23 Jun, 2026 - 17:00

Omicidio Ilaria Sula, la difesa di Samson punta al delitto d'impeto: sentenza della Corte d'Assise il 27 ottobre

Omicidio Ilaria Sula, la difesa di Samson punta al delitto d'impeto: sentenza della Corte d'Assise il 27 ottobre

La Corte d’Assise di Roma ha fissato al 27 ottobre la sentenza per il femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa ternana di 22 anni uccisa a coltellate nel marzo 2025. Nell’udienza a Rebibbia, la difesa di Mark Antony Samson, 24 anni e reo confesso, ha respinto l’accusa di premeditazione e ha descritto l’omicidio come un delitto d’impeto, chiedendo anche le attenuanti generiche. Una linea che punta a ridimensionare il quadro costruito dalla Procura, che ha chiesto l’ergastolo. Fuori dall’aula bunker, però, resta il dolore della famiglia Sula, che continua a chiedere una verità completa su quanto accaduto e sulle ore precedenti alla morte della ragazza. La madre Gezime ha ribadito il suo appello, mentre il padre Flamur ha avuto un breve confronto con il legale della difesa. Il processo entra ora nella fase decisiva, con le repliche e la camera di consiglio già fissate.

La strategia dei legali di Samson nell'aula bunker di Rebibbia: negata la premeditazione per evitare l'ergastolo

L'aula bunker del carcere romano è rimasta silenziosa di fronte all'assenza dell'imputato, Mark Antony Samson. I suoi avvocati, Paolo Foti e Alessandro Pillitu, hanno tentato di smontare l'impianto accusatorio del procuratore Cascini, incentrato sulla premeditazione, sui futili motivi e sulla relazione affettiva. Secondo la tesi difensiva, a scatenare la furia omicida del ventiquattrenne nell'abitazione di Roma sarebbe stato un messaggio sul cellulare della vittima, inviato da un ragazzo conosciuto su un'applicazione di incontri. “Il mostrare il cellulare in quella maniera segnava un no definitivo e Samson si è sentito escluso definitivamente. Quella è stata la molla che ha scatenato un impulso stratosferico”, ha spiegato Paolo Foti davanti alla giuria, parlando di una reazione psicogena abnorme piuttosto che di un piano orchestrato. Per i legali, la condotta successiva del giovane - che ha coinvolto la propria madre, la quale ha già patteggiato due anni per concorso in occultamento di cadavere - dimostrerebbe l'improvvisazione di un ragazzo descritto come un “bugiardo compulsivo” che ha recitato una parte per una settimana nel tentativo disperato di salvarsi.

Lo scontro sulle attenuanti generiche e il drammatico ritrovamento del corpo di Ilaria Sula a Capranica Prenestina

I difensori di Samson hanno formalizzato la richiesta delle attenuanti generiche, facendo leva sulla giovane età, sull'incensuratezza e sulla collaborazione che avrebbe permesso agli inquirenti di ritrovare il cadavere della studentessa, nascosto in una valigia e gettato in un dirupo a Capranica Prenestina il 2 aprile 2025. Una ricostruzione che ha scatenato l'immediata reazione dell'avvocato di parte civile, Giuseppe Sforza, portavoce della famiglia Sula. “Sentire oggi che dovremmo quasi ringraziare Mark Samson per aver fatto ritrovare il corpo di Ilaria mi è sembrato veramente eccessivo”, ha commentato duramente il legale. “Ci sarà una corte a decidere, però mi permetto sempre di ricordare come è stata uccisa questa ragazza, come è stato nascosto il suo corpo. È l'unica cosa che ho ritenuto proprio inaccettabile per la famiglia”. La difesa ha invece insistito sulla necessità di affiancare alla severità del giudizio un percorso di riabilitazione, chiedendo alla corte se sia possibile “coniugare un’esigenza di verità e di giustizia con un’esigenza di recupero sociale” che non dovrebbe essere negata a nessuno.

Il dolore della famiglia Sula e la solidarietà dei compagni dell'Università La Sapienza in attesa del verdetto

All'esterno dell'aula, il dramma si consuma nei gesti misurati della comunità di Terni che si è stretta attorno ai genitori. I familiari di Ilaria, circondati da amici e parenti, hanno assistito all'udienza indossando magliette bianche con la scritta “Giustizia per Ilaria”. Accanto a loro si sono schierati anche numerosi colleghi dell'Università La Sapienza, che hanno consegnato un mazzo di fiori alla madre della ventiduenne. Proprio la mamma, Gezime, ha espresso la sua angoscia ai cronisti presenti: “Oggi è stata dura perché anche Ilaria ancora non sta in pace lassù se non si sa tutta la verità”. La tensione è rimasta palpabile quando la madre dell'imputato ha cercato di avvicinarsi ai Sula, ricevendo un netto rifiuto, e durante il breve, composto confronto tra il padre Flamur e l'avvocato della difesa. Il cammino processuale si avvia ora alla sua conclusione. Conclusi gli interventi odierni, il calendario prevede le repliche delle parti prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio. La parola definitiva spetterà alla Corte d’Assise, attesa al varco il prossimo 27 ottobre per scrivere la parola fine sul primo grado di questa tragedia.

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Federico Zacaglioni
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