Un ordine di carcerazione pendente, applicato nel cuore della notte tra i controlli della movida. È il bilancio di un servizio interforze che sabato ha presidiato il centro di Terni, dove la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino straniero residente in città, già destinatario di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. L’uomo, bloccato durante i normali accertamenti, è stato immediatamente accompagnato nella Casa Circondariale di Terni per iniziare a scontare la pena. Un’operazione a campione che, nel corso della serata, ha portato all’identificazione di 41 persone, di cui 12 stranieri, e al controllo di un esercizio pubblico, in un clima descritto come sostanzialmente tranquillo.
Il servizio, voluto dal Questore Michele Abenante, non è un episodio isolato. Si inserisce in un preciso dispositivo di prevenzione che da settimane stringe il quadrante del centro storico nelle ore serali e notturne, con l’obiettivo dichiarato di scongiurare derive e garantire legalità. Un piano che vede schierati insieme, in una sinergia ormai consolidata, gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale. Pattuglie congiunte che presidiano a piedi e con mezzi le principali piazze e vie di aggregazione, da corso Tacito alle aree limitrofe, in una visibile dimostrazione di forza dissuasiva.

La notte di sabato 17 gennaio ha visto quindi un’azione a tutto campo, seppur in un contesto di "contenuta affluenza di persone", come specificato dagli esiti del servizio. Proprio durante questa attività di controllo capillare, i poliziotti si sono imbattuti nell’uomo, già noto alla Giustizia. La verifica dei documenti ha fatto immediatamente scattare l’allarme: contro di lui pesava un ordine di carcerazione esecutivo, emesso per reati passati di cui dovrà ora rispondere in carcere. Le manette sono state applicate senza resistenza, e la procedura è proseguita con il trasferimento nella struttura penitenziaria di Sabbione.
Oltre a questo episodio, l’attività si è concentrata su una meticolosa opera di identificazione. Le 41 persone fermate e controllate, tra cui quasi un terzo di cittadini non italiani, rappresentano la normale attività di screening in zone sensibili. Il controllo di un esercizio pubblico rientra invece nei verifiche alla regolarità degli esercizi e al rispetto delle norme, soprattutto in materia di somministrazione di alcolici e orari. Un’attività a geometria variabile che, nelle intenzioni delle forze dell’ordine, deve creare un ambiente sicuro per chi vuole divertirsi e al contempo inaggirabile per chi cerca il margine dell’illegalità.

Questa operazione va letta come un tassello di una strategia più ampia e continuativa, rafforzata dopo gli ultimi episodi di tensione registrati in città. Pochi giorni fa, nel Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Antonietta Orlando, si è fatto il punto sulla situazione, anche alla luce di fatti come l’arresto di due minori per una rapina in via Fratti. È emersa la linea della "massima pressione" sui territori della movida, con servizi che, come confermato, non solo proseguiranno ma saranno intensificati.
Lo ha ribadito con chiarezza lo stesso Prefetto Orlando, le cui parole tracciano la rotta dell’azione di governo del territorio: "I servizi specifici nelle zone della movida proseguiranno e saranno ulteriormente intensificati, con particolare attenzione alle aree attigue ai locali di intrattenimento aperti fino a tarda ora". Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni. Ma Orlando è sceso anche nel dettaglio operativo, spiegando la filosofia di questi dispiegamenti di uomini: "Le operazioni ad alto impatto consentono un controllo più incisivo del territorio per contrastare lo spaccio, verificare la sicurezza dei locali, tutelare i minori, garantire maggiore sicurezza stradale e prevenire risse e danneggiamenti".
È evidente, dunque, che l’arresto di sabato notte, pur derivante da una contingenza specifica e precedente, sia stato possibile anche grazie a questo contesto di vigilanza serrata e pervasiva. La Questura di Terni punta a mantenere alta la guardia, convinta che la visibilità delle forze dell’ordine e la capacità di intervenire rapidamente, anche su situazioni pregresse, siano il deterrente più efficace. La sfida, ora, è trasformare questa presenza costante in una percezione duratura di sicurezza, in un equilibrio delicato tra controllo e vivibilità, mentre la città cerca la sua normalità notturna sotto i fari dei lampeggianti.