Il Comune di Terni scende in campo formalmente nel nuovo scontro istituzionale aperto dalla Regione Umbria sul progetto dello stadio-clinica. La misura esatta del punto di rottura si legge chiaramente nell’ultimo passaggio della dura nota di risposta inviata dal Responsabile Unico del Procedimento (RUP), l’architetto Piero Giorgini, alla Direzione Welfare e Salute di Perugia. A Palazzo Donini, che continua a trincerarsi dietro la necessità di tutelare l'“interesse pubblico” in ambito sanitario, il dirigente comunale replica ponendo sul tavolo amministrativo “il preminente interesse della città di Terni”.
Con questo atto, Palazzo Spada contesta radicalmente nel merito la dichiarazione di impossibilità contingente formulata dai tecnici regionali per il rilascio del nulla osta, necessario al permesso a costruire la clinica privata sui terreni nella disponibilità di Stadium Spa. Una contrapposizione che supera la dimensione puramente burocratica e investe direttamente il futuro urbanistico ed economico del territorio ternano.

Nel documento firmato da Piero Giorgini, l'amministrazione comunale sostiene con fermezza che la nota inviata dalla Regione Umbria lo scorso 11 giugno e che abbiamo anticipato in esclusiva non possa in alcun modo decretare la conclusione del procedimento autorizzativo. Al contrario, la missiva siglata dalla dirigente regionale Davina Boco viene giudicata priva dell'efficacia di una risposta formale espressa ai sensi e nei termini di legge. Palazzo Spada mette in luce come la stessa Direzione Salute e Welfare stia smentendo il percorso autonomo e distinto che essa stessa aveva suggerito soltanto poche settimane prima.
Il 14 aprile 2026, infatti, era stata proprio l'autorità regionale a dichiarare definitivamente chiuso il vecchio iter amministrativo precedentemente bocciato dal TAR, indicando la possibilità di attivare un canale del tutto nuovo basato sugli articoli 4 e 5 del Regolamento Regionale dell'Umbria n. 9/2023. Per il Comune, l'improvviso dietrofront di Perugia rappresenta una vistosa contraddizione istituzionale che rischia di paralizzare un'opera pubblica essenziale, il cui equilibrio economico-finanziario dipende interamente dalla contestuale autorizzazione a costruire la clinica. Che successivamente alla edificazione potrà candidarsi a utilizzare i 122 posti letto della programmazione sanitaria regionale destinati ai privati.

Al centro del contendere resta la verifica di compatibilità con la programmazione sanitaria regionale, un adempimento affidato alla Regione Umbria proprio in virtù del citato ordinamento del 2023. La dirigenza perugina ha motivato il proprio diniego provvisorio sollevando lo scudo della sentenza n. 125 del TAR dell'Umbria del 24 marzo 2026, la quale aveva annullato la precedente concessione. Poiché tale pronuncia - secondo la Regione - non è ancora passata in giudicato e insiste sui medesimi posti letto richiesti, la Regione ritiene la materia ancora subordinata all'esito dei giudizi pendenti. Ciò pur non avendo mai notificato tale sentenza alle controparti.
Una lettura che il Comune di Terni respinge con fermezza, definendo il richiamo alla decisione dei giudici amministrativi come “irrilevante ed inconferente”. Secondo la tesi di Piero Giorgini, la nuova istanza avanzata da Stadium Spa non intende ignorare il verdetto del TAR, bensì ne rappresenta la diretta conseguenza amministrativa: si tratta di un percorso radicalmente rinnovato, concepito specificamente per superare e sanare i vizi di forma rilevati nella precedente istruttoria. La pendenza del giudicato, dunque, non può tramutarsi in un pretesto per congelare indefinitamente le prerogative dello sviluppo locale.

Un ulteriore elemento di attrito riguarda la complessa situazione societaria della Ternana Calcio, colpita da liquidazione giudiziale nell'aprile del 2026. La Direzione regionale aveva infatti indirizzato una comunicazione ai curatori fallimentari per chiedere chiarimenti sulle intenzioni della società madre rispetto al progetto della clinica, adducendo la necessità di proteggere la pianificazione dei posti letto. Nella sua replica, l'architetto Piero Giorgini protegge l'operazione da qualsiasi interferenza legata al crac della controllante, sottolineando come la richiesta di autorizzazione sia stata inoltrata seguendo le procedure più corrette e lineari.
Il Comune ribadisce un dato tecnico incontestabile, formalmente avallato dalla stessa curatela fallimentare: Stadium Spa, la società di scopo titolare del progetto di riqualificazione dello stadio Libero Liberati, gode di una propria e totale autonomia giuridica, oltre che di un'autonomia patrimoniale perfetta. "Così come affermato dai Curatori fallimentari in una nota inviata a questa Amministrazione comunale nell’ambito di rapporti istituzionali correnti", spiega Giorgini.
Le vicissitudini finanziarie e giudiziarie che hanno travolto la Ternana Calcio non possono di conseguenza inficiare la capacità giuridica e l'efficacia operativa della controllata, la cui istanza rimane pienamente legittima e meritevole di un esame di merito immediato.
Preso atto di quello che viene configurato come un indebito stallo burocratico, il Comune di Terni ha deciso di rompere gli indugi e passare alle vie formali. La risposta del RUP si spinge così fino alle soglie della diffida legale, intimando all'amministrazione regionale di uscire dall'ambiguità. Nel testo del documento, Piero Giorgini diffida formalmente la Direzione regionale a “formulare la definitiva verifica di compatibilità” in merito alla struttura sanitaria da 122 posti letto, fissando una scadenza perentoria.
La risposta definitiva dovrà pervenire “entro e non oltre il termine ultimo di 10 giorni” dal ricevimento della notifica. Si tratta di un vero e proprio aut aut istituzionale, dettato dall'esigenza impellente di non disperdere un investimento complessivo stimato in oltre 43 milioni di euro. Per Palazzo Spada, l'orologio ha iniziato a scandire i giorni a disposizione di Palazzo Donini per sciogliere un nodo che non è più soltanto di natura tecnica, ma che rappresenta un bivio cruciale per lo sviluppo economico, sportivo e infrastrutturale della comunità ternana.