16 Jan, 2026 - 16:15

TARI e bollette alle stelle, Corridore (AP): “Incapacità della Regione, i cittadini pagano scelte sbagliate”

TARI e bollette alle stelle, Corridore (AP): “Incapacità della Regione, i cittadini pagano scelte sbagliate”

Un sistema al collasso e bollette che continuano a salire, nonostante l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata raggiunga livelli d’eccellenza. È la fotografia impietosa del ciclo dei rifiuti in Umbria, dove la Tassa sui rifiuti (Tari) viaggia a ritmi di crescita doppia rispetto alla media nazionale, scaricando sulle famiglie gli effetti di scelte politiche e gestionali giudicate miopi e anacronistiche. A lanciare l’allarme, con toni durissimi, è il vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, che punta il dito contro la Giunta regionale: “Gli Umbri e i Ternani pagano la mancanza di scelte. Pagano bollette gravose nonostante i cittadini facciano il loro dovere”.

Il dato di partenza, certificato e incontrovertibile, è quello del Rapporto 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Lo studio inchioda l’Umbria a un primato negativo: è la quinta regione più costosa d’Italia per il servizio di igiene urbana e, in assoluto, l’area più cara del Centro-Nord. Una famiglia tipo di tre persone, in un’abitazione di 100 metri quadrati, paga mediamente 391 euro l’anno. Mentre in Italia l’aumento medio si attesta al 3,3%, in Umbria la forbice si apre paurosamente, toccando un +5,1% sull’anno precedente (ne parliamo in un altro articolo). Numeri che danno sostanza all’amara battaglia di Corridore.

Le cause della stangata: il “meccanismo perverso” dei Piani Auri

Ma cosa spinge la tariffa umbra così in alto, in una regione dove la raccolta differenziata viaggia su una media regionale del 70% e a Terni sfiora l’80%? Secondo l’esponente di Alternativa Popolare e vicesindaco di Termi, la radice del male è nella gestione regionale del ciclo integrato dei rifiuti, ancora troppo legata a logiche superate. “Lo avevamo detto tre anni fa in campagna elettorale che occorreva chiudere con infrastrutture di nuova generazione il ciclo dei rifiuti e che le bollette sarebbero andate a crescere”, ricorda Corridore. “Purtroppo l’attuale amministrazione di sinistra ha un approccio ideologico e datato, incentrato ancora sul conferimento in discarica, prassi altamente inquinante e antieconomica”.

Un’accusa precisa, che si traduce in un meccanismo economico a senso unico. A pesare sui conti delle famiglie, spiega l’analisi, sono infatti i Piani Economici Finanziari (PEF) dell’Auri (l’Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche), che hanno scaricato in tariffa gli adeguamenti inflattivi, i rincari energetici e i conguagli degli anni passati. Una pratica che il vicesindaco definisce “perversa” e che avrebbe ripetutamente chiesto di interrompere, senza ascolto. Il risultato è che l’Umbria paga il prezzo di una mancata pianificazione industriale e di una transizione verso l’economia circolare ancora troppo lenta.

La richiesta alla Regione: “Basta propaganda, servono piani seri”

La polemica diventa così un j’accuse politico dall’esito molto concreto per il portafoglio degli umbri. Corridore non usa mezzi termini nel chiedere un cambio di passo all’esecutivo guidato da Stefania Proietti, e in particolare all’assessorato regionale all’Ambiente. “Chiediamo alla Regione dell’Umbria di abbandonare i toni e i contenuti della propaganda e di mettere mano a piani seri e credibili”, tuona. “Agli Umbri, ai Ternani non serve una demagogia miope e controproducente”.

Il nodo, dunque, non è la responsabilità dei cittadini, che anzi vengono indicati come virtuosi, ma l’incapacità della politica di dotare il territorio di impianti moderni di trattamento, recupero e smaltimento. Impianti che possano valorizzare il rifiuto differenziato, ridurre lo spreco e abbattere i costi di gestione. Senza questa svolta infrastrutturale, l’Umbria rischia di restare intrappolata in una dipendenza costosa dalla discarica, con bollette destinate a rimanere “alle stelle”. Una beffa per i cittadini, che vedono premiato il proprio impegno ambientale con un conto sempre più salato. La palla, ora, è nel campo della Regione.

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Federico Zacaglioni
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