“Il Tar boccia Bandecchi su tutta la linea. Ripristinata la legittimità contro l’arroganza istituzionale”. Così il Patto Avanti Umbria commenta la sentenza n. 125/2026 con cui il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso della Regione Umbria contro la determina dirigenziale che - secondo i partiti di centrosinistra - su impulso politico del sindaco Stefano Bandecchi, avrebbe consentito la realizzazione della clinica privata collegata al progetto dello stadio di Terni. Per la coalizione si tratta della “fine di una delle pagine più opache della gestione comunale”, segnata da “forzature e invasioni di competenza”.
Il Tar, aggiunge il Patto Avanti, conferma che il Comune ha agito oltre i propri poteri tentando di reinterpretare un diniego della Conferenza dei Servizi come approvazione condizionata. “Bandecchi ha usato l’azione amministrativa come strumento di scontro – affermano –. Ora servono rispetto istituzionale e una rapida accelerazione sul nuovo ospedale pubblico”.
Secondo il Patto Avanti Umbria, la sentenza del Tribunale amministrativo regionale restituisce piena evidenza a quanto la coalizione aveva denunciato fin dall’avvio del procedimento amministrativo. “Da tempo denunciamo come il percorso intrapreso da Bandecchi fosse viziato da una evidente forzatura delle regole”, si legge nella nota diffusa dalla coalizione. “Oggi il Tar conferma le nostre preoccupazioni, parlando apertamente di un manifesto errore nei presupposti da parte del Comune”.
La coalizione sottolinea come il tentativo di far passare per approvazione condizionata quello che era stato un espresso diniego rappresenti il cuore della forzura. “Bandecchi ha tentato di far passare per approvazione condizionata quello che, nella Conferenza di Servizi decisoria del 2022, era stato un espresso diniego alla realizzazione della clinica”, affermano i rappresentanti del Patto Avanti. “La sentenza sottolinea come il Comune abbia cercato di trasformare surrettiziamente una prescrizione negativa in una condizione sospensiva mai esistita, agendo al di fuori di ogni cornice legale”.

Un secondo profilo della sentenza n. 125/2026 su cui il Patto Avanti concentra la propria analisi riguarda la ripartizione delle competenze tra Comune e Regione in materia sanitaria. Secondo quanto riportato nella nota della coalizione, i giudici avrebbero rilevato un’indebita invasione del campo di attribuzioni regionali da parte dell’amministrazione comunale.
“Il Comune ha preteso di valutare autonomamente la compatibilità della struttura sanitaria con la programmazione regionale, esorbitando dalle proprie attribuzioni e calpestando le prerogative della Regione Umbria”, si legge nel comunicato. “Secondo la legge, infatti, spetta esclusivamente alla Regione la verifica di compatibilità del progetto rispetto al fabbisogno sanitario complessivo”.
Il Patto Avanti coglie l’occasione per rileggere le accuse che nei mesi scorsi il sindaco Stefano Bandecchi aveva rivolto alla Giunta regionale in merito al ricorso al Tar. “Gli attacchi scomposti del sindaco Bandecchi verso la Regione per il ricorso al Tar si rivelano oggi per quello che erano: un mero paravento politico per nascondere l’uso a fini personali dell’azione amministrativa e la volontà di bypassare le norme vigenti”, affermano dalla coalizione di centrosinistra.
Per il Patto Avanti Umbria, la sentenza del Tar non ha solo un valore giuridico, ma ha evitato conseguenze pratiche che la coalizione definisce “scellerate”. “Il ricorso della Regione ha evitato la scellerata demolizione dello stadio e il fallimento del Comune”, si legge nella nota, con un riferimento alle criticità economiche che, secondo il centrosinistra, sarebbero derivate dall’impianto del progetto originario.
La coalizione torna quindi a rivendicare il ruolo avuto nel corso della vicenda, definendo la sentenza come il punto di arrivo di una battaglia di legalità amministrativa. “Smascherato il tentativo di Bandecchi di coprire l’illegittimità del proprio percorso amministrativo attaccando le istituzioni regionali”, affermano i rappresentanti del Patto Avanti.
Con la pronuncia del Tar che annulla la determina dirigenziale, il Patto Avanti indica due direzioni prioritarie per il prosieguo dell’azione amministrativa a Terni. La prima è un cambio di metodo da parte dell’amministrazione comunale. “Auspichiamo che l’amministrazione comunale torni immediatamente nei binari del rispetto istituzionale e delle normative vigenti perseguendo l’interesse della città e non quello di singoli privati”, si legge nella nota.
La seconda richiesta riguarda il rilancio delle politiche sanitarie sul territorio. Con il progetto della clinica privata collegata allo stadio definitivamente archiviato dalla sentenza, la coalizione chiede di concentrare le risorse sull’opera pubblica ritenuta strategica. “Adesso acceleriamo sul nuovo ospedale e non perdiamo tempo con progetti irrealizzabili”, concludono dal Patto Avanti Umbria, indicando nella realizzazione della nuova struttura sanitaria pubblica la priorità su cui ricostruire un confronto istituzionale tra Comune di Terni e Regione Umbria.