Un passaggio di consegne ai vertici della più importante partecipata comunale e un altro tassello che si muove nello scacchiere delle nomine pubbliche, come avevamo anticipato all'indomani della crisi di San Valentino. Il Consiglio d'amministrazione di ASM Terni ha deliberato oggi la nomina di Sergio Cardinali a nuovo presidente della multiutility che gestisce energia elettrica, illuminazione pubblica, rifiuti e acqua potabile per il comune e l'area vasta. La designazione, arrivata direttamente da Palazzo Spada con effetto immediato, segna l'inizio di una nuova fase per l'azienda partecipata.
Cardinali, già assessore allo Sviluppo economico della Giunta Bandecchi, subentra a Gabriele Ghione, al quale il Cda ha rivolto un ringraziamento formale per l'impegno e la professionalità dimostrati durante il mandato. Ghione ha lasciato la presidenza per approdare in Giunta comunale con delega allo sviluppo economico e commercio, un incarico per il quale da ASM fanno giungere i migliori auguri.
Il neo presidente non è certo un volto nuovo per le stanze dei bottoni ternane. Il suo curriculum vanta una lunga militanza sindacale e una consolidata esperienza nel settore della distribuzione elettrica, maturata sul campo. Ma è il legame con il territorio a rappresentare, nelle sue prime parole da presidente, il filo conduttore del nuovo incarico.
“Sono profondamente legato ad ASM e a ciò che rappresenta per la città” , ha dichiarato a caldo Cardinali. “Per me questa nomina rappresenta la chiusura di un cerchio e il coronamento di un percorso avviato anni fa in ambito sindacale e continuato poi durante il mio incarico in Giunta. Ritengo che ASM possa e debba essere sempre più un punto di riferimento per lo sviluppo economico del territorio. Metterò a disposizione dell'azienda tutta la mia esperienza per proseguire il percorso già avviato e, allo stesso tempo, gettare basi solide per il futuro” .

La transizione arriva in un momento tutt'altro che tranquillo per la municipalizzata. ASM Terni si trova oggi a dover consolidare i servizi pubblici essenziali e ad affrontare le sfide dell'innovazione e della sostenibilità, in un contesto di mercato complesso che vede la presenza del socio privato Acea, multiutility che fattura miliardi e gestisce beni comuni fondamentali come acqua, energia e rifiuti.
La presidenza di una società a capitale misto pubblico-privato non è un ruolo cerimoniale. Richiede competenze manageriali comprovate, esperienza nella gestione di strutture organizzative complesse e capacità economico-finanziarie adeguate alla dimensione del bilancio. Numeri importanti, se si considera che la multiutility muove più di 65 milioni di euro l'anno, una cifra che corrisponde a circa un quinto dell'intero bilancio del Comune di Terni, che per il 2025 ammonta a 315,5 milioni di euro secondo i dati ufficiali di Palazzo Spada
Il Comune si prepara, nel 2027, a rimettere in discussione i patti parasociali, che dopo l'acquisizione del pacchetto azionario privato da parte di ACEA durante l'amministrazione Latini, vedono la società romana detenere il controllo della società.
Mentre in ASM si insedia il nuovo corso, un'altra partita si gioca a Palazzo Montani Leoni. Il
è atteso a marzo per esaminare le nuove proposte di nomina avanzate dal sindaco Stefano Bandecchi.
Le indicazioni del primo cittadino portano i nomi di Lorenzo Amati e Francesca Porrazzini. Il primo è dirigente di Unicredit con un cognome pesante nella storia del credito ternano: il padre Carlo è stato presidente della Fondazione in passato e lo stesso Lorenzo vanta un'esperienza pregressa negli organi dell'istituzione bancaria. La seconda è invece un'insegnante, scelta che porta per la prima volta il mondo della scuola all'interno del Comitato, senza trascorsi politici alle spalle.
I due subentrerebbero a Leonardo Fausti e Dario Guardalben, indicati dalla precedente amministrazione Latini. Quest'ultimi erano rimasti in carica per un solo mandato, discostandosi dalla prassi dell'istituzione bancaria che finora aveva previsto la riconferma automatica. Il voto degli attuali membri del Comitato dovrà ora sancire il definitivo cambio di composizione legato al nuovo corso amministrativo, anche se la storia recente insegna che in Fondazione le sorprese non sono mai da escludere: accadde in passato, con l'amministrazione Di Girolamo, per l'ex presidente dell'Ordine dei medici Aristide Paci e l'imprenditore Gino Timpani.
Sulla nomina di Cardinali in ASM si è abbattuta quasi in contemporanea la polemica del Movimento 5 Stelle. I pentastellati hanno diffuso una nota durissima in cui definiscono la scelta dell'amministrazione “politicamente e istituzionalmente inaccettabile” .
“Se una persona viene giudicata inadeguata per governare insieme all'esecutivo comunale” , si legge nella nota, “è legittimo chiedersi con quale coerenza possa essere ritenuta idonea a presiedere una multiutility". Il Movimento punta il dito contro la mancata procedura comparativa pubblica, prevista dall'articolo 6 del Regolamento comunale sulle nomine, che parla di “comprovata competenza tecnica e amministrativa in relazione alla natura dell'incarico”.
I pentastellati chiedono la pubblicazione integrale degli atti istruttori relativi alla nomina, con particolare riferimento alle verifiche effettuate in merito all'assenza di cause di incompatibilità e inconferibilità ai sensi del D.Lgs. 39/2013, alla motivazione puntuale che dimostri la coerenza tra il curriculum del nominato e la complessità gestionale di ASM, e alle valutazioni che hanno giustificato la mancata applicazione della procedura ordinaria. In realtà - secondo l'interpretazione deglki uffici comunali - questa normativa non si applica per società a controllo privato.
“ASM non è un ammortizzatore politico” , conclude la nota del M5s.