Centocinquanta cittadini a tavola per parlare col sindaco. Centocinquanta persone normali, che più normali non si può. Non si offenderà nessuno (perché non è quello l'intento) se li si definisce "cittadini invisibili". Quelli che spesso non vengono raggiunti da nessuno, lontani anni luce dalla stanze del potere (per quanto piccole in una regione come l'Umbria). Cittadini che hanno qualcosa da dire, per la maggior parte, e non qualcosa da sentire dal politico di turno.
Sono quelli che hanno vinto la corsa contro il tempo nelle prime ore del click-day. Quando Stefano Bandecchi ha deciso di rimettersi in marcia, ha incaricato il suo capo di gabinetto, il funzionario di lungo corso Aldo Bernocco, di diramare il "dispaccio". Prenotazioni solo a Palazzo Spada, all'ufficio del sindaco e nella email istituzionale sindaco@comune.terni.it. Il click day si è trasformato in un click hour. Dopo pochi minuti erano già tutti sold out i posti disponibili, anche se non si sapeva dove si sarebbe tenuta la cena, anche se non si sapeva come sarebbe stata organizzata, anche se non si sapevano dress code o modalità di svolgimento della serata.
Le persone cominciano ad accalcarsi già dalle 19. Mezz'ora dopo è previsto un punto stampa. Bandecchi arriva con pochi minuti di ritardo. Camicia celeste, giacca blu, l'irrinunciabile abbinamento jeans e polacchine in tinta. Abiti casual, quelli del lavoro. Quelli che indossano anche i centocinquanta ospiti del sindaco. Non ci sono i volti degli assessori, non ci sono i volti degli attivisti, c'è "la gggente normale" direbbe il sociologo. Quella che probabilmente ha un'agenda diversa rispetto ai cronisti che accerchiano l'imprenditore livornese davanti alla vetrata a specchio della scalinata dell'hotel Garden, che rappresenta il biglietto da visita all'ingresso della città dalle principali arterie stradali. Sopra potete vedere il video completo della conferenza stampa, vi risparmiamo la trascrizione.
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E così il grande salone ristorante del Garden, quello che di solito ospita le serate dei club e dei circoli esclusivi, per una sera diventa il punto di incontro tra Palazzo Spada e cittadini. Niente luoghi comuni sulle cene a base di porchetta e vino dell'ultima campagna elettorale, nessuna richiesta di abiti da sera o di cravatte obbligatorie. Tanti jeans, tante magliette, pochi tacchi alti per le signore. Scelta giusta, perché appena entra Bandecchi prende il microfono e scandisce: “Quella di stasera, signori, non è una cena elettorale o una serata di gala. Ma una cena di lavoro. È come l'assemblea dei soci di un'azienda, in cui chi la gestisce - cioè il sindaco - deve rispondere con trasparenza e chiarezza alle domande degli azionisti, quindi di voi cittadini”.
Il menù viene presentato ai tavoli come a un evento di gala di quelli da film americano, a cura dell'impaccabile staff del ristorante Il Melograno. Per l'evento "A cena con il Sindaco Bandecchi" si servono strozzapreti alla crema di zucchine, formaggi e menta, arrosto di vitello con pomodori appassiti alla maggiorana, zuppa inglese, vini dalla cantina, acqua e caffè.

Due motociclisti della Polizia locale stazionano fuori dal parcheggio. Ma è più una precauzione per l'assembramento che non un'esigenza di ordine pubblico. Anche le due guardie del corpo del sindaco, il fido e inseparabile Pierpaolo e il serafico attentissimo Roberto, sono rilassate in linea con il clima. All'ingresso ci sono i ragazzi di quello che stava nascendo come il movimento giovanile di Alternativa Popolare, ma che oggi fanno parte a pieno titolo del corpo organizzativo delle nuove iniziative politiche del sindaco.
“Io lo sognavo già tre anni fa un momento così” dice Bandecchi parlando con gli uomini del suo staff “Deve diventare un'abitudine, deve diventare un appuntamento fisso. È importante organizzare momenti di ascolto così”. Alla porta si avvicina Paolo Tagliavento, il vicesindaco. Ma si ferma solo per pochissimo tempo. Una breve riunione operativa per trasferire le informazioni di giornata e fare il punto sui fatti amministrativi di giornata.
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Il sindaco gli chiede conferma che la partecipazione sia stata realmente aperta e non organizzata. “Non ci sono i soliti militanti vero? Sono felice, tutte facce nuove, persone che hanno proposte, idee, problemi reali. Va benissimo così”. Non ci sono assessori, non ci sono consiglieri comunali. Solo due "civil servant" come il capo di gabinetto e quello della comunicazione a fare gli onori di casa in maniera sobria e istituzionale. Poi ci pensa Bandecchi a rompere il protocollo. “In gran parte sarà una chiacchierata vostra, sono qua per ascoltare le vostre sensazioni e avere suggerimenti da voi. È arrivato il momento per poter dire quello che ci aspetta nei prossimi due anni. Noi spesso siamo assorbiti dalle questioni più grandi, ma voi avete presenti le piccole cose e i dettagli che vedete ogni giorno nella nostra città”.
Il primo appuntamento fila via così. Ce ne sarà un altro il prossimo 30 giugno. Con tanto di nuovo click-day e apertura alle persone comuni, quelle che abitano fuori dalla ZTL o nella Conca, lontane dalle villette di collina. Sono loro, i piccoli azionisti della città, i protagonisti dell'ascolto bandecchiano. Quello che riparte dal basso.