Un mazzo di fiori consegnato con discrezione, ma carico di significato. È stato questo il gesto con cui alcuni studenti dell'Università La Sapienza di Roma hanno voluto manifestare la propria vicinanza ai genitori di Ilaria Sula nel giorno di una delle udienze più attese del processo per il femminicidio della giovane studentessa ternana.
Mentre cresce l'attesa per la sentenza nei confronti di Mark Samson, imputato per l'omicidio dell'ex fidanzata, i ragazzi del corso di Giurisprudenza hanno deciso di trasformare il loro sostegno in un segnale concreto. Un omaggio semplice ma profondamente simbolico, che ha suscitato emozione nella famiglia della ventiduenne e ha riportato al centro dell'attenzione il ricordo di una ragazza che aveva costruito il proprio futuro sui libri e sui progetti universitari.
L'iniziativa degli studenti è arrivata in un momento particolarmente delicato per i familiari di Ilaria, costretti da oltre un anno a confrontarsi con il dolore della perdita e con il percorso giudiziario che dovrà stabilire in via definitiva le responsabilità per la morte della giovane.
L'emozione ha accompagnato l'arrivo dei genitori della ragazza all'esterno dell'aula. Il gesto degli universitari ha colpito profondamente il padre di Ilaria, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine nei confronti dei ragazzi che continuano a mantenere vivo il ricordo della figlia.
"Per noi ogni momento di questa vicenda continua a essere estremamente doloroso. Ringraziamo gli studenti della Sapienza per la vicinanza che ci stanno dimostrando. Ogni volta che torniamo all'università e vediamo quei ragazzi, non riusciamo a trattenere le lacrime. Nostra figlia avrebbe dovuto essere lì con loro, non noi qui in tribunale".
Il padre ha poi rivolto un pensiero all'esito del procedimento giudiziario ormai vicino alla conclusione.
"Ci aspettiamo che venga fatta giustizia per nostra figlia. L'ergastolo per lui sarebbe comunque un privilegio rispetto a quello che stiamo vivendo noi. Il vero ergastolo è quello che portiamo dentro ogni giorno da quando Ilaria non c'è più". Una dichiarazione forte, pronunciata con la consapevolezza che nessuna sentenza potrà restituire la figlia alla famiglia. Nel frattempo la Procura di Roma ha chiesto la condanna all'ergastolo per Mark Samson e nelle prossime ore potrebbe arrivare il verdetto della Corte d'Assise.
Originaria di Terni, Ilaria Sula aveva 22 anni e frequentava il corso di Scienze Statistiche all'Università La Sapienza. Chi la conosceva la descriveva come una studentessa determinata, impegnata negli studi e concentrata sul proprio futuro professionale. Aveva scelto un percorso universitario impegnativo e coltivava l'obiettivo di entrare nel mondo della Guardia di Finanza una volta conclusi gli studi. Un progetto costruito con dedizione e sacrificio che si è interrotto tragicamente nel marzo del 2025.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nel corso delle indagini, la giovane era stata uccisa dall'ex fidanzato Mark Samson, con il quale la relazione era terminata da tempo. L'omicidio sarebbe avvenuto all'interno dell'abitazione del giovane, nel quartiere Africano della Capitale. Dopo il delitto, il corpo della ragazza sarebbe stato nascosto all'interno di sacchi e successivamente collocato in una valigia. Il cadavere venne poi abbandonato in una zona boschiva di Capranica Prenestina, a diversi chilometri da Roma.
Per giorni familiari, amici e conoscenti avevano lanciato appelli nella speranza di ritrovare la giovane. La ricerca si concluse tragicamente il 2 aprile, quando la valigia contenente il corpo di Ilaria venne rinvenuta dagli investigatori. Da quel momento il caso ha assunto una rilevanza nazionale, diventando uno dei simboli della lotta contro la violenza sulle donne e del dibattito sulla prevenzione dei femminicidi. Un futuro che non ha avuto il tempo di realizzarsi, ma il cui ricordo continua a vivere nelle aule dell'università, tra gli amici, nei gesti degli studenti e nelle parole di una famiglia che ancora oggi chiede una sola cosa: giustizia.