La Ternana Calcio tira un sospiro di sollievo e può tornare a guardare al futuro con un po' più di serenità, almeno sul piano burocratico e gestionale. Al termine di una riunione decisiva in Prefettura, è arrivato il via libera alla disputa delle prossime gare interne allo stadio Liberati. La Commissione per l'Ordine e la Sicurezza pubblica ha dato il suo benestare dopo che la società rossoverde ha trovato un accordo transattivo con l'azienda che fornisce gli steward, definendo un piano di rientro per saldare i debiti pregressi. Una tregua - di cui avevamo parlato nei giorni scorsi quando era emersa la problematica con la convocazione della riunione da parte del Prefetto Orlando - che riapre le porte ai tifosi, ma che resta fragile e legata al rispetto degli impegni presi.
A uscire dall’incontro e a fare chiarezza sulla situazione è stato l’amministratore unico del club, Fabio Forti. Il dirigente ha confermato che la tensione delle ultime settimane è stata finalmente allentata grazie a un’intesa con i creditori. “È stato definito un accordo finanziario con le agenzie coinvolte - ha spiegato Forti ai cronisti -. Abbiamo messo a punto un piano di rientro che prevede pagamenti rateizzati. Questo ci permetterà di garantire la continuità aziendale e, soprattutto, di disputare le partite con i nostri tifosi sugli spalti”. L’intesa, di fatto, sblocca l’impasse che rischiava di far disputare le gare a porte chiuse, un danno sportivo e d’immagine enorme per l’ambiente ternano.
Il clima in Prefettura è stato teso ma costruttivo e la soluzione trovata rappresenta una boccata d’ossigeno. Il numero uno della società ha voluto anche spegnere sul nascere alcune voci insistenti che circolavano negli ambienti cittadini.
Oltre alla questione stewarding, nelle ultime ore si era diffuso un timore legato alla sede stessa del club. Alcune indiscrezioni parlavano di un possibile sfratto imminente per i locali della foresteria e della sede del club, ma Fabio Forti ha voluto essere categorico nel smentire: “Non c’è assolutamente alcuna ipotesi di sfratto. Sono voci del tutto infondate che vogliamo cancellare per non creare allarmismo inutile tra i tifosi e nell’ambiente”.
Con la sicurezza degli ingressi garantita e le voci sulla sede messe a tacere, l’obiettivo della dirigenza è ora quello di stabilizzare la posizione del club per l’intero campionato. “Lavoriamo per garantire un futuro di continuità aziendale - ha concluso Forti -, partendo dalla normalità di poter giocare in casa”.
Un vertice “perfetto” e improntato alla massima collaborazione. Con queste parole il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha commentato, al termine della riunione in Prefettura, l’incontro che sembrava poter mettere a rischio la disputa a porte aperte delle partite del campionato della Ternana al “Libero Liberati”. Sul tavolo, questioni economiche legate alla sicurezza e alla gestione dell’impianto, che avevano fatto temere la chiusura al pubblico delle gare interne. Invece, al netto di qualche “disguido” tecnico, la quadra sembra trovata: il confronto con il Questore è rinviato a martedì, ma l’ottimismo del primo cittadino lascia presagire che l’emergenza contingente possa essere definitivamente archiviata. Tuttavia, dietro l’angolo restano i nodi strutturali dell'esposizione debitoria del club rossoverde. Circa 14,4 milioni di euro che vengono dalle gestioni Guida e D'Alessandro e che si conoscono da quando proprio Bandecchi lanciò l'allarme in Provincia in estate. Non preoccupano, invece, i dai 150mila euro di lavori mai saldati per le videosorveglianza e i pagamenti previsti dalla convenzione ponte. Mentre c'è attesa per la vera maxi-sfida - come avevamo spiegato su Tag24 Umbria -, quella del progetto Stadio-Clinica, ora nelle mani del Tar.
L’allarme era scattato nei giorni scorsi a causa di alcune Pec che ipotizzavano criticità tali da rendere “difficile” la disputa delle partite . Al centro del contendere, la posizione della società che fornisce il servizio di stewarding, in credito nei confronti del club di viale Brin. Un nodo che si inserisce nel più ampio quadro della situazione finanziaria della Ternana Calcio, ereditata dalla nuova proprietà Rizzo. Poi c'è anche la posizione del Comune. L’ente, infatti, vanta un credito di 150mila euro per lavori di messa in sicurezza eseguiti sullo stadio ormai un anno e mezzo fa. Una pratica che aveva portato a un’ingiunzione formale da parte del dirigente comunale, sollevando un polverone mediatico.
“È una procedura normale a cui si è dato forse troppo risalto”, ha tagliato corto Bandecchi al termine dell’incontro, cercando di smorzare le polemiche. Il sindaco ha voluto chiarire un punto fondamentale, quasi fosse un messaggio diretto sia alla nuova proprietà che all’opinione pubblica: la priorità di Palazzo Spada non è l’immediato incasso. “Il Comune può essere anche l’ultimo pagato”, ha sottolineato il primo cittadino, specificando che l’ingiunzione del dirigente era un atto dovuto per non incorrere in danni erariali e per tutelare i cittadini. “A noi interessa come Comune che la Ternana abbia semplicemente la possibilità di giocare le partite. Non sono quei soldi che fanno la differenza”, ha aggiunto. "Il dirigente non poteva fare altrimenti. Probabilmente invierà anche altre lettere di diffida, come farebbe chiunque di voi di fronte al rischio di dover risarcire un danno erariale qualora ci fosse un pronunciamento della Corte dei conti perché si è favorito un privato, in questo caso la Ternana. Ma non c'è nessuna volta dell'ente di penalizzare il club". ha scandito, gettando acqua sul fuoco e spostando l’attenzione sul presente e sul futuro della squadra.
Bandecchi ha poi chiarito di aver ritenuto credibile quanto affermato dall’amministratore unico della Ternana, Fabio Forti, entrato in carica a dicembre, descrivendolo come “un professionista stimato che sta lavorando con serietà per riorganizzare i conti".