Tre is megl che uan. Parafrasando una vecchia pubblicità, il Partito Democratico di Terni traccia la propria linea nel dibattito regionale sul riordino della sanità. E, attraverso un documento approvato all'unanimità dall'assemblea provinciale, boccia l'ipotesi di unificare le aziende sanitarie dell'Umbria. La contromossa dem punta a un modello alternativo: la creazione di un'unica agenzia regionale centralizzata per la gestione di personale, concorsi e acquisti, mantenendo però due aziende sanitarie distinte e una forte rete di prossimità. Una scelta dettata - secondo le segreterie provinciale e comunale di Terni - dalla necessità di tutelare la qualità dell'assistenza ed evitare i passi falsi già registrati in altre regioni. Sebbene il riassetto delle Asl non sia formalmente all'ordine del giorno (è il mantra che il PD ripete ormai ossessivamente, anche se il nuovo Piano socio-sanitario regionale uscito da Palazzo Donini in bozza prevede l'accorpamento, ndr), il partito provinciale muove d'anticipo per fissare un punto politico imprescindibile nella discussione sul nuovo Piano socio-sanitario regionale, respingendo al mittente le polemiche del centrodestra che si prepara alla fiaccolata di domani.

La presentazione del documento programmatico rappresenta la sintesi di un percorso di ascolto e concertazione che ha coinvolto i circoli e le unioni comunali. Il segretario dem della provincia di Terni, Carlo Emanuele Trappolino, ha spiegato i motivi di questa accelerazione mediatica e politica, definendo la fase attuale come una contingenza straordinaria. “La destra mostra il suo lato più conservativo e settario da un lato e più revisionista e opportunista dall’alto, cercando un nuovo protagonismo sul nulla e cavalcando polemiche strumentali relativamente all’assetto organizzativo territoriale dei servizi sanitari, tema che non è all’ordine del giorno e che viene agitato per distogliere l’opinione pubblica dalle questioni reali del governo del territorio. Questioni che stanno impegnando la giunta e su cui il Pd è in prima linea”, ha dichiarato Carlo Emanuele Trappolino.
Secondo il vertice provinciale, l'opposizione starebbe agitando uno spettro organizzativo per coprire la mancanza di contenuti. A fare eco a questa visione è Leopoldo Di Girolamo, segretario comunale del Pd Terni, che ha liquidato l'attuale scontro politico come un corto circuito comunicativo distante dai bisogni reali dei cittadini.
“Ci tocca assistere a quello che io definisco un metadibattito: un dibattito, cioè che va oltre la realtà”, ha sottolineato Leopoldo Di Girolamo. L'esponente dem ha ricordato che l'atto concretamente sul tavolo della discussione è il Piano socio-sanitario regionale, ovvero un atto di programmazione, e non la legge 11 che disciplina l'articolazione territoriale dei servizi. L'obiettivo del documento approvato è quindi ricondurre la discussione sui binari della concretezza istituzionale, valorizzando il lavoro di elaborazione trasparente e largo svolto nei mesi scorsi.

Il nucleo della proposta ternana si fonda sul rifiuto categorico della fusione delle Asl, un'operazione che, secondo l'analisi dei dem, non ha prodotto i risparmi sperati laddove è stata applicata in Italia, provocando invece un progressivo decadimento delle prestazioni. La soluzione indicata dal Pd di Terni prevede una scissione netta dei compiti. Da un lato, la concentrazione in un'unica agenzia regionale di tutte le funzioni burocratiche e gestionali: contratti del personale, concorsi pubblici, gare d'appalto, affari legali, formazione, accreditamento e valutazione. Dall'altro, il mantenimento delle autonomie locali per l'erogazione delle cure. “Più ci sono servizi di prossimità più c’è qualità”, rimarcano i segretari, difendendo la centralità dei distretti sanitari.
Il testo finale è il risultato del lavoro tecnico svolto dal forum sanità provinciale, grazie al contributo di Mara Gilioni, responsabile Sanità della segreteria provinciale, e di Riccardo Brugnetta, responsabile del forum sanità. I contenuti sono già stati condivisi in un vertice specifico con i vertici regionali del partito, tra cui il segretario regionale Bernardini, il capogruppo Betti e il responsabile Sanità del regionale Cardile. Ora la federazione di Terni si candida ufficialmente a ospitare l'assemblea regionale del partito di fine giugno per ratificare questa linea e rivendicare il protagonismo del territorio.
L'iniziativa politica si inserisce in un quadro di forte sostegno all'azione della presidente e della giunta, impegnate nel tentativo di rendere nuovamente equo e accessibile il servizio sanitario regionale dopo le criticità ereditate dal centrodestra, che avrebbero fatto scivolare l'Umbria dal podio nazionale a oltre il decimo posto per qualità delle prestazioni. Leopoldo Di Girolamo ha rivendicato i passi avanti compiuti nell'ultimo periodo: “C’è stato un lavoro importante: si sono riequilibrati i bilanci, i dati Agenas sono molto positivi, si sta ridefinendo la rete ospedaliera”.
Tra i risultati strategici viene rivendicato "l'aver messo le basi" per il nuovo ospedale di Terni, definito come il più grande investimento pubblico programmato in città negli ultimi anni.
Il modello organizzativo adottato per la sanità non resterà un caso isolato. Il segretario provinciale Carlo Emanuele Trappolino ha annunciato che lo stesso metodo di confronto capillare verrà applicato alle infrastrutture e al trasporto pubblico locale. Sul tema si è già svolta una prima sessione di lavoro con l’assessore al ramo De Rebotti e con il presidente di Umbria Mobilità Giacchetti. Parallelamente, il partito accelera sul tesseramento nei circoli territoriali e si prepara ad ospitare la prossima settimana l'incontro con Alessandro Alfieri, responsabile nazionale Riforme e Pnrr, per un confronto incentrato su riforme istituzionali e legge elettorale.