e dignità istituzionale alla memoria storica cittadina. Alessio Pagliaricci chiarisce nei dettagli la struttura del piano approvato dall'aula di Palazzo Spada: “Sono diciamo tre azioni, la panchina tricolore, lo spazio pubblico a Norma e lo scaffale del ricordo presso la Bct”.
Il vero fulcro dell'intera operazione culturale e identitaria risiede nella precisa volontà di onorare e tramandare alle nuove generazioni la storia di quelle famiglie di esuli giuliano-dalmati che la comunità ternana accolse con generosità nel secondo dopoguerra.
Una pagina drammatica della nostra storia nazionale che si è consumata fisicamente anche tra le strade della città umbra: i nuclei familiari degli esuli trovarono infatti ospitalità in via Montelibretti, all'interno delle case popolari situate proprio di fronte all'ufficio postale.
“Sono questi gli elementi che per me sarebbero importanti da segnalare, perché si parla solo di Norma Cossetto mentre il fulcro dell'iniziativa è quello di ricordare gli esuli che anche a Terni hanno trovato l'ospitalità, tra cui Sergio Endrigo che qui trovò l'amore della sua vita”, rimarca il promotore dell'iniziativa, evidenziando come le contestazioni dell'ANPI e di Alessandro Gentiletti siano ritenute dall'associazione totalmente fuori tema. Secondo l'esponente del comitato, i critici “sono ossessionati dalla figura di Norma Cossetto ma non vogliono guardare oltre i fatti dell'occupazione italiana nelle terre del confine orientale”.
L'atto di indirizzo approvato impegna ora ufficialmente il Sindaco e la Giunta comunale a procedere speditamente su tutti i fronti deliberati: oltre alla ricognizione rapida sullo stato dell'iter per l'intitolazione dello spazio pubblico a Norma Cossetto, l'esecutivo dovrà avviare il progetto della “Panchina del Ricordo” con una targhetta dedicata al Giorno del Ricordo e a Sergio Endrigo. Contestualmente, verrà coinvolta la Biblioteca Comunale (BCT) per la realizzazione dello “Scaffale del Ricordo”, un nucleo documentale permanente con libri e materiali sull'esodo giuliano-dalmata e sulle foibe.