16 Jun, 2026 - 08:55

Rinascita Ternana, scatta la fase due del Progetto Fenice: la strategia societaria di Bandecchi e la corsa contro il tempo per la Serie D

Rinascita Ternana, scatta la fase due del Progetto Fenice: la strategia societaria di Bandecchi e la corsa contro il tempo per la Serie D

Il Progetto Fenice per la rifondazione del calcio a Terni entra ufficialmente nella sua seconda e decisiva fase. Dopo il recente acquisto dell’Orvietana, il sindaco e patron di Unicusano, Stefano Bandecchi, ha predisposto l'architettura per l'integrazione societaria con la Ternana Futsal, guidata dal presidente Francesco Emanuele Tonel. Quest'ultima ha già completato la trasformazione da Associazione Sportiva Dilettantistica in Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata, adottando la medesima forma giuridica della ex compagine orvietana.

L'intera operazione, mirata a restituire un futuro sportivo alla piazza rossoverde dopo il crac della precedente gestione, attende ora l'ultimo passaggio notarile. Sebbene restino da adempiere i tempi tecnici obbligatori per la trascrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio dell’atto di compravendita dell’Orvietana, il conto alla rovescia è iniziato: la nascita del nuovo soggetto societario è attesa al massimo entro la prossima settimana.

L'impegno diretto di Stefano Bandecchi e la complessa ingegneria societaria delle quote

Durante la conferenza stampa che ha anticipato la "cena con i cittadini" di ieri sera al GardenStefano Bandecchi ha confermato la propria centralità operativa e finanziaria nella gestione di questa fase transitoria. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Purtroppo o fortunatamente dovrò portare avanti anche la squadra della Ternana”. Una presa di responsabilità diretta, concepita per traghettare la rinascita del calcio a Terni fuori dalle secche del fallimento e dal rischio di dover interrompere oltre 100 anni di storia, prima di avviare un progressivo disimpegno che lo vedrà scendere al ruolo di azionista di minoranza e partner commerciale. 

Il piano strategico prevede che il sindaco ceda inizialmente il 2% delle quote della ex Orvietana a Francesco Emanuele Tonel, acquisendo contestualmente il 98% della Futsal Ternana. Successivamente, l'incorporazione tramite fusione semplificata strutturerà l'assetto della nuova S.S.D. a r.l. Il cronoprogramma per la firma dell'atto di fusione è imminente, come precisato dallo stesso primo cittadino: “Giovedì, venerdì sicuramente no,  o lunedì faranno l'atto per la fusione delle due società, quindi l'Orvietana purtroppo non esisterà più”. Questo incastro permetterà alla Ternana Futsal TIP POWER di conferire anche l'identità cromatica e i simboli storici della città (anche se il logo della Futsal è molto più moderno e in linea con le tendenze attuali di quello storico). Così come Bandecchi, proprietario della Ternana Women, potrebbe concedere l'utilizzo del marchio storico con le opportune modifiche, ad oggi utilizzato dalla squadra femminile con la dizione Women sotto la viverna (il drago ternano) al posto della data di fondazione. 

L'ingresso del socio di maggioranza Franco Fedeli e i vantaggi procedurali della fusione semplificata

La manovra finanziaria prevede una terza fase in cui Stefano Bandecchi cederà il controllo operativo a un investitore solido. L'identikit porta direttamente a Franco Fedeli, già presidente della Ternana trentatré anni fa nell'epoca della precedente rinascita sportiva, il quale ha superato la concorrenza dell'imprenditore sardo Roberto Felleca. Fedeli acquisirà una quota pari al 60% del capitale sociale, lasciando spazio anche a eventuali ingressi minoritari del tessuto imprenditoriale locale con piccole quote. Bandecchi ha descritto la figura del futuro azionista di maggioranza in termini di affidabilità gestionale: “Ci sono quattro candidati, ma sicuramente Fedeli, che voi già conoscete è in pole position. È una persona rispettabilissima, un'azienda importante, non è certo uno che si preoccupa di certi tipi di investimenti, è anche una persona con esperienza calcistica e con un profilo rilevante e credibile”.

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Aggiungendo poi, con una riflessione pragmatica sulla sostenibilità economica: “Faccio una battuta, che nessuno si offenda: Fedeli è anche abbastanza tirchio da non farmi spendere tutto quello che c'ho in tasca, quindi va benissimo perché è la persona giusta per gestire il calcio”.

Per accelerare i tempi e rispettare le scadenze federali, si ricorrerà alla fusione semplificata tra società a responsabilità limitata. Questo strumento riduce da 30 a 15 giorni i termini per la pubblicazione del progetto nel Registro delle Imprese e per il deposito degli atti, dimezzando inoltre da 60 a 30 giorni il tempo concesso ai creditori per presentare formale opposizione, garantendo un risparmio complessivo di circa un mese e mezzo.

