L'Articolo 16 comma 7 delle NOIF, le norme organizzative interne che regolano il funzionamento della FIGC, parla chiaro. "Il Presidente Federale delibera la revoca della affiliazione di una società alla F.I.G.C. in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile".
E' esattamente quello che sta accadendo alla Ternana e che è già accaduto in questa stagione al Rimini, che ha attivato l'iter per gravi perdite e mancanza delle risorse di sussistenza. Mercoledì 26 novembre la società ha depositato la richiesta al Tribunale di Rimini, che l'ha approvata in meno di 48 ore. La FIGC ha revocato l'affiliazione il 27-28 novembre, citando gli articoli 16 e 110 delle NOIF, escludendo il club dal girone B di Serie C dove era ultimo a -5 punti (-16 penalizzazioni). Tutti i contratti dei giocatori sono decaduti, i risultati delle partite sono stati annullati e la squadra non ha giocato più.
Questo è il destino che potrebbe attendere nelle prossime ore la Ternana se l'assemblea dei soci darà seguito a quanto sarebbe stato deciso ieri sera. Già, perché ancora uno spiraglio potrebbe restare aperto. L'ormai ex amministratore unico Fabio Forti ha annunciato ieri sera che era stato nominato un liquidatore, ma che la Ternana non era ancora tecnicamente fallita. Non lo sarà fino al pronunciamento del Tribunale.
Nella notte ci sono sati contatti riservati e informali tra la Lega di serie C, presieduta da Matteo Marani, la Federcalcio e i suoi dirigenti, con ancora Gabriele Gravina in sella, per verificare gli spazi di manovra in campo alla proprietà dei Rizzo per cercare di modificare questo iter e non falsare il campionato a due giornate dalla fine. Viceversa, la classifica sarebbe riscritta subito, influenzando playoff e playout, con i 3 punti tolti a chi ha battuto la Ternana e un punto in meno a chi ha pareggiato contro le Fere. L'assemblea dei soci è sovrana e potrebbe modificare la propria decisione anche a bocce ferme.
In caso di liquidazione giudiziale, infatti, la dichiarazione di fallimento non ci sarebbe prima di dieci giorni almeno. E a quel punto il campionato si potrebbe concludere regolarmente e senza dover stravolgere la classifica. Ci sarebbe inoltre uno spiraglio - seppure strettissimo - per un tentativo di salvataggio in extremis del club. Lo avevamo spiegato lo scorso 10 aprile con questo articolo: se il Tribunale dovesse autorizzare l'esercizio provvisorio, il curatore gestirebbe la società per portarla alla fine del campionato. In questo caso, gli effetti della revoca dell'affiliazione verrebbero sospesi e decorrerebbero dalla scadenza fissata per l'iscrizione al campionato successivo. I contratti proseguirebbero, gli stipendi maturati in questa fase verrebbero pagati in prededuzione e la squadra potrebbe giocare sia le ultime giornate sia gli eventuali play-off. Infine, ci sarebbe una speranza (flebile, anzi quasi inesistente) per mantenere la Ternana nei professionisti. Quella dell'acquisizione del titolo sportivo tramite asta pubblica. Il curatore fallimentare potrebbe infatti redigere un bando di vendita del ramo d'azienda sportivo. Ma questa è un'altra storia.