Davanti alle porte del Tribunale, dove si trova insieme al suo avvocato Morlacchini per partecipare al processo per i fatti avvenuti in consiglio comunale nell'estate del 2023 - il teso diverbio con i consiglieri di Fratelli d'Italia Cecconi e Masselli che rischiò di degenerare in rissa -, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi sceglie di tracciare il perimetro del futuro sportivo della ripartenza della Ternana. Al centro delle sue dichiarazioni c'è la svolta impressa dalla FIGC, con la revoca dell'affiliazione della Ternana e le operazioni in corso per garantire alla città un nuovo corso dalla serie D, a cominciare dall'acquisizione dell'Orvietana da parte del suo gruppo imprenditoriale. Un'operazione per la quale il primo cittadino annuncia passaggi decisivi già nei prossimi giorni, con un cronoprogramma serrato che punta alla chiusura formale entro la prossima settimana.
L'orizzonte - come dicevamo - è la Serie D, con una ripartenza solida (insieme ad altri imprenditori, come abbiamo spiegato già ieri sera dopo il contatto con Franco Fedeli) per ricostruire il progetto calcistico. All'incalzare delle domande dei cronisti sullo stato dell'arte dell'operazione, Stefano Bandecchi non usa giri di parole: “Va avanti, va avanti. Abbiamo un appuntamento dal notaio. La prossima settimana dovremmo chiudere tutte le operazioni”. Un percorso che, secondo l'imprenditore-sindaco, segue una linea già tracciata. “Ma secondo voi come deve andare? - risponde a chi chiede se tutto stia procedendo secondo i piani - Terni avrà una squadra in serie D e ripartirà con un progetto importante”.

La complessa architettura che lega l'impianto sportivo alla sanità privata rimane uno dei nodi centrali. Lo Stadio Liberati è attualmente concesso in convenzione a Stadium, società veicolo oggi nelle mani dei curatori fallimentari che detengono le quote e gestiranno (da azionisti) il progetto stadio-clinica. Sul piano formale l'operazione è condotta dall'amministratore unico Giuseppe Mangiarano. Sul fronte amministrativo, il Comune di Terni e la stessa Stadium hanno completato l'iter di propria competenza nei confronti della Regione Umbria per l'ottenimento del nulla osta sanitario alla costruzione. Di recente, l'ente regionale ha richiesto un’integrazione documentale per sbloccare la pratica.
“La Regione, nei giorni scorsi, ci ha risposto che gli mancava un documento”, spiega il sindaco di Terni. “Abbiamo rinviato l'altro documento como supplemento di documentazione e integrazione della domanda di nulla osta al rilascio del permesso di costruire ai sensi del modello 1, 2023. Questo è avvenuto una settimana fa”. Un passaggio tecnico che ha comportato un'interruzione minima, quantificata in circa 46 ore complessive, all'interno del termine dei 45 giorni previsti per il rilascio del permesso di costruire. Il destino della società veicolo appare segnato: i curatori fallimentari metteranno sul mercato la partecipazione di Stadium, considerata a tutti gli effetti una risorsa strategica per la fallita Ternana Calcio.

Parallelamente all'aspetto strutturale, si gioca una partita finanziaria di rilievo davanti ai giudici fallimentari. Stefano Bandecchi, in veste di patron del gruppo Unicusano, rivendica crediti per circa 3,5 milioni di euro complessivi nei confronti della vecchia gestione calcistica. La cifra si compone di due voci distinte: due milioni di euro versati la scorsa estate come canoni anticipati per la costruenda clinica - somma mai restituita dalla Ternana della gestione Rizzo - e un milione e mezzo di euro legato alla cessione del club.
“Io sono in credito con la Ternana Calcio di due milioni di euro. Più un milione e mezzo relativo alla cessione fatta a Guida, se vogliono finire di pagare”, precisa il primo cittadino. “Noi come Università Niccolò Cusano abbiamo venduto la Ternana. Un milione e mezzo non è mai arrivato. E due milioni che abbiamo dato. Siamo già nella massa dei creditori che devono far valere le proprie ragioni in Tribunale. Faremo dunque quello che dobbiamo fare”.
La strategia per riprendere il controllo degli asset societari è comunque già avviata. Lunedì scorso è stata depositata una formale manifestazione d'interesse per l'acquisto del marchio e dei beni mobili della società. “Per il marchio i curatori devono fare un bando. Io ho fatto un'offerta lunedì. Ho scritto ai curatori che volevo fare questo acquisto”, rivela Bandecchi. I legali del gruppo sono ora al lavoro sulla perizia del valore societario per strutturare l'offerta definitiva per i beni mobili, che i curatori intendono vendere in un unico blocco comprensivo di marchio. profili social e media e attrezzature, computer e arredi.
La chiusura è una rassicurazione, nel suo stile, sulla gestione immediata dello storico impianto cittadino: “State tranquilli, la manutenzione dei Liberati male che vada la facciamo noi. Ma in ogni caso la farà la prossima squadra che lo utilizzerà. Cioè la mia Ternana”. Una battuta prima dei saluti, che rimanda ai prossimi giorni per i passaggi decisivi davanti al notaio.