I requisiti dell'Articolo 20 delle NOIF, l'iter dei documenti e il dialogo con gli uffici della FIGC

Il percorso normativo per il completamento del Progetto Fenice richiede l'esatta osservanza delle procedure stabilite dall’Articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (N.O.I.F.), l'organo il cui via libera finale resta subordinato alla valutazione del Presidente federale. Per ottenere l'accettazione dell'operazione tra Orvietana e Ternana Futsal, le due società della Lega Nazionale Dilettanti (L.N.D.) devono soddisfare requisiti precisi: un'anzianità di affiliazione alla Federazione di almeno due stagioni sportive, la stabilità pregressa nel biennio precedente (assenza di fusioni, scissioni, conferimenti d'azienda o trasferimenti di comune) e il vincolo territoriale, pienamente garantito dalla comune appartenenza alla Provincia di Terni. Il fascicolo ufficiale da presentare a F.I.G.C. e L.N.D. deve includere una documentazione rigorosa: il Progetto di Fusione con le relative motivazioni economico-giuridiche, i Verbali Assembleari notarili, l'Atto di Fusione e le Relazioni Peritali sulla congruità del rapporto di cambio societario. Le motivazioni dell'operazione saranno semplici da spiegare: l'Orvietana non era più in grado di garantire il futuro societario a causa dell'insostenibilità economica per la proprietà, il trasferimento del titolo sportivo a Terni si rende necessario per ragioni legate a un progetto sportivo di rilievo nazionale che perterà anche alla nascita di una realtà integrata in vari segmenti della LND: dal calcio di prima squadra a quello giovanile, passando per un futsal competitivo.

In questa delicata fase burocratica, risulta di fondamentale importanza interloquire direttamente con gli uffici federali per indirizzare correttamente la pratica ed evitare i rischi di rigetto legati a un presunto “shopping di titoli”, come avvenuto nel negativo precedente storico dell'Ariano Irpino. La via da seguire è piuttosto quella già tracciata dai modelli di successo di altri club quali Vicenza-Bassano, Brescia-Feralpisalò o Puteolana-Turris.

Importante sarà il passaggio da compiere con la Stadium Spa titolare della convenzione per l'utilizzo dello Stadio Liberati di Terni: all'atto di iscrizione, infatti, la nuova Ternana dovrà indicare anche il terreno di gioco e la sub-concessione dell'impianto (a gettone o per un periodo definito) sarà determinante.

La scelta strategica sul nome del club: l'ipotesi di inserire la data di fondazione della Ternana

Un'attenzione centrale della strategia è rivolta alla scelta della futura denominazione sociale. Le norme impediscono di utilizzare un nome identico a quello revocato dopo il fallimento, ovvero “Ternana Calcio Srl, imponendo l'aggiunta di un'aggettivazione come accadde in passato per la Union Brescia o per la Ternana del post-gestione Gelfusa. Si apre tuttavia una concreta opportunità legata alla storia profonda del club: il marchio registrato alla Camera di Commercio risulta essere “Ternana Calcio 1925.

Poiché la data di fondazione non figura negli archivi della federazione, l'ipotesi di inserire l'anno storico nel nome attraverso la dicitura Ternana 1925 è teoricamente e tecnicamente utilizzabile, magari con l'inserimento di una ulteriore aggettivazione. Si tratterebbe di un orientamento autorevole che ricalca la felice transizione della Reggina, rinata inizialmente come LFA Reggio Calabria e autorizzata dalla FIGC un anno dopo a riprendere il nome storico di “A.S. Reggina 1914” a seguito della acquisizione d.

La corsa contro il tempo per l'iscrizione in Serie D e il disallineamento orario dell'asta del marchio

Il fattore tempo impone un ritmo serrato ai consulenti legali del Progetto Fenice. La finestra telematica per la presentazione dei fascicoli relativi a fusioni e mutamenti di denominazione sul portale dell’Anagrafe Federale si è aperta il 10 giugno e si chiuderà definitivamente il 15 luglio 2026. La scadenza più rigida, tuttavia, coincide con il 10 luglio 2026 alle ore 14:00, termine perentorio entro il quale la domanda di iscrizione al campionato di Serie D deve essere formalizzata, completa di documentazione sull'impianto di gioco e sulle pendenze economiche, pena l'esclusione.

Questa scadenza genera un singolare cortocircuito burocratico: l'asta pubblica per l'assegnazione dello storico simbolo della vecchia compagine cittadina terminerà lo stesso 10 luglio alle ore 15:00, esattamente un'ora dopo la chiusura delle iscrizioni. Di conseguenza, l'istanza iniziale verrà depositata sfruttando provvisoriamente l'identità visiva della squadra di calcio a cinque. I dirigenti avranno poi a disposizione una finestra di cinque giorni sfruttando l'Articolo 17 delle N.O.I.F. - che consente modifiche alla denominazione sociale entro il 15 luglio - per integrare il fascicolo con lo stemma originario una volta aggiudicato, chiudendo definitivamente il cerchio della rifondazione.

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Federico Zacaglioni
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