24 Jun, 2026 - 22:00

Nasce la Ternana 1925: Bandecchi e Tonel firmano la fusione per blindare la Serie D tra polemiche e leggende metropolitane

Nasce la Ternana 1925: Bandecchi e Tonel firmano la fusione per blindare la Serie D tra polemiche e leggende metropolitane

Non c'è più tempo per rinvii e dilazioni. Nel pomeriggio di giovedì 25 giugno si consuma l’atto formale di fusione che darà vita alla Ternana 1925, siglando la terza ripartenza del calcio rossoverde dopo i fallimenti Migliucci, Gelfusa e Rizzo. Tre parabole di imprenditori della Capitale che hanno chiuso le loro esperienze ternane con i libri contabili finiti in Tribunale, lasciando cicatrici profonde nel tessuto sportivo cittadino. Ma se il passato evoca figure distanti tra loro, la firma davanti al notaio Francesco Maria Alvi sposta l'asse sul realismo burocratico e regolamentare. L'operazione, che vede l'incorporazione della Ternana Futsal TIP Power nell’ex Orvietana, che prima cambierà denominazione sociale, nasce per volontà di Stefano Bandecchi e Francesco Emanuele Tonel, decisi a scavalcare l'inferno dell'Eccellenza per ripartire direttamente dalla Serie D. Un'architettura societaria complessa, dove la fretta sportiva di ricominciare a far rotolare il pallone deve piegarsi alla precisione del diritto civile e delle norme FIGC (NOIF), per ridare un futuro a una piazza stremata dalle vicissitudini della precedente gestione.

I tre crac del passato e il nodo giudiziario che ha evitato il colpo di grazia ai creditori rossoverdi

La memoria storica di Terni non è un foglio bianco. Ognuno dei tre fallimenti precedenti ha lasciato un'impronta diversa nella sensibilità collettiva. Il primo, quello legato a Migliucci, viene ancora ricordato come un capitolo folcloristico, caratterizzato dal celebre pranzo intorno al rettangolo di gioco dello stadio e da una marcata militanza andreottiana. Da giocatori a fine carriera come D'Amico a futuri assi del pallone come Paolo Di Canio. Diverso il profilo di Gelfusa, imprenditore ciociaro autenticamente innamorato della sua avventura calcistica, finito travolto dal troppo amore e da una gestione passionale della Ternana. L'ultimo crac, quello della gestione Rizzo, resterà invece impresso come il punto più critico: un'avventura segnata da aspre polemiche, costanti interferenze politiche e giudiziarie, e da aspetti amministrativi ancora tutti da chiarire.

A fare la differenza, in quest'ultimo caso, è stato un disimpegno estremo che ha portato ben due tribunali, quello di Perugia e quello di Terni, a evitare un tentativo di liquidazione volontaria. Provvedimenti senza i quali sarebbe stata cancellata ogni speranza per i creditori della vecchia società rossoverde di vedere almeno un parziale, simbolico ristoro dei debiti accumulati dalle gestioni Guida, D'Alessandro e Rizzo, appunto. Su queste ceneri, e sul sacrificio dell'Orvietana - il cui patron Roberto Biagioli, isolato dall'ambiente sportivo della città della rupe, ha scelto di disfarsi del club - si poggia la nuova scommessa calcistica della città.

L'ingegneria societaria del notaio Alvi per garantire la massima coerenza tra diritto civile e norme federali

Il passaggio odierno non potrà tollerare sbavature d'inchiostro. Nello studio del notaio Francesco Maria Alvi si scrive un impianto che deve reggere l’impatto di due mondi paralleli: il codice civile e le stringenti norme della FIGC. Come specificato nelle linee guida dell'operazione, “la fusione che porta la Ternana Futsal TIP Power dentro l’ex Orvietana, con il cambio di denominazione in Nuova Ternana 1925, non sarà solo un passaggio tecnico”. L'assetto proprietario semplifica parzialmente l'iter: la compagine è speculare, controllata da Unicusano al 98% e da Francesco Emanuele Tonel al 2%.

