30 Nov, 2025 - 10:30

Narni, una "stanza tutta per sé" portatile per le vittime di violenza. Il Soroptimist dona un kit hi-tech ai Carabinieri

Narni, una "stanza tutta per sé" portatile per le vittime di violenza. Il Soroptimist dona un kit hi-tech ai Carabinieri

Non sempre un luogo istituzionale è il più adatto per rompere il muro di paura e vergogna. A volte, la denuncia di una violenza ha bisogno di uno spazio sicuro, anche solo metaforico, per trovare la forza di emergere. Quel luogo protetto, ispirato al celebre saggio di Virginia Woolf, da ieri ha una versione “mobile” anche a Narni. Nella Sala Consiliare del Municipio, il Soroptimist International Club di Terni ha consegnato alla Stazione Carabinieri locale il kit informatico “Una stanza tutta per sé portatile, una valigetta hi-tech che permetterà di raccogliere le testimonianze delle vittime in qualsiasi contesto, anche il più remoto. Alla cerimonia, un segnale concreto di come la rete umbra contro il femminicidio si stia infittendo, hanno preso parte il Sindaco Lorenzo Lucarelli e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Terni, Colonnello Antonio De Rosa.

Un progetto nazionale che diventa presidio territoriale

Il gesto di ieri pomeriggio non è un evento isolato, ma l’ultimo tassello di un progetto nazionale avviato nel 2015 da Soroptimist International e Arma dei Carabinieri. Un’iniziativa che prende il nome e la filosofia da “Una stanza tutta per sé”, il manifesto del 1929 in cui Virginia Woolf denunciava le libertà negate alle donne, a partire da uno spazio fisico e mentale per esprimersi. L’obiettivo è trasformare il momento traumatico della denuncia in un percorso più umano. Dove non è possibile allestire una stanza fisica e permanente, ecco la soluzione portatile: una valigetta equipaggiata con tecnologia audio e video per la verbalizzazione, in grado di ricreare un ambiente riservato e rassicurante anche in una casa di cura, in un paese montano o in qualsiasi luogo non istituzionale.

Questo progetto”, ha spiegato la Presidente del Soroptimist International Club di Terni, Raffaella Brizioli, “nasce da una collaborazione ormai consolidata con l’Arma e si evolve per rispondere ai bisogni del territorio. I nostri ambienti, fisici o mobili, sono studiati con precise linee guida che tengono conto della psicologia dei colori e delle immagini, per incidere positivamente sul comportamento e sulla serenità della vittima, con un’attenzione particolare anche ai minori”.

In provincia di Terni, stanze fisse sono già operative dal 2016 nel Comando Provinciale e dal 2022 nella Compagnia di Amelia, e hanno già consentito numerose audizioni protette.

La strategia dell’Arma: formazione, prontuari e tecnologia

La consegna del kit di Narni si inserisce in una strategia di contrasto alla violenza di genere che l’Arma dei Carabinieri porta avanti da anni su più fronti. Il Colonnello Antonio De Rosa, nel suo intervento, ha tracciato un quadro dell’impegno dell’Istituzione, ringraziando il Soroptimist per la “preziosa attività”. Un impegno che affonda le radici in una struttura dedicata: “Già dal 2009”, ha ricordato il Comandante Provinciale, “è stata costituita la Sezione Atti Persecutori nell’ambito del Reparto Analisi Criminologiche del RACIS di Roma”.

Da allora, l’azione si è intensificata. “È stata avviata un’importante campagna di specifica formazione rivolta al personale”, ha proseguito De Rosa, “per preparare alla complessa gestione di eventi concernenti il delicato fenomeno i militari, oggi connotati, in primis i Comandanti di Stazione, da un’elevata sensibilità in materia”. A supporto degli operatori, il Comando Generale ha approntato un Prontuario Operativo per i Reati di Violenza di Genere e per l’approccio alle vittime particolarmente vulnerabili”, documento vivo e “costantemente implementato” per stare al passo con le “mutevoli dinamiche” del fenomeno.

La sinergia come risposta: denunce in aumento sono un segnale di fiducia

Un elemento chiave emerso dalle dichiarazioni del Colonnello è la sinergia. “È costante la collaborazione con le altre Forze di Polizia, le istituzioni, le associazioni ed i club service, come appunto il Soroptimist International, con cui esiste un profondo legame ed un protocollo di collaborazione già da molti anni”, ha sottolineato. Questa rete, fatta di competenze e umanità, sta producendo risultati tangibili. De Rosa ha evidenziato un “trend crescente di denunce, dato che non va letto in negativo, ma come l’esito di un lavoro di sensibilizzazione che sta funzionando. Quelle denunce in più significano che “le campagne di sensibilizzazione, svolte a vari livelli, abbiano aumentato la percezione di fiducia e di speranza di poter uscire da drammatiche situazioni”.

La consegna del kit a Narni, avvenuta pochi giorni dopo la campagna “Orange the World” del 25 novembre che ha visto il Comando di Terni illuminarsi di arancione, dimostra che la lotta alla violenza di genere non si esaurisce in una giornata simbolica. È un lavoro quotidiano, fatto di strumenti tecnologici, formazione specialistica e, soprattutto, di una rete di supporto che cerca di arrivare ovunque, portando con sé, idealmente, quella “stanza” di cui ogni donna ha diritto per ritrovare la propria voce.

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Federico Zacaglioni
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