05 Mar, 2026 - 17:30

Nuovo ospedale Terni, la giunta Bandecchi propone alla Regione un accordo di programma: “Ora atti formali”

Nuovo ospedale Terni, la giunta Bandecchi propone alla Regione un accordo di programma: “Ora atti formali”

La giunta comunale di Terni alza il livello della partita sul nuovo ospedale e prova a trasformare la spinta politica in un atto amministrativo capace di vincolare i soggetti in campo. Nel pomeriggio di oggi, l’esecutivo guidato dal sindaco Stefano Bandecchi ha approvato una delibera di indirizzo che formalizza la proposta, da inviare alla Regione Umbria, per la sottoscrizione di un accordo di programma finalizzato alla realizzazione del nuovo Santa Maria. Un’iniziativa che, nelle intenzioni di Palazzo Spada, punta a smuovere le acque dopo mesi di dichiarazioni e confronti pubblici che non hanno ancora prodotto atti ufficiali da parte di Palazzo Donini. Il documento, illustrato dall’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Anibaldi, verrà ora trasmesso al consiglio comunale per l’approvazione definitiva, con l’obiettivo di sedare al più presto attorno a un tavolo istituzionale tutti gli enti interessati: Regione Umbria in primis, ma anche Azienda Ospedaliera di Terni e gli altri soggetti che a vario titolo dovranno contribuire alla realizzazione dell’opera.

La delibera e il senso di un patto formale per il nuovo Santa Maria

sergio annibaldi

L’atto approvato dalla giunta comunale di Terni non è soltanto un ennesimo attestato di intenti, ma prova a incidere sul metodo. Lo strumento individuato è quello dell’accordo di programma disciplinato dall’articolo 34 del Testo Unico degli Enti Locali, un meccanismo pensato per coordinare l’azione di diverse amministrazioni pubbliche quando si tratta di realizzare opere complesse. Nel caso specifico, il Comune di Terni chiede alla Regione Umbria di uscire dalla logica delle dichiarazioni verbali per entrare in una fase di impegni reciproci e vincolanti, ferma restando “la competenza primaria della Regione in materia sanitaria”, come tiene a precisare la delibera.

La realizzazione del nuovo ospedale di Terni - dichiara l’assessore Sergio Anibaldi - costituisce un elemento sostanziale e qualificante dell’azione politico-amministrativa sia della giunta regionale, come più volte dichiarato pubblicamente, sia dell’amministrazione comunale di Terni. La presidente Stefania Proietti ha in più occasioni confermato il ruolo strategico del Santa Maria di Terni nell’ambito della rete ospedaliera regionale”.

Tuttavia, il ragionamento dell’assessore si spinge oltre la constatazione delle convergenze politiche: “Il progressivo e costante impoverimento strutturale dell’attuale nosocomio, con conseguente riduzione della capacità complessiva dell’offerta sanitaria, rende non più rinviabile l’avvio di idonee procedure finalizzate alla realizzazione di un nuovo ospedale nel territorio comunale di Terni”.

Il passaggio chiave, però, riguarda la fotografia dello stato dell’arte. “Allo stato attuale - incalza Anibaldi - non risultano adottati dalla Regione Umbria atti, deliberazioni o impegni formalizzati e definitivi. Ecco perché il sindaco Stefano Bandecchi e la sua giunta vogliono promuovere la determinazione di atti politico-amministrativi volti a individuare, nel più breve tempo possibile, il percorso amministrativo necessario per l’avvio del processo”.

Un richiamo esplicito alla necessità di uscire dalla fase delle intenzioni per approdare a quella delle scelte concrete. “Lo strumento dell’accordo di programma - conclude l’assessore - costituisce una modalità idonea al coordinamento tra le amministrazioni interessate. Siamo sicuri che, nell’esclusivo interesse di Terni e di tutto il territorio regionale, su questo impegno troveremo la massima convergenza”.

