Quando il sindaco Bandecchi avviò una protesta contro la Regione per i ritardi accumulati sul nuovo ospedale di Terni, con tanto di sit-in a Perugia senza simboli e bandiere di parti, chiedendo un’adesione cittadina a difesa del ruolo del Comune e dell’autonomia nella scelta del sito, raccolse freddezza e critiche per la scarsa partecipazione. Ora lo schema si ripete, ma a parti invertite. È il centrodestra a promuovere una fiaccolata contro l’ipotesi di accorpamento delle ASL e la risposta della maggioranza di Alternativa Popolare è altrettanto fredda e di chiusura. In Consiglio comunale il confronto si accende subito e si traduce in uno scontro politico frontale. La proposta di costruire un fronte unitario sulla sanità si arena tra accuse incrociate e divisioni profonde. Anche il Partito Democratico si sfila e boccia l’iniziativa, contestando tempi e presupposti. “Non si manifesta contro articoli di giornale”, è la linea ribadita in aula, con l’invito a discutere solo su atti formali e non su indiscrezioni. Una posizione che di fatto allinea il PD alla scelta della maggioranza di non aderire alla mobilitazione. Sullo sfondo restano però le preoccupazioni per il futuro della sanità ternana, tra ipotesi di accorpamento, timori sulla sede della nuova ASL e il rischio di un ridimensionamento dei servizi.

L'aula del Consiglio Comunale di Terni si è trasformata nell'epicentro di una spaccatura insanabile sul futuro della gestione sanitaria territoriale. A innescare la miccia è stata una mossa a sorpresa delle opposizioni, guidate dal consigliere Cecconi di Fratelli d'Italia. A nome dell'intera coalizione di centrodestra, l'esponente dell'opposizione ha chiesto una modifica immediata dell'ordine dei lavori per inserire come primo punto una mozione urgente. L'atto mirava a impegnare formalmente tutte le forze politiche comunali ad aderire alla fiaccolata organizzata per l'11 giugno, concepita come una mobilitazione contro il governo regionale e l'ipotesi di una riforma ad ASL unica. L'obiettivo dichiarato dal consigliere Cecconi era preservare l'invarianza dell'attuale assetto, che dal 2012 vede l'Umbria divisa in due aziende sanitarie con sedi a Perugia e Terni, scongiurando il rischio di un ulteriore accentramento. La ricerca di un fronte istituzionale compatto si è però infranta contro le dinamiche d'aula, respinta sia dalla maggioranza guidata da Alternativa Popolare sia dallo schieramento di centrosinistra.

La reazione più netta al tentativo di mediazione è giunta dalla maggioranza. La consigliera Francescangeli ha respinto l'invito sollevando una dura polemica sulle passate mobilitazioni per la sanità cittadina. L'esponente di Alternativa Popolare ha ricordato come l'attuale amministrazione avesse già promosso ben tre manifestazioni a Perugia per l'ospedale di Terni, eventi che erano stati completamente disertati dalle opposizioni di centrodestra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. “Non partecerò alla manifestazione del centrodestra organizzata per le ASL perché ritengo che prima di quella avrebbero dovuto partecipare a quella per l'ospedale”, ha dichiarato la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli, sancendo l'impossibilità di una convergenza.
Nonostante il rifiuto politico, la maggioranza ha confermato la gravità del quadro generale, evidenziando che le voci sull'ASL unica trovano riscontro nelle preoccupazioni sindacali. Il timore concreto riguarda lo spostamento della sede centrale a Foligno o Assisi e, soprattutto, una bozza del Piano Sanitario Regionale che ridurrebbe i posti letto dell'ospedale di Terni da 600 a 450, determinando la perdita della qualifica di DEA di secondo livello.

Sul versante del centrosinistra, il Partito Democratico ha assunto una posizione speculare a quella della maggioranza, bocciando l'iniziativa del centrodestra. Il consigliere Spinelli ha definito la proposta “incomprensibile”, accusando la destra di aver speso gli ultimi cinque anni di governo regionale in meri annunci senza concretezza. Per il PD, la mobilitazione manca di basi giuridiche attuali: “Il consiglio comunale di Terni dovrebbe parlare di atti, dovrebbe parlare di questioni reali e pratiche, non di articoli di giornale”, ha argomentato il consigliere Spinelli, promettendo comunque una ferma opposizione qualora l'accorpamento delle ASL diventasse un atto ufficiale. Nel surriscaldato dibattito procedurale, il consigliere Batini di Alternativa Popolare ha stigmatizzato l'atteggiamento delle opposizioni, descrivendo una sinistra immobile in attesa degli eventi e una destra che rincorre l'agenda per fini elettorali. Al momento del voto, la richiesta di inserire la mozione come priorità è stata respinta con 23 voti contrari e 7 favorevoli, confermando una frammentazione totale pur a fronte di una crisi sanitaria che continua a preoccupare la comunità ternana.