22 Jun, 2026 - 20:00

"Sarà Nuova Ternana 1925": Bandecchi conferma il nome del club per la D e gela potenziali concorrenti per il marchio

"Sarà Nuova Ternana 1925": Bandecchi conferma il nome del club per la D e gela potenziali concorrenti per il marchio

Si chiamerà Nuova Ternana 1925, come avevamo anticipato ai nostri lettori. Ma stavolta l'ufficializzazione arriva da Stefano Bandecchi che rompe gli indugi, annuncia il nuovo nome e manda un segnale diretto a chi guarda all’asta del 10 luglio per il marchio della vecchia gestione. Gelando chi vorrà presentare offerte con la finalità di negare il possibile utilizzo alla squadra di serie D.

Una scelta di comunicazione - quella del sindaco - che ha un valore sportivo ma anche giuridico, perché il nodo del marchio resta al centro della partita delle polemiche. Già, perché una cosa che in molti non sembrano aver compreso è che la data di fondazione del club non era inserita nella denominazione della società (Ternana Calcio Srl, ndr) alla quale la Federcalcio ha revocato l'affiliazione. Invece, compare nella denominazione registrata all'Ufficio brevetti della Camera di commercio che però non ha effetti sull'anagrafica federale. 

Inoltre, l’utilizzo del marchio "Ternana Calcio 1925" sarebbe già stato regolato in passato dentro l’operazione di scissione e cessione del ramo d’azienda femminile. Ma andiamo con ordine.

La strategia comunicativa sui social e l'architettura societaria dietro il progetto per la rinascita rossoverde

Il dado è tratto e la traiettoria è tracciata. A rompere gli indugi sul destino sportivo della città di Terni è intervenuto direttamente il sindaco ed ex patron Stefano Bandecchi. Attraverso un video pubblicato sui propri canali Instagram, il fondatore di Unicusano ha ufficializzato la denominazione della società che raccoglierà l’eredità del calcio cittadino nei dilettanti, blindando la continuità storica.

Questa notizia è per i cittadini di Terni, ma esattamente per i cittadini di Terni appassionati di calcio. Questa settimana nascerà la società nuova Ternana 1925, società sportiva dilettantistisca”, ha scandito il sindaco di Terni, definendo i contorni di un'operazione che punta a restituire certezze alla piazza. Le parole utilizzate non lasciano spazio a interpretazioni e confermano la solidità del progetto Fenice, concepito per superare il vuoto generato dal recente dissesto finanziario. La scelta di questa specifica denominazione non è affatto casuale, ma risponde a una precisa architettura legale definita in queste settimane con legali, advisor e consulenti che stanno supportando Unicusano nell'operazione di fusione e ripartenza dalla serie D.

La blindatura del nome poggia su solide basi pregresse. Come chiarito dallo stesso Stefano Bandecchi, l'operazione sfrutta posizioni giuridiche già consolidate all'interno del gruppo: “Sarà possibile utilizzare questa denominazione grazie, da un lato, alla concessione che la Futsal Ternana aveva dell'utilizzo del marchio Ternana 1925. E dall'altro, grazie anche al fatto, che l'Università Niccolò Cusano è attualmente la proprietaria della squadra femminile che milita in Serie A e che si chiama Ternana Calcio 1925. Il marchio per simpatia l'ho modificato in Ternana Women. Quindi nascerà la nuova Ternana 1925 in serie D. E questa è la grande notizia per i cittadini di Terni”.

Per comprendere le ragioni di questo annuncio di Bandecchi (che non è un messaggio contro il Comitato "La Ternana Siamo Noi", ndr) va raccontato un retroscena. Nel week end il sindaco è stato raggiunto da numerosi messaggi di tifosi e appassionati preoccupati che la nuova società non potesse usare lo stemma della società fallita, qualora Bandecchi non si fosse aggiudicato l'asta. 

Il nodo giuridico dell'asta per il marchio della Ternana fallita del prossimo 10 luglio 

Le dichiarazioni del sindaco di Terni rappresentano, dunque, una precisa mossa strategica volta a gelare eventuali concorrenti interessati a partecipare all'asta fallimentare della vecchia Ternana Calcio Srl, fissata dal tribunale per il prossimo 10 luglio. Al centro della contesa formale c'è il celebre logo rossoverde, inserito dal curatore fallimentare nell’inventario dei beni della procedura di Liquidazione Giudiziale N. 13/2026.

Bandecchi ha detto in più occasione che parteciperà a questa procedura. Tuttavia, l'acquisizione di quel simbolo non viene considerata determinante. Il punto decisivo risiede nelle pieghe dei contratti stipulati all'epoca della cessione della società da Bandecchi a Nicola Guida. In quella circostanza, l’utilizzo del marchio fu inserito nel perimetro della scissione societaria e il suo utilizzo per la squadra femminile ceduto come parte integrante del ramo d’azienda a Unicusano. Sotto il profilo del diritto commerciale si tratta per Bandecchi di uno spartiacque decisivo.