Questa quasi totale sovrapponibilità permette di attivare la procedura di fusione semplificata, riducendo i tempi di efficacia ad appena 30 giorni, i potenziali conflitti interni potenzialmente innescati dalle tutele delle minoranze e accelerando i tempi di esecuzione delle pratiche federali. Tuttavia, l'atto richiede una precisione chirurgica nei verbali assembleari e nelle delibere, che saranno la spalla del progetto di fusione da rimettere alla Federcalcio per l'ok definitivo del nuovo presidente Giovanni Malagò. Il notaio ha il compito di verificare ogni passaggio e blindare la coerenza documentale: se le carte destinate al Registro delle Imprese e quelle per la FIGC presentassero discrepanze, l'intera impalcatura rischierebbe di incepparsi, pregiudicando l'iscrizione al campionato. Ma non sarà questo il caso, perché ogni passaggio è stato oggetto di due diligence legale e finanziaria e da settimane i team legali dei due partner stanno sistemando la documentazione.

La strategia parallela sui tempi di iscrizione e la risposta di Bandecchi alle contestazioni della piazza

Dunque, mentre i professionisti lavorano sui dettagli del nuovo statuto (che deve essere modificato col cambio di documentazione in Nuova Ternana 1925 SSD a rl, accettabile dalle anagrafiche della Federcalcio), la piazza segue l'evoluzione con una combinazione di attesa e diffidenza. Stefano Bandecchi, accusato da una sparuta parte della tifoseria di essere l’artefice di un fallimento in capo ai debiti accumulati sotto le ultime gestioni dopo la sua cessione, ha scelto la via del pragmatismo immediato. Il sindaco-imprenditore ha voluto anticipare i tempi della rinascita, evitando le secche dell'Eccellenza regionale attraverso l'acquisizione dell'Orvietana.

Sul tavolo dei tecnici resta l'incognita della tempistica federale. Per questa ragione è stata predisposta una strategia bifronte: se l'avallo della FIGC arriverà in tempo (entro il 2 luglio), la nuova compagine si iscriverà con la veste definitiva di Nuova Ternana 1925, così come quella di calcio a 5. In caso contrario, scatterà la soluzione parallela, ovvero l'iscrizione temporanea con le vecchie identità societarie per poi formalizzare gli effetti della fusione in un secondo momento (scadenza federale il 15 luglio). La linea d'azione punta a “far convivere legalità formale e urgenza sportiva”, garantendo che la squadra sia ai nastri di partenza del prossimo campionato senza subire penalizzazioni o rinvii.

L'orizzonte del 10 luglio tra l'asta per il marchio storico e il retroterra delle leggende metropolitane

Il disegno di rifondazione non si esaurisce con l'atto notarile. Il prossimo snodo cruciale è fissato sul calendario per il prossimo 10 luglio, data in cui i beni mobili della vecchia Ternana e il marchio "storico" andranno ufficialmente all'asta. Un passaggio fortemente simbolico, sebbene affrontando la questione con un tocco di freddo realismo, quel logo tanto difeso come un feticcio, in verità, storico non è (risale infatti agli anni Novanta quando fu abbandonato il vero marchio a scudo rossoverde con la viverna al centro, ndr).

Attorno a questa scadenza si è già sollevato il consueto rumore di fondo della provincia calcistica, fatto di leggende metropolitane, fantomatiche cordate pronte a subentrare, chiacchiere da social network e cene carbonare. Rumors che non sembrano scalfire la linea della nuova dirigenza, concentrata esclusivamente sull'allineamento dei documenti e sulla sostenibilità progettuale. L'obiettivo finale resta quello di consegnare a Bandecchi e Tonel una struttura giuridica inattaccabile, capace di recuperare i colori rossoverdi e il nome e i simboli della città. La qualità dei documenti e la velocità d'esecuzione rimangono le uniche varianti in grado di trasformare i vincoli formali in un vantaggio competitivo, archiviando definitivamente l'era dei tribunali e restituendo la parola al campo di gioco.

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Federico Zacaglioni
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