La liquidazione volontaria e ordinaria della Ternana è ormai a un passo. Alle 19 l'amministratore unico della Ternana Fabio Forti si è dimesso davanti all'assemblea dei soci, convocata di sua iniziativa per esaminare la sussistenza della continuità aziendale e chiedere all'azionista Flacla Srl della famiglia Rizzo la ricapitalizzazione. Una decisione assunta dopo che i proprietari della Ternana avrebbero comunicato di non voler iniettare capitale per continuare la stagione, come avevano peraltro annunciato negli ultimi comunicati inviati per rispondere agli attacchi frontali del sindaco Bandecchi e per cercare di scaricare su di lui la responsabilità di quello che potrebbe diventare il fallimento più cocente della storia della Ternana.
Contestualmente i soci hanno nominato un liquidatore, che dovrà condurre la procedura ordinaria. In pratica, la società decide di sciogliersi e liquidare attivi e passività secondo autonomia dei soci. A tale fine è stato nominato, appunto, un liquidatore - che dovrebbe essere il dottor Fabio Lacalamita -, scelto dall’assemblea, sotto controllo dei soci e con un bilancio finale di liquidazione da depositare al Registro delle imprese. Questo consentirebbe di evitare per ora l'intervento del Tribunale fallimentare, allungando forse di qualche giorno i tempi della procedura e, forse, cercare una soluzione oltre i tempi supplementari. Quella ad esempio di una possibile cessione della società in zona Cesarini.
La prospettiva, senza soldi in cassa e con la situazione ormai compromessa, sarebbe quella di un ricorso al Tribunale fallimentare da parte del liquidatore e non dell'ex amministratore unico, entro pochi giorni dalla registrazione della delibera assemleare. Staremo a vedere.
C'è bisogno di fare i conti, però, col possibile intervento del presidente federale di revoca della matricola di affiliazione, come avvenuto per il Rimini quest'anno, proprio nel girone della Ternana.
Fabio Forti, uscendo dall'assemblea ha affermato che spetterà al liquidatore analizzare la situazione di dissesto e verificare se esistono le condizioni per rifondere i creditori o continuare l'attività fino alla fine del progetto aziendale. Ma a Rimini, dove è stata scelta la stessa strada intrapresa dalla Ternana, l'intervento del Presidente della FIGC è stato diretto.
I fatti di giornata, che si sono affastellati in una continua rincorsa al colpo di scena finale, passano quasi tutti in secondo piano e saranno oggetto di approfondimenti e analisi. Non solo economico-finanziarie o sportive, ma anche politiche e amministrative. Per questo però ci sarà tempo. Quello che è certo è che la lunga giornata, apertasi col disvelamento della manifestazione di interesse di Carlo Pantalloni, attraverso la sua CP Invest Srl, ha preso via via una piega sempre più drammatica fino alla resa dei conti finale, con la bandiera bianca alzata sull'altare dei conti non più sostenibili.
All'imprenditore narnese, che ha affermato di essere stato accusato di essere una testa di legno di Bandecchi, i Rizzo avrebbero chiesto 6 milioni di euro per poter uscire dalla Ternana, una ricapitalizzazione immediata di circa 4,5 milioni e l'accollo di tutti i debiti della società, per una cifra che arriva circa a 30 milioni di euro. Un prezzo che era stato anticipato all'Agenzia AGI, diventata una sorta di anticipatore della posizione della famiglia romana e delle sue strategie, in un take del tardo pomeriggio.
Dopo la notizia che avevamo dato in mattinata della presentazione della proposta di acquisizione da parte di Pantalloni, nel pomeriggio sono andati in scena una serie di vertici a Palazzo Spada. Che hanno visto impegnati l'assessore allo sport Paolo Tagliavento, che aveva ricevuto la PEC per conoscenza, il direttore generaloe della Ternana Giuseppe Mangiarano, il sindaco Bandecchi e lo stesso titolare della società CP Invest. Che uscendo ha rilasciato la dichiarazione che abbiamo allegato all'articolo in video.
Poi è stata la volta di una delegazione di calciatori, che sono saliti a Palazzo Spada per incontrare i vertici del Comune, mentre Forti lasciava Palazzo Spada per partecipare all'assemblea dei soci. A salire le scale del Comune sono stati capitan Capuano, Martella, Proietti, Pettinari. Praticamente gli stessi calciatori che avevano partecipato alla trasferta romana per incontrare Gianluigi Rizzo e la sua famiglia.
Mentre Fabio Forti scendeva le scale dello studio del notaio Cirilli per incontrare i cronisti, Carlo Pantalloni diffondeva un comunicato per spiegare le ragioni di quella che si annuncia una possibile acquisizione già sfumata.
"A seguito della manifestazione di interesse presentata nella mattinata odierna per una possibile acquisizione della Ternana Calcio - afferma la nota -, nel pomeriggio ho avuto un primo incontro conoscitivo con il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che non avevo mai incontrato in precedenza. All’incontro hanno partecipato anche il vice sindaco e assessore allo sport Paolo Tagliavento e il direttore generale della Ternana, Giuseppe Mangiarano.
Nel corso del cordiale confronto mi sono state rappresentate le cifre relative alla situazione debitoria della società, nonché la richiesta avanzata dalla famiglia Rizzo, pari a una buonuscita di sei milioni di euro. Unitamente al mio consulente, avvocato Niccolò Bicchi, sto procedendo a un’attenta e scrupolosa analisi di tutti gli elementi emersi. Sarà mia cura informare tempestivamente i tifosi rossoverdi e l’opinione pubblica circa gli esiti delle valutazioni in corso".