Non si è trattato di una fragile licenza d’uso, che un eventuale acquirente terzo potrebbe revocare agevolmente. Essendo il trasferimento del diritto d'uso avvenuto in modo valido e opponibile, l’insorgenza della procedura concorsuale non basta a cancellare i diritti acquisiti da terzi, in questo caso la Women. Certamente la curatela fallimentare persegue il proprio mandato istituzionale, mantenendo la nuda proprietà del logo originale nell'attivo e procedendo alla vendita coattiva. Ma un eventuale investitore terzo, aggiudicandosi il marchio il 10 luglio, si troverebbe per le mani un bene senza la totale esclusività di utilizzo. Sarebbe dunque davvero difficile impedire alla neonata Nuova Ternana 1925 di scendere in campo con quel nome e con il simbolo, forte dei diritti pregressi custoditi dalla divisione Ternana Women e dai suoi azionisti e dalle intese di scissione. 

E' ovvio però che il sindaco ha tutta l'intenzione di concorrere all'asta per aggiudicarsi il marchio e i beni necessari alla ripartenza della nuova società.

Dai beni materiali dello stadio Liberati alle scadenze della Figc: la complessa corsa contro il tempo per l'iscrizione

La partita giudiziaria non si esaurisce con i soli beni immateriali. Dai verbali d'inventario redatti dalla curatela a maggio 2026 emergono elementi materiali indispensabili per la quotidianità operativa della squadra e per la gestione logistica dello Stadio Libero Liberati. Tra i beni mobili figurano simboli storici come lo stemma tridimensionale della Ternana, il celebre quadro fotografico dedicato all'allenatore Corrado Viciani e le bacheche dei programmi gara ufficiali. Vi sono poi strumenti aziendali e industriali di uso giornaliero: lavatrici e asciugatrici di marche primarie, arredi completi destinati al convitto dei tesserati, server informatici e postazioni per gli uffici della sede di via della Bardesca. Chiunque intenda far ripartire la macchina del calcio a Terni dovrà necessariamente confrontarsi con il riscatto o il recupero di questa dotazione materiale, essenziale per garantire standard organizzativi adeguati in tempi rapidi.

Sul fronte sportivo, la dirigenza si trova a dover gestire una complessa corsa a ostacoli regolata dalle norme della FIGC, che impongono di muoversi su due binari burocratici paralleli. Da un lato vi è la scadenza perentoria per l’iscrizione al campionato di Serie D: la procedura telematica, corredata da fideiussioni, liberatorie economiche e idoneità dello stadio, scade improrogabilmente alle ore 14 del 10 luglio 2026, pena l'esclusione. Dall'altro lato, la finestra per le operazioni straordinarie di mutamento di denominazione e fusione per l'incorporazione dell'ex Orvietana con la Tip Power Futsal scade il 15 luglio 2026 secondo le direttive dell’Anagrafe Sportiva. La neonata dirigenza dovrà quindi iscrivere il titolo sportivo entro la prima scadenza e depositare i verbali notarili della fusione semplificata entro la seconda, attendendo il decreto definitivo firmato dal presidente federale.

Il nuovo orizzonte della Figc con la presidenza di Giovanni Malagò: il dossier rossoverde e il nodo stadio

L’ultimo atto di questa complessa transizione calcistica passerà inevitabilmente sul tavolo dei nuovi vertici del pallone italiano. Giovanni Malagò è stato infatti eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti dall'assemblea federale, succedendo al dimissionario Gabriele Gravina dopo il naufragio della Nazionale e la mancata qualificazione ai Mondiali 2026. Sarà proprio il neo numero uno del calcio italiano a esaminare il delicato dossier della fusione e a porre la firma finale sul destino della Nuova Ternana 1925. Un incrocio significativo per il dirigente, che già nel 2021, in visita a Terni, si era schierato a favore del rilancio dell'impiantistica locale, esortando la piazza a “tenetevi molto, molto stretto, molto vicino Stefano Bandecchi", che intendeva investire capitali privati nelle infrastrutture. In quell'occasione Malagò liquidò il vecchio Liberati come “iconico ma indubbiamente datato, demodé”, indicando il nuovo stadio come “indispensabile” e suggerendo il modello Udine per i lavori. Un orientamento che oggi suona come un messaggio diretto anche alla Regione Umbria, chiamata a sbloccare l'impasse burocratica sul progetto della Stadium.

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Federico Zacaglioni
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