Il nodo delle risorse e la programmazione dell’opera

Se l’accordo di programma rappresenta la cornice giuridica, il contenuto che dovrà ospitare è tutto ancora da definire, e riguarda essenzialmente due ordini di problemi: la copertura finanziaria e la localizzazione. Sul fronte economico, il dibattito degli ultimi mesi ha visto susseguirsi cifre e ipotesi diverse. Da un lato, il sindaco Bandecchi ha più volte rivendicato la bontà del progetto elaborato dalla sua amministrazione, basato su un meccanismo di project financing che - secondo quanto dichiarato in precedenza - garantirebbe la realizzazione in cinque anni senza gravare in modo insostenibile sulle casse pubbliche. Dall’altro, la presidente Proietti ha parlato di un fabbisogno che si aggira tra i 550 milioni e i 770 milioni di euro, con tempi tecnici inevitabilmente lunghi.

Il tema dei finanziamenti per il nuovo ospedale di Terni è delicato. Come ha recentemente spiegato lo stesso Anibaldi nel corso di un’iniziativa pubblica a Perugia, “il costo di costruzione di un nuovo ospedale a Terni si collocherebbe intorno ai 270 milioni di euro, una cifra che non risulta oggi coperta da finanziamenti disponibili”. Il riferimento, in quel caso, era alla necessità di “avviare una programmazione reale”, perché “senza quella, i tempi si allungano inevitabilmente”.

Un passaggio che suona come un avvertimento: qualsiasi intesa istituzionale, per quanto solenne, rischia di rimanere lettera morta se non accompagnata dall’inserimento dell’opera nel piano triennale delle opere pubbliche e dall’individuazione certa delle risorse. La delibera della giunta comunale di Terni prova a forzare la mano su questo versante, chiedendo alla Regione Umbria di mettere nero su bianco impegni e tempistiche.

Il precedente di Narni e il peso della politica regionale

Nel lessico politico ternano l’ipotesi di un accordo di programma sul nuovo ospedale non rappresenta una novità assoluta, ma accompagna da mesi l’azione della giunta Bandecchi. Già a settembre, nel pieno del confronto su localizzazione e coperture, il sindaco aveva rivendicato pubblicamente la necessità di un percorso condiviso Regione Umbria-Comune di Terni, indicando il nuovo Santa Maria come banco di prova di una regia istituzionale comune, capace di superare logiche di contrapposizione sterile. Nelle settimane successive lo schema è stato rilanciato con maggiore nettezza: in assemblea cittadina lo stesso Bandecchi aveva messo nero su bianco la proposta di un patto tra tutti gli enti coinvolti, legandolo a un impegno preciso su tempi (cinque anni) e tetto di spesa.

La scelta dello strumento si inserisce peraltro in una tradizione amministrativa già sperimentata in Umbria. Lo stesso meccanismo è stato utilizzato in passato per l’ospedale di Narni, con l’attuale assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti che, da sindaco, firmò diverse versioni dell’intesa tra i soggetti interessati. Un precedente che rende la proposta di oggi del tutto coerente con le normative e con l'opportunità politica di una collaborazione istituzionale e che potrebbe facilitare l’intesa tecnica, al di là delle inevitabili fibrillazioni politiche. Anche per questo, nelle posizioni pubbliche della presidente Proietti e, prima ancora, della sua predecessora Donatella Tesei, l’accordo di programma è rimasto sullo sfondo come possibile cornice per garantire stabilità politica, procedurale e finanziaria al cantiere.

Resta ora da capire quale sarà la risposta di Palazzo Donini. La giunta regionale dell’Umbria, nelle more della definizione dello studio delle aree idonee affidato a una società esterna per individuare l’area ideale, dovrà decidere se raccogliere o meno l’invito a siglare un patto formale. La palla passa ora al consiglio comunale di Terni, chiamato a ratificare l’indirizzo della giunta e a eventualmente integrare la proposta con proprie condizioni. Ma il vero banco di prova sarà la capacità di tradurre la convergenza verbale - finora ripetutamente dichiarata da entrambe le parti - in un impegno sottoscritto, con tempi certi e risorse allocate. Perché, come ripetono in molti a Palazzo Spada, senza atti formali il rischio è che il nuovo ospedale resti perennemente “la priorità” che non arriva mai.

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Federico Zacaglioni
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