02 Feb, 2026 - 18:30

Ospedale di Terni, Bandecchi: “Si naviga per mari tempestosi”. Francescangeli: "Da Proietti solite chiacchiere"

Ospedale di Terni, Bandecchi: “Si naviga per mari tempestosi”. Francescangeli: "Da Proietti solite chiacchiere"

Doveva essere il tavolo della “pacificazione”, l’ultimo tentativo di dialogo per sbloccare l’annosa questione del nuovo ospedale di Terni. Invece, l’audizione odierna dei capigruppo del consiglio comunale in terza commissione regionale “Sanità” si è risolta nella rottura definitiva tra Palazzo Spada e Palazzo Donini. Un’escalation che ha spinto il sindaco Stefano Bandecchi a convocare una nuova protesta sotto la sede della Regione Umbria a Perugia per il prossimo 5 febbraio, in piena riunione dell’assemblea legislativa.

La miccia è stata la richiesta della presidente Stefania Proietti di avere altro tempo, undici mesi è la lettura di Bandecchi e dei suoi, per definire la scelta dell’area. Una tempistica giudicata inaccettabile dal primo cittadino, che in un video su social ha parlato senza mezzi termini di “mari tempestosi” e ha denunciato il rischio di un declassamento della struttura. Al suo fianco, con toni altrettanto duri, è scesa in campo la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli.

La rabbia di Bandecchi: “La Presidente delude, siamo alla frutta. E i soldi? Non ci sono”

Il linguaggio è stato volutamente diretto, la forma scelta è quella del monologo affidato alla telecamera di smartphone e diffuso in tempo reale sui social network. Stefano Bandecchi non ha usato giri di parole per commentare l’esito dell’audizione. “L’ospedale di Terni è sempre più nero, sempre più nell’abisso qualunque tipo di possibilità”, ha esordito. Il cuore della sua accusa verte sui tempi e, soprattutto, sulla mancanza di coperture finanziarie. La presidente Proietti, secondo il sindaco, avrebbe chiesto altri undici mesi solo per scegliere il luogo“Se il Terni ha aspettato 25 anni, io gli aggiungo anche 30... potete aspettare anche altri 11 mesi”, ha rimarcato con sarcasmo.

Ma è il capitolo risorse a scatenare la furia di Bandecchi“Non ha la più pallida idea di dove prendere il denaro, non ci sono soldi, perché ci serviranno 780 milioni”, ha dichiarato, smontando l’ipotesi di un intervento dell'Inail (l'ente assicurativo statale, che opera come un fondo di investimento immobiliare e che acquisisce la proprietà dell'immobile in cambio del pagamento di un canone di rendimento con maxi-rate del valore capitale per il riscatto, ndr) paragonandolo a un “project financing peggiorato” da pagare per minimo 25 anni. Una cifra che, a suo dire, lieviterebbe fino a un miliardo e mezzo. La posta in gioco, però, sembra essere diventata ancora più alta: “Forse l’ospedale non sarà più un secondo livello, ma si comincia a pensare che l’ospedale di Terni possa essere declassato”. Una prospettiva che per il sindaco segna il punto di non ritorno: “Siamo realmente alla frutta”.

L’intervento di Francescangeli: “Dalla Regione non è arrivato nulla. Siamo fermi alla casella di partenza”

A rafforzare la linea dura dell’amministrazione comunale, confermando che non si tratta di una presa di posizione solitaria, è arrivata l’intervento istituzionale della presidente del consiglio comunale, Sara Francescangeli. Anche lei, pur nel registro formale di una dichiarazione stampa, ha tracciato un bilancio spietato dell’incontro. “Oggi dalla presidente della Regione non è arrivato nulla”, ha affermato senza mezzi termini. “Siamo fermi alla prima casella, quella della partenza”.

Francescangeli ha confermato la richiesta di ulteriori undici mesi da parte della giunta Proietti, stigmatizzando la giustificazione addotta: “Ha detto che sono passati 25 anni senza risposte e che quindi un altro anno poco sposta”. Una lettura che la presidente del consiglio contesta, ricordando come la gran parte di quel ritardo sia maturato sotto amministrazioni di centrosinistra. Ma il nodo principale rimane l’assenza di risposte concrete. “La presidente Proietti non ci ha detto nulla sul luogo di realizzazione, non ci ha detto niente sui fondi da utilizzare”. E, come Bandecchi, lancia l’allarme sul futuro dell’offerta sanitaria: “Ascolto con orrore che alcune forze politiche sono pronte a barattare l’alta specializzazione” con una classificazione di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), una formula che a suo avviso “poco si addice” all’ospedale di Terni. “Non può esistere che una città capoluogo di provincia, con 110 mila abitanti, venga ridotta a una seconda scelta”, ha concluso.

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Federico Zacaglioni
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