Nel calcio si sa le parole le porta via il vento. Come anche le notizie, pure quelle più nere, dopo pochi minuti possono essere surclassate da nuovi sviluppi e da evoluzioni inattese. Così nel giorno in cui la Federcalcio, intorno alle 18, ha emesso il comunicato ufficiale conseguente alla delibera di revoca dell'affiliazione della Ternana da parte del presidente Gabriele Gravina, accelera l'operazione lanciata dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi per ripartire dalla Serie D. Notizia alla quale mancava solo l'ufficialità e che avevamo anticipato, con la fine dell'esercizio provvisorio, già due giorni fa.
Ieri le cronache web e i giornali locali marchigiani erano pieni di articoli, rimbalzati anche a Terni, relativi a un ritorno di fiamma di Franco Fedeli, ex presidente della Ternana tra il 1994 e il 1996, per la Sambenedettese. Ma dietro le quinte, invece, l'imprenditore romano proprietario della catena di supermercati Élite avrebbe avuto un primo contatto proprio con Bandecchi, che sta lavorando ad allargare la base societaria per il suo progetto di acquisizione dell'Orvietana e di fusione con la Ternana Futsal.
Franco Fedeli era stato protagonista 33 anni fa della rinascita della Ternana dopo il fallimento Gelfusa: fu lui, insieme ai ternani Sandro Allegretti, Carlo Trappetti e Sandro Barcaroli, a rifondare il club e ad ottenere un "ripescaggio" nell'allora Campionato Nazionale Dilettanti, impiegando due anni di tempo per risalire in C2 e lasciare poi a Gianni, Merlo, Ballerini e Messina la fase di rilancio.
Insomma, gli ingredienti per l'"Operazione Fenice" ci sono tutti. La Ternana che Bandecchi ha in mente di far risorgere dalle ceneri di quella appena "espulsa" dalla FIGC, potrebbe rimettersi in moto con la partecipazione di uno dei suoi "padri".

Il sindaco Bandecchi, nei giorni scorsi, aveva spiegato alla stampa ternana il suo disegno: un gruppo di imprenditori in grado di reggere un impegno di medio-lungo periodo, con le adeguate risorse economiche e con l'intenzione di coagularsi intorno alla sua figura e al suo progetto. Franco Fedeli, che pure si era fatto sentire nella fase in cui sembrava che si potesse realizzare una cordata per salvare la Ternana in C, non aveva fatto mistero di potersi impegnare per un paio di milioni all'anno in un'operazione di ricostruzione.
Il contatto con Bandecchi, secondo quanto trapela da chi in città ha ancora contatti con l'ex presidente del ritorno in C2, sarebbe stato positivo ma interlocutorio. Tanto da convincere tutte le parti a mantenere il più stretto riserbo e a non confermare lo scambio di messaggi. Ma non c'è solo Fedeli. Nel largo entourage bandecchiano, anche altri collaboratori stanno lavorando a trovare imprenditori appassionati di calcio e affezionati alla Ternana desiderosi di misurarsi con una nuova avventura. L'area geografica che comprende tutta l'Umbria e l'alto Lazio, fino all'intero territorio di Roma Capitale, potrebbe essere la culla di questo nuovo gruppo.

Intanto proseguono le operazioni per la definizione del passaggio di quote dell'Orvietana dall'imprenditore Roberto Biagioli al gruppo imprenditoriale di Stefano Bandecchi. Si lavora per mettere a punto un'operazione che il sindaco vorrebbe chiudere quanto prima, forse già prima della fine del mese, legali permettendo. Questo consentirebbe di avere tutto il tempo necessario per presentarsi all'interlocuzione con la FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti con una documentazione quanto più possibile completa della fusione e del trasferimento della squadra di D a Terni. L'operazione, infatti, va fatta in stretto raccordo con gli organismi federali e quelli della Lega presieduta da Giancarlo Abete che, tra l'altro, è in corsa per prendere il posto di Gravina, come antagonista di Giovanni Malagò.

Il comunicato della FIGC informa anche della decadenza dal tesseramento dei calciatori della Ternana Calcio S.r.l. Lo svincolo di tutti i tesserati della società sarà poi formalizzato nel portale telematico dei depositi contrattuali e dei tesseramenti. I calciatori rossoverdi diventeranno liberi di accasarsi altrove, senza alcun vincolo contrattuale con il club fallito. È una conseguenza diretta della procedura fallimentare che pone fine all'esperienza della Ternana nel calcio professionistico.
La procedura segue tempistiche precise stabilite dal tribunale fallimentare. Entro il 14 settembre scade il termine per l'ammissione al passivo fallimentare, data entro cui i creditori devono presentare le proprie istanze di insinuazione al passivo. Il 14 ottobre si terrà invece l'udienza di esame dello stato passivo, durante la quale il giudice delegato verificherà i crediti presentati.
Dalla procedura prenderà forma il comitato dei creditori, che raggrupperà i soggetti che devono ricevere ancora pagamenti dalla società secondo le categorie previste dalla legge fallimentare. Si formeranno le tre classi del ceto creditorio: i creditori privilegiati, che hanno garanzia su specifici beni; i creditori chirografari, che non dispongono di privilegi particolari; e i creditori subordinati, il cui credito verrà soddisfatto per ultimo. Questa classificazione determinerà l'ordine di priorità nel recupero dei crediti verso il patrimonio della società fallita.
Intanto prende forma il fronte del "no" al progetto di fusione tra Orvietana Calcio e Tip Power Futsal Ternana che potrebbe portare alla nascita di una nuova Ternana in Serie D. Nelle ultime ore è comparso un documento ufficiale con cui viene lanciata una raccolta firme per chiedere agli organi competenti di respingere l'ipotesi di accorpamento tra le due realtà sportive. Si tratta di obiezioni che ricalcano, in sostanza, quelle contenute nelle interrogazioni dei parlamentari del PD Verini e Ascani.
Il comitato civico ha inviato la richiesta a FIGC, Lega Nazionale Dilettanti, Dipartimento Interregionale, CONI, Ministero dello Sport, Ministero dell'Interno, Prefettura di Terni e, per conoscenza, ai Comuni di Orvieto e Terni oltre che alla Regione Umbria. Nel documento si sottolinea come l'iniziativa non sia "contro Terni o contro i tifosi rossoverdi", ma venga presentata come una difesa dell'identità storica e territoriale dell'Orvietana Calcio. Al momento della diffusione del comunicato non risultano ancora noti i nomi dei componenti del comitato promotore.
Tra i punti centrali del documento emerge la volontà di preservare l'autonomia sportiva dell'Orvietana, definita come patrimonio sociale e identitario della città della Rupe. Secondo i promotori, Orvieto e Terni "non costituiscono un unico bacino urbano, sociale o sportivo" e sarebbero realtà profondamente differenti. La distanza geografica, culturale e sociale tra le due città impedirebbe di considerare la fusione come una semplice riorganizzazione interna dello stesso territorio sportivo.
La raccolta firme chiede ufficialmente agli organi federali di rigettare qualsiasi proposta di accorpamento e di sospendere eventuali iter autorizzativi fino a una verifica approfondita dell'impatto sul territorio. Tra le richieste figurano anche la tutela del nome, dei colori sociali, del settore giovanile e del radicamento storico dell'Orvietana Calcio, oltre alla massima trasparenza sui soggetti coinvolti e sul progetto sportivo collegato all'operazione.