Le indiscrezioni rilanciate oggi dall'AGI, l'agenzia di stampa controllata dall'ENI, squarciano il velo di incertezza che rendeva criptici i comunicati emessi nei giorni scorsi dall'avvocato ternano Manlio Morcella per conto della famiglia Rizzo, proprietaria della Ternana.
Un groviglio di finanziamenti, sponsorizzazioni mai versate e fatture dalla dubbia destinazione avvolgerebbe la Ternana Calcio. Mentre gli investigatori, coordinati dalla Procura di Roma, setacciano i conti delle gestioni precedenti a quella dell’attuale proprietà che fa capo alla famiglia Rizzo, a rompere il silenzio è l’ex presidente, oggi sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. Con una metafora calcistica tagliente, lancia un monito alla famiglia proprietaria, che sta tentennando anche a causa del ricorso regionale sul progetto Stadio-Clinica: “Non è che uno può dire: me ne vado e porto via il pallone”.

Le luci degli inquirenti si sarebbero accese sulla Ternana seguendo un filo inatteso, che da Terni conduce a Roma e al mondo del cinema. Le indagini, coordinate dai pm capitolini, partirebbero infatti dall’inchiesta sui finanziamenti pubblici e privati al settore cinematografico, un’indagine balzata alle cronache in seguito al duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda (mamma e figlia trucidate da un americano).
È in questo complesso contesto che gli investigatori stanno vagliando l’ipotesi che alcuni di quei fondi, destinati ufficialmente alla produzione di film, possano essere stati dirottati verso altre finalità. Ed è da qui che la lente d’ingrandimento si è spostata su alcune operazioni legate al club umbro, in particolare durante l’era di Nicola Guida, fondatore dell’azienda farmaceutica Pharmaguida e precedente proprietario della squadra, poi ceduta a settembre 2024 ai D'Alessandro.
Tra i capitoli al centro degli accertamenti ci sarebbero le sponsorizzazioni. Secondo quanto emerso, sotto esame sono finiti diversi migliaia di euro per pubblicità sulla maglia della Ternana, contabilizzate dalla società Crick Crock ma, stando alle ricostruzioni, mai materialmente versate alle casse del club. All’epoca di queste operazioni, alla guida della Crick Crock c’era Antonio Scaramuzzino, ex DG della Ternana.
A questo quadro già intricato, si aggiunge un altro tassello: una fattura da 25 mila euro, emessa il 27 settembre 2023 dalla Societas Sirius, sempre riconducibile a Scaramuzzino (poi sostituito da Diego Foresti), nei confronti della Ternana. La voce, sulla carta, era “attività di consulenza per ricerca sponsor”.
Un intricato giro di denaro che gli inquirenti stanno ora cercando di dipanare. Sotto i riflettori ci sarebbero, secondo l'AGI, i rapporti tra Scaramuzzino e Alessandro Di Paolo. Del rapporto tra la Ternana e l'ex patron dell'Ostia Mare, oggi di proprietà di Daniele De Rossi, si era parlato molto in passato anche a Terni.

In un clima di crescente tensione, a scendere in campo è Stefano Bandecchi, sindaco di Terni ed ex presidente della Ternana. Le sue parole, rilasciate all'AGI, non ammettono toni soft. “Bisogna mantenere la calma e far lavorare gli inquirenti. Vedo troppo nervosismo e non ho capito bene quale sia il motivo in realtà”, esordisce, per poi lanciare un messaggio diretto alla famiglia Rizzo e alla sua volontà di disimpegnarsi dalla Ternana. "Non è che uno può dire: ‘me ne vado e porto via il pallone’, perché gli impegni vanno mantenuti e i Rizzo, il 16 dicembre, devono pagarmi 2 milioni di euro”.
Bandecchi torna a spiegare la connessione del paventato disimpegno dei Rizzo con la questione del progetto Stadio-Clinica. “Loro nell'ambito di questa operazione hanno voluto acquisire anche la clinica”, spiega, “e siccome la Ternana Women aveva già iniziato a pagare la costruzione dello stadio con 2 milioni di euro, se i Rizzo decidono di non fare lo stadio e la clinica il Comune di Terni dovrà fare causa alla Ternana per 70 milioni di euro”.
Secondo l’ex numero uno del club e attuale sindaco e presidente della Provincia di Terni, per i Rizzo si prospettano scenari difficili. “Hanno due strade davanti: o falliscono loro, perché non pagano, o pagano e ritirano dal campionato la società”. Parlando da imprenditore, Bandecchi mostra anche una certa freddezza nell’analisi delle fatture sospette su cui indagano i magistrati. “Chi sa fare il mio mestiere sa che esiste la possibilità di fare un decreto ingiuntivo (ovviamente a chi non ha versato i soldi delle sponsorizzazioni in passato, ndr) in situazioni di questo tipo. Io se avessi oggi la Ternana mi sentirei ricco”, afferma, suggerendo di poter agire legalmente per recuperare quanto non versato.
La sua conclusione è un invito alla freddezza, non alla resa: “Le indagini vadano avanti, ma non si perda la calma”.